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"The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants. It is its natural manure"

Thomas Jefferson


"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote"

Benjamin Franklin




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10 dicembre 2009

Alaska: meno tasse ai petrolieri=più posti di lavoro

Il Governatore dell'Alaska, Sean Parnell, sta vagliando l'opportunità di cambiare le leggi fiscali della "Last Fronter" sul petrolio emesse durante il mandato di Sarah Palin, poiché le compagnie petrolifere a causa dell'elevata tassazione starebbero dirottando valanghe di dollari di investimenti da questo stato in altre parti del mondo. Il Governatore ha spiegato che mercoledì il governatore ha chiesto al Dipartimento Delle entrate divalutare quali ritocchi "potrebbero essere apportati al sistema fiscale che possano portare facilmente ad un aumento di posti di lavoro per gli abitanti dell'Alaska". Parnell ha spiegato di aver anche incontrato le compagnie petrolifere.

"La mia linea di fondo - ha spiegato il Governatore - è che
se c'è bisogno di una modifica delle imposte che si tradurrà in maggiori investimenti, ci lavoriamo tutti e subito. Ma le aziende dovranno giustificare le modifiche richieste alla luce degli interessi della popolazione dell'Alaska. Non intendo semplicemente aumentare in soldi nelle tasche delle società: invece, ho intenzione di creare più posti di lavoro e maggiori entrate fiscali nel lungo periodo attraverso un sistema di tassazione diverso".

I giuristi dell'Alaska di ambiente repubblicano hanno nel corso del tempo aumentato sempre più la critica del sistema tributario, noto come  Alaska's Clear and Equitable Share (ACES). La legge è stata approvata nel 2007, sull'onda dei prezzi del petrolio saliti alle stelle, sotto la spinta del predecessore di Parnell, Palin.

Che una tassazione alta, ammesso e non concesso che sia fatta per nobili intenzioni, impoverisca un territorio, è storia vecchia. La notizia sta che un politico di 'sti tempi se ne sia accorto. Inutile dire che è un politico americano della grande e libertaria north area.




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9 luglio 2009

Che la sfida per il Texas abbia inizio! (2)

Prima che sfidarsi in singolar tenzone il candidato repubblicano e quello democratico, (e vari ed eventuali altri) i candidati alla carica di Governatore dovranno affrontare un'altra sfida non certo facile: le primarie.

Per quanto riguarda il Partito Repubblicano in Texas, i probabili candidati saranno l'attuale Governatore, Rick Perry, e la senatrice Kay Bailey Hutchinson.

Perry Perry, che ha il record di governatore più longevo dell'Lone Star State, è entrato in carica nel 2000, quando George W. Bush venne eletto presidente dell'Unione. Nel 2006 ottenne il suo secondo mandato pieno con il 39% dei voti, sufficienti vista la presenza di tre candidati alla carica.

Perry è cosciente di come la senatrice sia un avversario durissimo, ed infatti sta basando la sua campagna elettorale sulle politiche anti-Washington e sul rispetto del 10° emendamento, cercando di far leva sull'orgoglio indipendentista della gente texana. "Noi non pensiamo - ha detto ieri Perry - che il Governo abbia tutte le risposte. E noi non pensiamo che più governo e più "stimoli" statali siano la risposta".

K. B. Hutchinson è stata la prima (e finora unica) donna eletta dal Texas per il Senato Federale. L'anno scorso, nel famoso caso DC v. Heller davanti alla Corte Suprema un amicus curiae, per sostenere il diritto di ognuno a detenere e portare armi. Si è sempre opposta ad aumenti di tasse, ed ha sempre votato per introdurre numerose forme di sgravi fiscali.

Perry ha, a livello centrale, il supporto dell'ala social-conservatives del partito, e il supporto a titolo personale dell'ex Governatrice dell'Alaska, Sarah Palin, mentre i moderati repubblicani preferirebbero vedere il Texas in mano alla Hutchinson. 


Kay Bailey Hutchinson


18 marzo 2009

Lance Mackey ha vinto la XXXVII Iditarod

Alle 11:38 di oggi ora dell'Alaska, il musher Lance Mackey ha tagliato il traguardo della XXXVII Iditarod Trail Sled Dog Race.

Mackey, nativo di Fairbanks, in Alaska, ha accumulato un enorme vantaggio su Sebastian Schnuel da Whitehorse (Yukon) e John Baker da Kotzebue (Alaska), suoi primi inseguitori.

E' la terza volta consecutiva che Mackey vince la storica corsa fra i ghiacci. "Ha scolpito il suo posto nella storia dell'Iditarod del nuovo millennio", ha scritto l'Anchorage Daily News.

Solo due mushers hanno vinto la Iditarod tre volte consecutive, ed i loro nomi sono nella leggenda dello sled dog: Doug Swingley e Susan Butcher. Swingley è stato il primo concorrente non dell'Alaska a vincerla (è di Lincoln, in Montana) nel 1995, per poi ripetersi nel 1999, 2000 e 2001. La seconda, vincitrice nel 1986,1987, 1988 e nel 1990, è stata la seconda donna  in assoluto a vincere la Iditarod. Stroncata nel 2006 da una forma di leucemia viene ricordata nel Susan Butcher Day, che ricorre nel giorno della partenza della gara.

Nessuno ha mai vinto quattro volte consecutive la Iditarod.


Lance Mackey nell'Iditarod 2009


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1 marzo 2009

XXXVII Iditarod

L'Alaska si prepara anche quest'anno alla gara per le mute di cani da slitta più famosa nel mondo: l'Iditarod Trail Sled Dog Race, giunta quest'anno alla 37ma edizione. Il difficile percorso di più di 1.150 miglia porterà come al solito uomini (i mushers) e cani da Anchorage a Nome,,sul mare di Bering, facendoli lottare contro temperature polari, venti che fanno arrivare la visibilità a zero, fiumi ghiacciati, tundra desolata, dense foreste, quasi interminabili ore di buio. La partenza è per sabato 7 marzo.

La gara trae origine da un episodio verificatosi nel 1925, quando una grave epidemia di difterite colpì Nome. A causa delle pessime condizioni meteorologiche, non era possibile far arrivare rapidamente i medicinali da Anchorage tramite aereo o nave e si ricorse alla tradizionale slitta. Un intrepido musher insieme ai suoi fidati cani riuscirono a salvare una città laddove la tecnologia e la scienza nulla aveva potuto. L'Iditarod è anche la commemorazione di un passato recente che ha visto il coraggio, la determinazione e l'onore della gente che ha abitato queste terre trionfare sulle avversità.

Negli ultimi due anni è stato il musher Lance Mackey a vincere la gara, ritratto nella foto sotto poco dopo l'arrivo del 2007, in uno scatto che coglie la tenerezza e l'affetto fra uomo e cane. Cosa che non tutti possono capire. Esattamente come non tutti capiscono cosa sia veramente l'Iditarod. Ma non posso spiegarvelo io... O si sente o non lo si sente...






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25 marzo 2008

Lance Mackey ha vinto l'Iditarod 2008

Con immenso ritardo dovuto sempre alle cause di cui al post di sotto, ecco un fotopost (nel senso che son più le foto che le inutili parole).

Il musher Lance Mackey, detentore del titolo 2007, ha vinto l'Iditarod 2008.

La prima foto ritrae Lance con uno dei suoi cani al momento della premiazione.



Nella foto sotto, la giovanissima musher Melissa Owens (18enne), all'arrivo festeggiata dalla mamma (è arrivata trentesima su 96, grande impresa la sua). Melissa è ovviamente la ragazza a sinistra



Un musher in gara



All'arrivo un po' di meritato riposo...





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3 marzo 2008

l'ONU contro la marijuana ad uso terapeutico

Il primo distributore automatico di marijuana è entrato in funzione in California agli inizi di febbraio circa. E' stato installato in un centro che vende prodotti di erboristeria a Los Angeles, autorizzato a fornire marijuana per uso terapeutico. L'aspetto è identico a quelli per le bibite, con una tastiera numerica per compilare un codice e una fessura per ritirare la confezione trasparente contenente la marijuana. Chi vuole usarlo deve fornire impronte digitali, in modo che sia possibile controllare che chi ne usufruisce sia davvero un malato sotto marijuana-terapia. L'uso terapeutico della cannabis in California è stato introdotto dopo il referendum # 215, approvato dalla maggioranza dei votanti, referendum che ha avuto fra i promotori l'esponente del Libertarian Party  Steve Kubby. Sull'onda della 215, altri 10 stati dell'Unione hanno liberalizzato la marijuana per uso terapeutico.

Il Governo Federale non riconosce l'uso terapeutico della marijuana, ma la legislazione è di competenza dei singoli Stati. Finora nessuno ha sollevato dubbi sulla conformità di queste macchinette alla legislazione Californiana, e neanche la DEA (agenzia federale per la lotta agli stupefacenti) ha finora posto obiezione contro di esse.

Ovviamente, l'organizzazione internazionale che più di tutte protegge le dittature ed il terrorismo globale contro le libertà individuali, l'ONU, non poteva lasciarsi scappare l'occasione di criticare il principio della libertà di cura.

L'International Narcotics Control Board (istituto "indipendente" che fa capo alle Nazioni Unite) sostiene infatti che queste macchinette violino le norme internazionali, e chiede al Governo Federale di bloccare queste iniziative statali troppo liberali: "Siamo a conoscenza del fatto che l'uso di cannabis è illegale in base alla legislazione federale, perciò chiediamo l'intervento di dette Autorità per bloccare questo fenomeno che contravviene ai trattati internazionali sul controllo degli stupefacenti".

I Libertarians dello stato dell'Alaska hanno commentato così: "Considerando il fatto che nessun americano è mai stato chiamato ad eleggere un rappresentante alle Nazioni Unite, l'ONU non ha alcuna autorità negli USA: la Costituzione non prevede che un americano osservi o ascolti gli atti delle Nazioni Unite".


Alcuni attrezzi per la terapia; il logo al centro è quello dell'American Medical Marijuana Association


21 febbraio 2008

Iditarod, la leggenda continua

L'Alaska si prepara anche quest'anno alla gara per le mute di cani da slitta più famosa nel mondo: l'Iditarod Trail Sled Dog Race, giunta quest'anno alla 36ma edizione. Il difficile percorso di più di 1.150 miglia porterà come al solito uomini (i mushers) e cani da Anchorage a Nome, facendoli lottare contro temperature polari, venti che fanno arrivare la visibilità a zero, fiumi ghiacciati, tundra desolata, dense foreste, quasi interminabili ore di buio. La partenza è per sabato 1° marzo.

La gara trae origine da un episodio verificatosi nel 1925, quando una grave epidemia di difterite colpì Nome. A causa delle pessime condizioni meteorologiche, non era possibile far arrivare rapidamente i medicinali da Anchorage tramite aereo o nave e si ricorse alla tradizionale slitta. Un intrepido musher insieme ai suoi fidati cani riuscirono a salvare una città laddove la tecnologia e la scienza nulla aveva potuto. L'Iditarod è anche la commemorazione di un passato recente che ha visto il coraggio, la determinazione e l'onore della gente che ha abitato queste terre trionfare sulle avversità.

Il 2007 ha visto vincere il musher Lance Mackey, ritratto nella foto sotto poco dopo l'arrivo, in uno scatto che coglie la tenerezza e l'affetto fra uomo e cane. Cosa che non tutti possono capire. Esattamente come non tutti capiscono cosa sia veramente l'Iditarod. Ma non posso spiegarvelo io... O si sente o non lo si sente...





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6 febbraio 2008

God save the Libertarian North

In questo turbinio seguente il Super Martedì, di cui penso ormai sappiate tutto, cercherò di fare una riflessione spero diversa dalle altre.

Se gli Stati del Sud si sono mostrati conservatori huckabiani, gli Stati del Nord hanno dimostrato una tendenza libertaria non indifferente. In Alaska, Montana, North Dakota, Ron Paul ha ottenuto una percentuale niente male, dimostrando di giocarsela alla pari con gli altri tre candidati mainstream.

In Alaska (forse lo stato fra quelli nominati andato peggio) Mitt Romney l'ha fatta da padrone, incassando il 44,1% dei consensi, seguito da Huckabee al 21,9% e da Ron Paul al 16,8%; chiude il favorito alla nomina John McCain al 15,5%.

Nel Montana, abbiamo Mitt Romney al 38,3%, seguito dal nostro Ron Paul al 24,5%; dopo John McCain, al 22%, ed Hucka al 15%.

Il North Dakota vede piazzarsi per primo Romney al 35,7%, seguito da McCain al 22,3%, seguito per un soffio da Paul al 21,3% (stiamo parlando di meno di 200 voti); infine Huckabee al 19,9%.

E tutto sommato, anche nel Minnesota non è andata malissimo (viste le percentuali negli stati della costa Est ed Ovest), dove Paul è quarto ma con un 15,6% di voti.

Ma non è finita qua. Passiamo al caso Maine. Perché "caso"? Semplice. Tutti i media si sono fermati al 68% o giù di lì del voto scrutinato. In questo importante (per immagine più che per numero di delegati) test immediatamente pre-SuperMartedì, nessun media di rilievo (NY Times, CNN, etc) ha dato il risultato finale. Tutti presi dalla foga del martedì? Forse. O forse il risultato avrebbe potuto creare qualche problema di equilibrio e dunque era meglio far finta di nulla. E sì, perché da voci non controllate (ma se nessuno fornisce i dati ufficiali...), sembrerebbe che nel Maine il più votato sia stato proprio Ron Paul. Quanti nel SuperMartedì non hanno votato Ron Paul perché non avendo vinto mai era creduto un voto inutile? Non lo sapremo mai. Però, qualche dubbio, io ce l'ho (anche perché i media americani la stanno facendo molto sporca in questa competizione). Tra l'altro, le proiezioni dei delegati finora ottenuti sono appunto proiezioni, e la fuga definitiva di qualcuno non c'è stata.

Alaska, North Dakota, Montana, Minnesota, Maine. Da Nord Ovest a Nord Est il fronte libertario è più vivo che mai (e non dimentichiamo il Nevada). Mi chiedo se questa composizione geografica è casuale, oppure c'è qualche motivo strutturale e/o culturale per cui gli Stati confinanti con il Canada hanno espresso il voto in questo modo. Attendo pareri!

In ogni caso spero che Ron Paul si candidi come indipendente. La battaglia non è finita finché non è finita.

UPDATE
: Come ha notato anche Matthias nei commenti, nello Stato di Washington (in cui si è votato il 9 febbraio) Ron Paul ha ottenuto il terzo posto, con il 20,77% (guardando le percentuali degli altri stati in cui si è votato lo stesso giorno, si nota che lì non ci si è comunque scostati dal 5%). Dunque il Nord si conferma fronte libertario, dal Pacifico all'Atlantico. No, non credo proprio sia una coincidenza...




5 gennaio 2008

Nuova targa per l'Alaska nel suo 50° compleanno

L'Alaska festeggia il 50ennale della sua nascita come Stato con una nuova targa per le automobili celebrativa dell'evento. Qualche giorno fa, il Governatore Sarah Palin ha presentato la nuova license plate all'Anchorage Museum.
Sulla sinistra il Big Dipper (la costellazione del Gran Carro simbolo dello Stato), ed una silhouette di alcune colline coperte di neve, su uno sfondo dorato e le parole "Celebrating statehood 1959-2009".
La targa sarà utilizzata da subito per le autovetture, ed eventualmente gli automobilisti che vorranno cambiarla potranno farlo al modico prezzo di 5$ (o 30$ se personalizzata). La targa personalizzata del Governatore Palin, la prima, ha scritto "HAPY50" (una P non se la son dimenticata, ma sono 6 le lettere quelle disonibili per la personalizzazione, e non hanno voluto fare strappi alla regola).
Alla presentazione della targa vi era anche il senatore dello Stato Vic Fisher, uno dei quattro delegati ancora in vita della Constitutional Convention tenutasi fra il 1955 ed il 1956. "Combattemmo per il sogno di fondare uno Stato in modo da poter essere arbitri del nostro destino", ha detto Fisher che oggi ha 83 anni, " e questo mi fa ancora sentire giovane".
Il giorno ufficiale dell'ingresso nell'Unione dello Stato dell'Alaska fu il 3 gennaio 1959.
Alaska, the last frontier.


Il Governatore dell'Alaska Sarah Palin mostra sorridente la targa


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14 novembre 2007

Presidenziali ed UFO

A metà del 1986 sui cieli di Anchorage, in Alaska, i piloti di un 747 della Japan Air Lines si trovano davanti ad un oggetto disseminato di luci lampeggianti, grande sei almeno volte il loro aereo, che si avvicina e poi scompare nel nulla. I piloti fanno immediato rapporto all’Ente federale per l’aviazione civile (Faa) il cui capo ispettore, John Callahan, raccoglie testimonianze, dati atmosferici, tracciati radar e infine, incapace di trovare una spiegazione, arriva di fronte ad un alto ufficiale della Cia che gli dice: «Dimentica tutto, lascia perdere». Callahan insiste ma sono i suoi stessi superiori alla Faa a impedire nuovi accertamenti.
 


 

Da allora l’incidente di Anchorage era caduto nel dimenticatoio ma non per Callahan, che si è presentato al National Press Club di Washington assieme ad una dozzina di ex alti funzionari di sette nazioni per rendere di dominio pubblico gli avvistamenti di ufo avvenuti negli ultimi trenta anni e chiedere al governo degli Stati Uniti di riaprire il «Project Blue Book». È questo il nome dell’inchiesta condotta dall’Aviazione militare americana sull’avvistamento fra il 1947 e il 1969 di 12.618 oggetti non identificati: si concluse con un nulla di fatto ma ora le nuove testimonianze sono tali e tante da imporre di «riprendere il lavoro».

A sostenerlo è Fife Symington, ex pilota ed ex governatore dell’Arizona nonché organizzatore dell’evento di Washington, che assicura di aver visto con i propri occhi «nel 1997, vicino a Phoenix» quella che ricorda come una «navicella a forma di delta che procedeva lentamente con delle luci enormi». «Crediamo più ai nostri occhi che a quello che dice il governo» ha detto l’ex governatore, sottoscrivendo il documento finale del simposio nel quale si invoca la nuova indagine.

L’importanza dell’evento di Washington è data dal fatto che siamo nel bel mezzo della campagna per le presidenziali 2008 e il tema degli Ufo è comparso nel dibattito fra i candidati. Il primo a farvi riferimento è stato Dennis Kucinich, deputato ultraliberal dell’Ohio e cenerentola del parterre democratico, che durante un recente dibattito con gli altri contendenti ha svelato di aver visto un Ufo «sui cieli dello Stato di Washington» provando una «sensazione di connessione nel cuore» e «ascoltando le indicazioni su dove andare nella mente».

Poco dopo a farsi sentire è stato un altro candidato democratico: Bill Richardson, governatore del New Mexico e da molti considerato possibile Segretario di Stato se a vincere sarà Hillary Clinton. «Il governo deve svelare i segreti di Roswell, dire tutto ciò che sa» ha chiesto Richardson, riferendosi al luogo del New Mexico dove nel luglio del 1947 cadde quella che ancora oggi molti considerano la prima nave extraterrestre di cui gli Usa si sono impossessati.

La possibilità che esperimenti top-secret e fenomeni atmosferici siano all’origine di falsi avvistamenti non è stata esclusa dagli intervenuti al convegno di Washington - giunti anche da Gran Bretagna, Francia, Belgio e Perù - ma ciò non toglie che «dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 non si possono più ignorare i segnali radar che indicano la presenza di oggetti che non solo evidentemente degli aerei» come si legge nel documento finale.

Proprio in questi giorni uno dei casi più noti di avvistamenti di ufo è stato riaperto dal giudice di Washington Emmett Sullivan che ha dato tempo alla Nasa fino al 31 dicembre per rendere pubblico ciò che ha su quanto avvenne la sera del 9 dicembre 1965 a Kecksburg, una cittadina della Pennsylvania dove una palla di fuoco si schiantò a terra disseminando oggetti di metallo con sopra incisi strani geroglifici che vennero raccolti in due scatoloni a presi in consegna dall’Agenzia spaziale, mentre agenti in borghese ammonivano i civili a non dire nulla di quanto avevano visto.

 

Ora la Nasa dice di aver perso gli scatoloni ma il giudice Sullivan non gli crede.

 



 


19 agosto 2007

surf estremo in Alaska (video)

Per la prima volta al mondo due surfisti hanno cavalcato un'onda provocata dalla scioglimento di un ghiacciaio in Alaska. E così, il surriscaldamento del globo crea le condizioni per un nuovo sport estremo. Il video mostra l'impressionante sequenza con i due campioni mondiali di surf, Garrett McNamara e Kealii Mamala, che aspettano il crollo dei ghiacci che, precipitando in mare, spostano grandi masse d'acqua creando una grande onda.



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13 giugno 2007

Usa: trovata balena con arpione d'epoca Moby Dick

 Una balena colpita da un arpione risalente alla fine dell'800 e' stata trovata sulle coste dell' Alaska. L'animale, che era agonizzante ed e' stato ucciso, aveva conficcato nelle carni un frammento di un arpione abitualmente usato dai cacciatori di balene all'epoca di Moby Dick. I biologi marini che l'hanno esaminata ritengono 'senza ombra di dubbio' che la balena sia stata ferita intorno al 1890, e che avesse quindi un'eta' compresa tra i 116 e i 130 anni.




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