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"The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants. It is its natural manure"

Thomas Jefferson


"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote"

Benjamin Franklin




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8 marzo 2009

Per un 8 marzo libertario: ricordo di Rose Wilder Line

Rose Wilder Line è stata una giornalista, scrittrice ed ideologa politica americana. Nata nel 1886 a De Smet, nel Territorio Dakota, è considerata, insieme ad Ayn Rand e ad Isabel Paterson, una delle fondatrici del movimento libertario e una delle ispiratrici del Libertarian Party.

Dopo aver passato un'infanzia in ristrettezze economiche, prima nel Missouri e poi in Florida, frequentò le scuole superiori in Louisiana, diplomandosi come migliore del suo corso. Ma la sua famiglià non potè permettersi di mandarla all'Università, e così Rose iniziò a lavorare come operatrice telegrafica per mantenersi, girando tutto il Midwest.

Nel 1918 riuscì tuttavia ad iniziare la carriera come giornalista free-lance con il San Francisco Bullettin, trampolino di lancio anche per la sua carriera di scrittrice, grazie alla quale raggiunse un un grande successo, ma intorno agli anni '40 qualcosa cambiò. Nonostante le continue richieste da parte di editori per opere commerciali e non, Rose voltò le spalle al mondo dell'editoria diventando uno dei più influenti libertari americani della metà del 20° secolo.

Si oppose con veemenza ai programmi economici del New Deal e della Social Security, al razionamento in tempo di guerra e a tutte le forme di tassazione e di socialismo strisciante, sostenendo di aver cessato la sua attività di scrittura altamente redditizia perché non voleva più pagare le alte tasse al Governo.

Così, riducendo al minimo sia il reddito che le spese, si trasferì a Danbury, nel Connecticut, dove iniziò a portare avanti una versione moderna dei suoi antenati pionieri, conducendo una vita semplice, rurale, a stretto contatto con la natura, fin quando morì nel 1968.

Irriducibile nemica del comunismo, dopo averlo vissuto in prima persona grazie ad un'intensa esperienza in Unione Sovietica con la Croce Rossa, ha scritto nel 1942 il libello "La scoperta della libertà", ed ha incessantemente promosso, con numerosi scritti, i pregi della libertà individuale e i suoi benefici sull'umanità.

Con l'andar del tempo i suoi principi si radicalizzarono sempre più, e la sua difesa assoluta dei principi fondanti della Nazione Americana, come la libertà e l'assenza di dominio statale, divenne motivo di scontro con altre donne libertarie, su tutte Isabel Patterson.


20 febbraio 2009

A Bush si poteva dare dell'"assassino", ma guai a dare ad Obama della "scimmia"

Qualche giorno fa in Connecticut un simpatico scimpanzé (tra l'altro attore di alcuni spot pubblicitari, dove aveva dimostrato di avere più talento recitativo della moglie di Benigni - e anche di lui, in realtà) ha saltato parecchi livelli evolutivi, ed è diventato umano, iniziando ad aggredire senza alcuna ragione chi gli stava attorno. Fuggito, è stato abbattuto dai poliziotti, non senza però esser riuscito a ferirne uno.

Qui la storia. Il vignettista del NY Post ha preso spunto dalla storia, l'ha mischiata con la crisi finanziaria e con il folle piano di risanamento del Prez Obama, e ne è scaturita la simpatica vignetta qui sotto.

Ovviamente casini e sopracasini, Il NY Post inizialmente non si è mosso di un centimetro dalla sua posizione, poi di nuovo casini e sopracasini, e la testata per evitare ulteriori guai si è scusata "con chi si è ritenuto offeso".

Visto che per Bush la "satira" invocando (giustamente, per carità) la libertà di satira e di pensiero gli ha dato dell'assassino, pedofilo, ubricone, idiota, ecc. ecc., senza dare la possibilità a nessuno di sentirsi offeso, viene ancora una volta dimostrato il teorema che per i democratici la libertà è "libertà di pensarla solo ed esclusivamente come noi".

Non a caso  "libertà e democrazia" è un ossimoro.




3 luglio 2008

Dichiarazione di Indipendenza - 4 luglio 1776

Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato ad un altro ed assumere tra le altre potenze della terra quel posto distinto ed eguale cui ha diritto per Legge naturale e divina, un giusto rispetto per le opinioni dell'umanità richiede che esso renda note le cause che lo costringono a tale secessione. Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità. La Prudenza, anzi, imporrà che i Governi fondati da lungo tempo non andrebbero cambiati per motivi futili e transitori; e di conseguenza ogni esperienza ha dimostrato che l'umanità è più disposta a soffrire, finché i mali sono sopportabili, che a cercare giustizia abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, che perseguono invariabilmente lo stesso obiettivo, evince il disegno di ridurre il popolo a sottomettersi a un dispotismo assoluto, è il loro diritto, è il loro dovere, rovesciare tale governo e affidare la loro sicurezza futura a dei nuovi Guardiani.

Tale è stata la paziente sopportazione di queste Colonie; e tale è oggi la necessità che le costringe ad alterare i loro precedenti Sistemi di Governo. La storia dell'attuale Re di Gran Bretagna è una storia di ripetute ferite ed usurpazioni, tutte aventi l'obiettivo diretto di stabilire una tirannide assoluta su questi stati. Per comprovarlo, sottoponiamo i fatti seguente a un mondo sincero. [...]

Noi dunque, Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso Generale, facendo appello al Supremo Giudice del mondo per la rettitudine delle nostre intenzioni, solennemente pubblichiamo e dichiariamo, in Nome e con l’Autorità del buon Popolo di queste Colonie, Che queste Colonie Unite sono, e hanno diritto di essere, Stati Liberi e Indipendenti; che sono sciolti da ogni fedeltà alla Corona britannica, e che ogni legame politico fra loro e lo Stato della Gran Bretagna è, ed ha diritto di essere, totalmente sciolto; e che in qualità di Stati Liberi e Indipendenti, essi hanno pieno potere di dichiarare la Guerra, concludere la Pace, contrarre Alleanze, stabilire dei Commerci e fare ogni altro Atto e Cosa che gli Stati Indipendenti possono fare di diritto. E a sostegno di questa Dichiarazione, con ferma fiducia nella protezione della divina Provvidenza, ci promettiamo reciprocamente le nostre Vite, le nostre Fortune e il nostro sacro Onore.

Firmato da:

* New Hampshire: Josiah Bartlett, William Whipple, Matthew Thornton
* Massachusetts: Samuel Adams, John Adams, John Hancock, Robert Treat Paine, Elbridge Gerry
* Rhode Island: Stephen Hopkins, William Ellery
* Connecticut: Roger Sherman, Samuel Huntington, William Williams, Oliver Wolcott
* New York: William Floyd, Philip Livingston, Francis Lewis, Lewis Morris
* New Jersey: Richard Stockton, John Witherspoon, Francis Hopkinson, John Hart, Abraham Clark
* Pennsylvania: Robert Morris, Benjamin Rush, Benjamin Franklin, John Morton, George Clymer,                           James Smith, George Taylor, James Wilson, George Ross
* Delaware: George Read, Caesar Rodney, Thomas McKean
* Maryland: Samuel Chase, William Paca, Thomas Stone, Charles Carroll of Carrollton
* Virginia: George Wythe, Richard Henry Lee, Thomas Jefferson, Benjamin Harrison, Thomas                       Nelson, Jr., Francis Lightfoot Lee, Carter Braxton
* Carolina del Nord: William Hooper, Joseph Hewes, John Penn
* Carolina del Sud: Edward Rutledge, Thomas Heyward, Jr., Thomas Lynch, Jr., Arthur Middleton
* Georgia: Button Gwinnett, Lyman Hall, George Walton



Buon 4 luglio. Happy 4th July


2 febbraio 2008

lo Stato di New York riconosce i matrimoni gay

I matrimoni tra gay contratti in altri stati dell'Unione devono essere riconosciuti a New York. Questa la decisione, unanime della Suprema Corte dello Stato di New York, nel caso Martinez vs Contea di Monroe. "Si tratta di una vittoria per le famiglie, una vittoria per l'equità ed una vittoria per i diritti umani", ha detto Donna Lieberman, direttore del New York Civil Liberties Union. Il Massachusetts è il solo stato americano che consente il matrimonio tra gay, ma esattamente un anno il New Jersey ha deciso di riconoscere pari diritti alle coppie gay sposatesi nel 'Bay State' od in Canada, pur non considerando formalmente legali i matrimoni gay. Il riconoscimento delle unioni civili avviene anche in Connecticut ed in Vermont.




24 settembre 2007

gli Stati contro il Governo Federale: difendono la loro sanità pubblica

Questa news, insieme al caso di S.Francisco  mostrano che la scena degli ospedali che lasciano i moribondi non assicurati al di fuori delle porte a vetri ad apertura automatica accade ad Hollywood mpolto più spesso che nella realtà. Le assicurazioni private esistono, è vero, ma non è altrettanto vero che non esista "sanità pubblica"... anche per gli immigrati.

Ed infatti lo Stato di New York ha deciso di ricorrere il tribunale nei confronti dell'Amministrazione federale in seguito alla decisione di quest'ultima di rendere inaccessibile il trattamento di chemioterapia agli immigrati illegali, escludendolo dalla voce "emergenze mediche".

Da Albany tuonano e, intanto nero su bianco chiedono all'Amministrazione Bush spiegazioni sull'ultima mossa che indica - sostengono - l'impegno per escludere i non-assicurati dal fruire dei servizi pubblici per la salute.

I medici, non il governo federale - sottolineano nella dura missiva -  devono determinare quando è imperativa la chemioterapia, mentre Albany fa osservare che la tanto criticata politica di Washington è un boomerang che rischia di trasformarsi in una vera emergenza.

È accaduto il mese scorso che l'Amministrazione federale ha comunicato a quella statale di New York che non sosterrà più in concerto con lo Stato i "matching funds" per chemioterapia, in rispetto - sostengono - al programma federale "medical emergency".

L'Amministrazione statale di New York è in buona compagnia in quella che si preannuncia un'aspra battaglia nelle aule dei tribunali federali. In risposta alle ultime restrizioni dettate da Washington gli Stati di New York, New Jersey e Connecticut - oltre ad altri 20 dell'Unione - hanno deciso di estendere i pieni benefici di Medicaid - l'assistenza sanitaria per indigenti - utilizzando i fondi statali per assistere gli immigrati illegali che vengono esclusi dal provvedimento federale.

L'assistenza Medicaid è stata ampliamente scrutinata dall'Amministrazione Bush, negando in maniera sempre più aggressiva gli interventi finanziari a copertura dei servizi d'emergenza, secondo quanto asseriscono addetti ai lavori e organizzazioni a difesa degli immigrati. Da Washington non tarda ad arrivare la risposta mediatica alla lettera di Albany, anche se non intendono discutere il problema "chemioterapia" sollevato dall'Amministrazione statale di New York.

Il direttore del Center for Medicaid and State Operations, Dennis Smith si trincera dietro le parole lapidarie ufficiali di rito. "L'interpretazione fornita dall'agenzia da lungo tempo è che i benefici forniti dall'emergenza Medicaid sono riservati a interventi di emergenza" ha detto il funzionario. Da parte degli "addetti alla salute" di Albany dicono di non comprende l'accanimento di Washington sulla pelle degli immigrati illegali sofferenti di tumore che - peraltro - rappresentano uno sparuto numero di casi nel mezzo milione di illegali che si stima vivano nello Stato di New York. Attraverso altri programmi finanziati da fondi federali, ad esempio le  mammografie sono effettuate gratuitamente o a costi minimali, ma se poi si nega il trattamento delle pazienti, è come affondare il coltello nella piaga.

"Certo, consentire di diagnosticare il cancro al seno e poi creare ostacoli per il trattamento è semplicemente un'orrenda linea di condotta" sbotta Donna Lawrence, direttrice esecutiva dell'organizzazione Susan Komen for the Cure di New York.

Se la polemica - che rimbalza dai palazzi del potere delle due capitali - divampa da alcune settimane, sono anni che tra Amministrazioni e giustizia continua il dibattito in merito, senza che mai sia stata fornita  una chiara definizione di "emergency".

L'Amministrazione statale di New York non ha dubbi: l'emergenza - precisano - diventa tale in qualsiasi condizione che richieda un intervento urgente o che può procurare morte se l'emergenza non è affrontata.

Il commissioner statale alla Salute, Richard Daines insiste sul fatto che se i medici ritengono che la chemioterapia è necessaria, allora viene considerata un'emergenza.

"Affermare che il paziente non è qualificato è come infliggersi del male, perché quel caso poi si trasformerà in un'emergenza" fa osservare Daines, che sulle restrizioni federali imposte sull'assistenza agli illegali aggiunge "l'Amministrazione Bush fa di tutto per ostacolare". Secondo le stime statali, il governo federale ha finora negato 60 milioni di dollari in "matching funds" per emergenze Medicaid dal 2001 all'anno scorso, compresi anche gli 11 milioni per chemioterapie.

La stessa domanda tuttavia se la pongono anche dall'altra parte dell'America. Lo Stato di Washington ha chiesto al governo federale di chiarire la definizione di servizi d'emergenza medica.

Mentre non sono disponibili i numeri in termini di immigrati illegali deceduti per tumore, si sa però che a New York muoiono 15 mila residenti all'anno stroncati da tumori.

Lo Stato di New York sfida ora la decisione federale, sostenendo che il trattamento di chemioterapia rispetta in pieno le procedure di emergenza indicate da Washington, basandosi sul fatto che in determinati casi, come ad esempio in presenza di tumori al cervello o alla spina dorsale, è  richiesto un immediato intervento chemioterapico.

I prezzo che paga Medicaid per queste terapie è relativamernte basso rispetto all'intero budget che per la maggior parte viene assorbita dalle cure prestate a puerpere e al parto.

Agli ospedali pubblici della città di New York si rivolgono 400 mila pazienti all'anno sprovvisti di assicurazione sanitaria e tra questi figurano anche gli immigrati, ai quali - precisa l'amministrazione ospedaliera - sarà assicurato comunque il trattamento chemioterapico, a prescindere dai risultati della diatriba tra Albany e Washington. Se non ci sarà rimborso da Medicaid - fanno però osservare - allora si renderà necessario provvedere altrimenti per reperire i fondi necessari.



29 agosto 2007

Il Maryland lo stato più ricco dell'Unione

Il New Jersey perde la palma di stato più ricco dell'Unione: secondo i dati forniti ieri dall'amministrazione federale nelle tasche degli abitanti dello Stato Giardino entrano meno soldi rispetto al passato e adesso la media dei salari è di 64.470 dollari, un passo indietro rispetto al Maryland che si attesta a 65.144 dollari di entrate. Segue il Connecticut con entrate per famiglia di 63.422 dollari.

Restano però ancorate tra le dieci più ricche del Paese, tre contee del New Jersey: Hunterdon, quarta a livello nazionale, Somerset sesta e Morris settima con entrate che arrivano a 89 mila dollari.

Resta invece invariata nel New Jersey la media statale della povertà, attestata al 8.7 per cento, peggiore soltanto rispetto al Connecticut, New Hampshire e Maryland, ma comunque inferiore alla media nazionale del 13.3 per cento. Il più alto tasso di povertà è stato registrato nel Missisipi e nel District of Columbia.
 

La skyline di Baltimora, nel Maryland


25 luglio 2007

Massacrano madre e due figlie. Presi. Il Connecticut valuterà la richiesta di pena di morte

Per i due rapinatori che lunedì hanno massacrato la famiglia di un medico di Cheshire nel Connecticut uccidendo sua moglie e due figlie prima di appiccare il fuoco all'abitazione (erano in libertà vigilata) si profila all'orizzonte lo spettro del boia.

I due uomini, Komisarjevky di 26 anni, e Hayes, 44anni, sono stati portati ieri di fronte al magistrato per le formalità di rito nella Superior Court di Meriden per sentire snocciolare dalla procura una serie di gravissimi capi d'imputazione.

Il capofamiglia, William Petit di 50 anni resta ricoverato in ospedale per le ferite riportate al capo durante l'aggressione, mentre la procura ha già annunciato che sul capo dei due presunti aggressori potrebbero piombare altre accuse dopo che il medico legale avrà terminato l'esame autoptico sui cadaveri della moglie del medico, Jennifer Hawkwe di 48 anni e delle figlie Hayley di 17 anni e Michaela di 11.

I due aggressori erano entrati nell'abitazione di Cheshire lunedì nel pieno della notte, alle tre, dove avevano pianificato un furto pensando, forse, che la famiglia fosse assente. Quando hanno trovato gli abitanti, i due assassini hanno pestato il medico e legato mani e piedi le tre donne.

Le autorità erano arrivate all'abitazione dopo che il cassiere di banca dove la donna s'era recata la mattina alle 9,30 assieme ad uno degli aggressori era riuscita a lanciare l'allarme sussurrando che la sua famiglia era tenuta in ostaggio.

I due sospetti, vistisi accerchiati, dopo aver dato alle fiamme la casa avevano tentato di fuggire con l'auto dei poveretti andando a cozzare contro tre autopattuglie della polizia, prima di arrendersi.

Il giudice Christina Dunnell ieri ha confermato la cauzione di 15 milioni di dollari per i due aggressori e deliberato il trasferimento del procedimento giudiziario al tribunale di New Haven dove i due assassini dovranno comparire il prossimo 7 agosto.I due erano in "parole" dopo aver entrambi scontato pene detentive per altri guai con la giustizia. La fedina penale degli aggressori è lunga quanto l'elenco del telefono, ma mai avevano osato tanto. In tutti i crimini di cui erano stati accusati e riconosciuti colpevoli dagli anni Ottanta ad oggi non avevano mai usato violenza.

 L'ufficio del DA conteale ha detto che si sta contemplando la richiesta della pena di morte.

Komisarjevky e Haynes sono arrivati in tribunale con indosso la tuta color arancione assegnata ai detenuti e durante l'udienza preliminare si sono limitati a rispondere "yes" al giudice che chiedeva loro se avessero compreso i capi d'imputazione che pendono sulle loro teste.

Gli abitanti della zona, che al massimo ricordano un incidente stradale in passato e nessun atto di violenza, non riescono a capacitarsi su quanto accaduto alla famiglia del primario specializzato in diabete al Joslin Center presso l'Hospital of Central Connecticut di New Britan.

La moglie Hauke era infermiera presso una scuola privata di Cheshire. "Era una buona istruttrice che educava  i ragazzi sul benessere fisico e non solo quando qualcuno stava male" ricordano dalla scuola.  Il reverendo Ronald Rising, vicino di casa dei Petit ha detto che conosceva  la famiglia da almeno una decina d'anni. "Era una famiglia adorabile ed è  inimmaginabile che una famiglia perbene sia stata soggetta a tanta violenza,  in questa tranquilla comunità. È impossibile immaginare ciò che hanno  passato durante quelle terribili ore" ha commentato il reverendo. 

Jennifer Ferraiolo abita al 290 Sorghum Mill Drive e dice di aver  chiacchierato la sera prima con il medico che rientrava a casa ed era di  buon'uomore. "Erano le persone più cordiali di questo mondo. Ovviamente - ha  aggiunto la vicina - sono stati presi a bersaglio ed è veramente incredibile una situazione del genere". 



La famiglia Petit


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permalink | inviato da coast2coast il 25/7/2007 alle 17:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 luglio 2007

Il Connecticut rilascia un documento di identità ai clandestini

New Haven, nel Connecticut, con i suoi 124mila abitanti è la prima città americana a rilasciare una carta d'identità agli immigrati illegali. Inevitabili le polemiche innescate dall'iniziativa. 250 persone si sono presentate in Comune per richiedere il prezioso documento che dà la possibilità agli immigrati di essere riconosciuti cittadini e quindi di avere pieni diritti, l'accesso libero alle biblioteche e ai parchi e soprattutto di poter aprire il primo conto in banca.

Marvin, dall'Honduras " ho un documento in regola, qui a New Haven, dove vivo da 15 anni e penso sia meraviglioso. Qui ho la mia famiglia, la mia casa e tutto il mio mondo".
Obiettivo politico contro l'immigrazione illegale è quello di puntare alla sicurezza e dare tutela ai lavoratori clandestini, che oscillano tra i 10 e 15mila unità.

Montano le proteste di chi è contrario... "tutto questo è negativo - inveisce Elice Marciano - incoraggia l'immigrazione clandestina e regolarizza cittadini che strappano il lavoro agli americani". E sulla sua scia sono tanti i contestatori che ieri hanno manifestato in un'America in cui persino il Congresso ha abbandonato ad un punto morto il dibattito sulla riforma delle leggi sull'immigrazione. Ma la miccia si è accesa e sono numerose le città che s'interrogano sulle condizioni degli immigrati.


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