.
Annunci online

  coast2coast by InVisigoth the Mad Irish
 
Diario
 


"The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants. It is its natural manure"

Thomas Jefferson


"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote"

Benjamin Franklin




________________________________


Se vedi qualcosa che ti interessa qui sotto sei libero di cliccare o non cliccare...







Politics









Entertainment









Locations of visitors to this page



22 dicembre 2009

Happy Holidays - May You Enjoy Religious Freedom

"Cari amici della libertà,

E' il periodo dell'anno in cui vediamo "Happy Holidays!" un po' ovunque. So che ad alcune persone non piace questa frase, ma penso che indichi la varietà di pratiche religiose che abbiamo in America, cosa che a sua volta dimostra che godiamo di una notevole libertà di religione. Possiamo essere spesso in disaccordo sulla religione o sul significato della vita, ma siamo tutti ampiamente d'accordo su cosa significhi libertà religiosa.

Io personalmente festeggio il Natale, inteso come famiglia, chiesa, regali, e tavola imbandita con cucina della Louisiana. Questo Natale cercherò di ricordare a me stesso il concetto di perdono, cosa in cui non sempre sono stato bravo. Mettendo da parte la religione, a volte ho notato che quando qualcuno mi fa qualcosa di sbagliato, se io lascio correre, può nascerne una situazione positiva. E a volte gli altri mi hanno perdonato, quando ho sbagliato io, cosa che ho apprezzato molto.

A volte noto che molti cristiani intorno a me parlano di perdono, ma quando gli stranieri danneggiano gli Stati Uniti, anche solo un po', sono estremamente rapidi nella domanda di vendetta e di punizionei da infliggere. Credo che il concetto di perdono debba valere a volte anche per la politica estera.

Buon Natale e pace"

Wes Benedict


Executive Director Libertarian National Committee





Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. libertarian party

permalink | inviato da InVisigoth the mad Irish il 22/12/2009 alle 8:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


16 dicembre 2009

Christin Smith e Libertarian Party Colorado insieme

La speaker e pasionaria libertaria del Colorado Christine Smith, che aveva partecipato alle primarie del Libertarian Party ed era successivamente uscita dal partito a seguito della nomina di Bob Barr come candidato alle presidenziali del 2008, ha deciso di riallacciare i rapporti con il LP a livello locale, e correre per un seggio al parlamento del Centennial State.

"Molte persone - ha detto la Smith - nel Distretto 60 del Colorado, che comprende le contee di Chaffee, Custer, Fremont, Parco, Pueblo, e Saguache sono stanche e preoccupate dalla eccessiva tassazione, dall'aumento della spesa pubblica, dalle continue intrusioni del governo nella loro vita, dalle violazioni dei loro diritti. Incontrerò i miei concittadini, porterò loro il messaggio libertario e le soluzioni libertarie ai loro problemi, cercando di diventare una delle voci di questo pensiero all'interno del Parlamento del nostro stato".

"I miei amici e i miei sostenitori mi hanno invitato a distinguere le potenzialià del LP a livello locale dalle delusioni passate del partito a livello centrale. Mi rendo conto sia che unendoci tutti noi
abbiamo l'opportunità di fare tanto per la libertà individuale attraverso il LPCO, sia che a livello statale ogni LP è un'entità a se stante. Procederemo insieme in questa campagna io, il LPCO e ogni altro amante delle libertà al di fuori degli schieramenti che vorrà unirsi a noi".


Christine Smith


13 dicembre 2009

"Patto col diavolo" pur di fermare un libertario

"Parlano, parlano di libertà, ma quando vedono un uomo libero, allora ne hanno paura". Questa frase, forse buttata giù anche per caso nella sceneggiatura di Easy Rider, è forse quella che più incarna il normale sentire di un libertario.

Una delle metafore che più utilizzo nel mondo reale quando si parla con amici di sinistra di "libertà" è quella della differenza fra cane e lupo - con gente di sinistra perché loro utilizzano la parola "libertà" più di frequente, pur non avendola compresa nella sua essenza piena-.

Un democratico circa la libertà è come un cane: la catena gli sta stretta. Protesta, non la vuole, la tira, cerca di liberarsi dal giogo. Quando ci riesce, può muoversi nel territorio - il giardino recintato - che il padrone gli mette a disposizione. Il padrone è lo stato, la libertà per un democratico è muoversi entro i confini che lo stato "democratico" gli concede. Un libertario è come un lupo. Soffre la catena ma anche il giardino. Vuole andare dove più gli aggrada e del giardino del padrone se ne fotte: ci può anche stare, l'importante è che il cancello sia aperto per entrare e uscire a piacimento. E se il lupo sbaglia nello scegliere i posti dove muoversi, è disposto ad accettarne le conseguenze. La vita selvaggia è più dura, bisogna procurarsi il cibo da soli, senza il padrone che lo mette nella ciotola e porta il cane dal veterinario quando si fa la bua, ma cavolo, è molto più soddisfacente.

Come mai questa metafora e la citazione di Easy Rider? Perché la libertà vera fa paura - come i lupi - anche e sopratutto ai democratici. Sentite questa storia che viene dall'Idaho...

Walt Minnick è deputato al Congresso USA per i democratici, primo distretto del Gem State, tutt'ora in carica. E' un democratico sui generis (aveva abbandonato il GOP in precedenza), ed è considerato l'unico deputato libertario-democratico attualmente in parlamento. Minnick ha rifiutato di votare a favore delle proposte del suo partito che aumentavano il controllo statale sull'individuo, come la riforma Obama sul sistema sanitario pubblico e le leggi capestro sul clima. E' favorevole al secondo emendamento, tra le altre cose, e il suo slogan "Right for Idaho" lascia intendere come la sua sia una posizione tutt'altro che favorevole all'ampliamento di centralistici poteri di governo.

L'avvocato di Fruitland Larry Grant, democratico - sconfitto nel 2006 dal repubblicano Bill Sali e si fece da parte per Minnick nel 2008 - da molti è visto come un valido antagonista per Minnick. E numerose sono state, a detta di Grant, le telefonate da parte di esponenti ed elettori democratici  locali per spingerlo a candidarsi... nelle fila dei repubblicani. Grant intercetterebbe così sia il voto democratico che quello dei repubblicani moderati, visto che l'ala dura del partito (quella seguace della Palin) appoggerebbe un altro candidato e che Sali potrebbe scendere in campo per un terzo partito - non è ancora chiaro se il Constitution Party, il Libertarian Party  o  come Tea Party Independent -. "Così - ha detto Grant - ci basterebbe anche il 35% per vincere".

E così, pur di sbarazzarsi del "cancro libertario" al loro interno, i dems non esiterebbero a candidarsi e votare il partito che è stato di George W. Bush. Ditemi se questa non è paura fottuta della libertà...



Walt Minnick


18 marzo 2009

Libertari potenziali minacce

Membri del Libertarian Party, e del Constitution Party, e membri delle milizie di nuova formazione sono tutti potenziali terroristi per la polizia del Missouri.

E' quanto ha rivelato il Kansas City Star, nell'edizione del 14 marzo scorso. "Un documento circolato nei vari dipartimenti di polizia - si legge nell'articolo - con lo scopo di guidare le forze dell'ordine nell'identificazione di membri di Milizie o di appartenenti a forze terrotistiche interne, ha sollevato numerose critiche per alcuni criteri compresi nell'elenco. Sono indici a "segno rosso", infatti, adesivi sul paraurti inneggianti a terzi partiti, o al repubblicano Ron Paul, che ha corso per le presidenziali l'anno scorso. Ancora: colloqui su teorie cospirazioniste, come un ipotetico piano per una superstrada che colleghi il Canada al Messico, e il possesso di libri sovversivi".

Ironicamente, il Missouri ha più di venti membri eletti nelle pubbliche amministrazioni, di cui tre consiglieri a Springfield, una delle principali città dello Stato. E sicuramente, almeno qualcuno di questi, avrà preso parte ad una votazione sull'aumento di fondi per la polizia di stato. Colpo di sonno generale?

Certo, la ventata di libertà che ha portato Obama sta inequivocabilmente dando i suoi frutti. Anche se solo nelle teste bacate dei progressisti europei...




9 marzo 2009

cosa succede nel mondo (libertario americano)

Mentre non passa ormai giorno in cui il neoprez Barack Hussein Obama non sblocchi qualche finanziamento pubblico per qualcosa, il mondo libertario americano si sta organizzando di conseguenza, anche se anziché cercare l'unità in iniziative condivise la maggior parte delle frange libertarie per il momento sta seguendo strade proprie.

Il Libertarian Party affronterà la primavera con in archivio tre piccolissime, ma incoraggianti vittorie. La prima, l'incremento di voti alle ultime presidenziali rispetto al 2004. "Tutti ci davano per estinti a causa del "Fenomeno Obama" - ha spiegato Donny Ferguson, del Libertarian National Committee - e invece il nostro "terzo partito" ha incrementato i voti". Non solo i voti, ma anche le iscrizioni sono aumentate in questi ultimi mesi. Infine, da metà febbraio nel consiglio cittadino della dodicesima città più grande degli Stati Uniti, Indianapolis, siede un consigliere del LP. Si tratta di Ed Coleman, con un'ampia base di consenso elettorale, dimessosi dal GOP e approdato fra i libertarian dopo il tradimento "che il partito repubblicano ha posto in essere rispetto ai suoi ideali".

Probabilmente quest'ultima vicenda potrà apparire più interessante al rinnovo delle amministrazioni, se Coleman venisse comunque confermato in Consiglio.

Chi non tornerà nel LP è Christine Smith, ronpaulista nonché fra i candidati più suffragati nelle ultime primarie del partito, ma non scelta come candidata presidenziale - insieme a tutti gli altri - dai delegati nella convention di quasi un anno fa a Denver, in Colorado. Molti sostenitori l'hanno invitato a rientrare nel partito dopo le dimissioni in polemica con la nomina di Bob Barr, un candidato non con tutti i torti definito non libertario. "Eravamo 11 candidati libertari - ha spiegato - ma i delegati con un colpo di mano hanno nominato chi non è mai stato libertario. Hanno perso di vista i veri valori libertari americani, lo hanno trasformato in un partito corrotto. Appoggerò  nelle elezioni locali qualunque candidato veramente libertario, che sia o no del LP non importa: aiuterò l'individuo, non il partito".

Si attendono poi notizie dalla Libertarian Reform Caucus, il gruppo di attivisti che, allo scopo di riformare radicalmente e dall'interno il mondo libertario americano e il LP, hanno raccolto tesi, idee e progetti in giro per l'America, da esaminare quest'anno in vista della Convention del 2010.

Ron Paul, infine, sta girando varie trasmissioni nella Nazione per spiegare gli obiettivi della Campaign 4 Liberty: al momento non mi risultano, a breve termine, azioni in "grande stile".



8 marzo 2009

Per un 8 marzo libertario: ricordo di Rose Wilder Line

Rose Wilder Line è stata una giornalista, scrittrice ed ideologa politica americana. Nata nel 1886 a De Smet, nel Territorio Dakota, è considerata, insieme ad Ayn Rand e ad Isabel Paterson, una delle fondatrici del movimento libertario e una delle ispiratrici del Libertarian Party.

Dopo aver passato un'infanzia in ristrettezze economiche, prima nel Missouri e poi in Florida, frequentò le scuole superiori in Louisiana, diplomandosi come migliore del suo corso. Ma la sua famiglià non potè permettersi di mandarla all'Università, e così Rose iniziò a lavorare come operatrice telegrafica per mantenersi, girando tutto il Midwest.

Nel 1918 riuscì tuttavia ad iniziare la carriera come giornalista free-lance con il San Francisco Bullettin, trampolino di lancio anche per la sua carriera di scrittrice, grazie alla quale raggiunse un un grande successo, ma intorno agli anni '40 qualcosa cambiò. Nonostante le continue richieste da parte di editori per opere commerciali e non, Rose voltò le spalle al mondo dell'editoria diventando uno dei più influenti libertari americani della metà del 20° secolo.

Si oppose con veemenza ai programmi economici del New Deal e della Social Security, al razionamento in tempo di guerra e a tutte le forme di tassazione e di socialismo strisciante, sostenendo di aver cessato la sua attività di scrittura altamente redditizia perché non voleva più pagare le alte tasse al Governo.

Così, riducendo al minimo sia il reddito che le spese, si trasferì a Danbury, nel Connecticut, dove iniziò a portare avanti una versione moderna dei suoi antenati pionieri, conducendo una vita semplice, rurale, a stretto contatto con la natura, fin quando morì nel 1968.

Irriducibile nemica del comunismo, dopo averlo vissuto in prima persona grazie ad un'intensa esperienza in Unione Sovietica con la Croce Rossa, ha scritto nel 1942 il libello "La scoperta della libertà", ed ha incessantemente promosso, con numerosi scritti, i pregi della libertà individuale e i suoi benefici sull'umanità.

Con l'andar del tempo i suoi principi si radicalizzarono sempre più, e la sua difesa assoluta dei principi fondanti della Nazione Americana, come la libertà e l'assenza di dominio statale, divenne motivo di scontro con altre donne libertarie, su tutte Isabel Patterson.


24 febbraio 2009

L'amministrazione Obama muove guerra alle libertà

"A partire dalla massa di aiuti economici di stato ai pacchetti per "stimolare" economie dissestate, e adesso con la discussione sulla nazionalizzazione delle banche, l'amministrazione Obama sta conducendo una vera e propria guerra contro le nostre libertà".

"A riprova di questo, oggi ho aperto il giornale e ho letto come passerà la legge voluta dalla precedente amministrazione sulle carte d'identità elettronica obbligatoria: l'annacqueranno un pochino facendola passare subito, e poi torneranno alla carica per far passare anche il resto". 

"Stanno già montando malumori contro la politica di Obama, fatta di aiuti di stato, di "stimoli", e di espansione del controllo governativo. Gli americani sono arrabbiati con i repubblicani, sono arrabbiati con i democratici, e cercano qualcuno che stia dalla loro parte".

"Sono stanco, arrabbiato e c'è una montagne di documenti sulla mia scrivania, ma sono ancora pronto a combattere".

estratti di una le
ttera di Robert Kraus, portavoce del Libertarian National Committee agli iscritti del LP





27 dicembre 2008

Obama come Bush

Il Libertarian Party ha accusato il neopresidente americano, Barack Obama, di perseguire la stessa politica estera "da falco" del suo predecessore George W. Bush.
"Ciò che noi speravamo di vedere con la vittoria di Obama - ha detto William Redpath, portavoce nazionale del LP - erano i piani di un completo ritiro da Afghanistan e Iraq - invece stiamo rivedendo le stesse mosse sbagliate dell'amministrazione Bush che dal 2001 mantiene le nostre truppe in Medio Oriente".


Insomma, aggiungo io: più che un nero alla Casa Bianca, sembra che la Casa abbia reso bianco il ne*ro...



(ancora qualche giorno e posso usarlo)


5 ottobre 2008

Chuck Baldwin, fra paleocons e paleolibertarians

Interrompo questi giorni di assenza dal blog (molto impegnato, e quindi il tempo a qualcosa lo devo togliere) per rispondere ad un interessante quesito posto da Jinzo.

Ron Paul ha, recentemente, fatto l'endorsement ufficiale per Chuck Baldwin, pastore battista candidato del piccolo Constitution Party. Piccolo passo indietro. Ron Paul aveva cercato di riunire i 4 candidati dei terzi partiti: Bob Barr del Libertarian Party, l'indipendente Ralph Nader , Chuck Baldwin appunto e Cinthya McKinney per il Green Party con l'obiettivo di iniziare a creare un dialogo con chi, pur avendo idee diametralmente opposte, si oppone allo strapotere dei due partiti identici (folklore e livello di melanina dei candidati a parte), strapotere che ha finito per stravolgere il sistema ideato dai Padri Fondatori (e regalarci una delle più noiose e stupide campagne presidenziali degli ultimi dieci anni... ma questa è una mia opinione). Bob Barr ha declinato l'invito, sulla base di una presunta superiorità del LP che in quanto partito più "quotato" rispetto agli altri non poteva accomunarsi a questo progetto con il rischio di perdere qualche voto: "non è indifferente votare per noi o un altro dei candidati intervenuti". E buona notte al secchio.

Qualche giorno dopo, Ron Paul ha invitato i suoi sostenitori a votare per Baldwin; endorsement tardivo, ma giustamente il dottor Paul non aveva voluto privilegiare uno o l'altro dei due partiti che, in un certo qual modo, portano avanti teorie libertarians; venuto meno il LP per autoesclusione, l'appoggio è venuto da sè. La domanda che Jinzo pone è: Baldwin è un paleocon?

Due sono le premesse alla risposta: primo, questa è una situazione border-line, in cui tracciare una linea netta è molto difficile. Secondo, proprio la differenza paleocons/paleolibertarians , storicamente esistente ed opzione dotata di senso, probabilmente allo stato attuale è solo teorica ma difficilmente ipotizzabile in pratica (io ad esempio sono considerato a volte paleocon, a volte paleolibertarian, eppure il mio pensiero non oscilla da un presupposto all'altro).

Baldwin ha molto di libertario: antistatalista (si è recentemente opposto al salvataggio da stato sovietico di Fannie Mae e Freddie Mac), contrario al monopolio della violenza da parte dello stato e favorevole al II emendamento, contrario agli accordi internazionali che limitano la sovranità dei cittadini sul proprio suolo, favorevole ad un ampliamento delle libertà personali dei cittadini, etc.

Il "pomo della discordia" di Baldwin è l'aborto: pro-life ed assolutamente contrario all'interruzione della gravidanza. Chiaro che in un ambiente libertario, questa issue provoca un'isteria di massa. Anche se poi, a ben guardare, il modo principale in cui Baldwin contrasterebbe l'aborto è quello di non finanziare con fondi pubblici le cliniche che lo praticano. Ma visto che un libertario non dovrebbe concepire fondi pubblici, e che un libertario non dovrebbe voler costringere un cittadino contrario all'aborto a finanziare con le sue tasse una cosa cui è contrario, il problema non sta nella "libertarianità" di Baldwin, ma nel fatto che molto spesso i libertarians confondono libertà di culto con dovere di ateismo militante.
Proprio un lettore di Jinzo, una volta scrisse che "un vero liberale deve essere per forza ateo", non solo propagandando così una sorta di 'ateismo da stato liberale', ma dimenticandosi anche che Locke (forse il primo liberale) concepì la sua filosofia proprio sulla libertà di culto. E' vero che ci sono (come è giusto che sia) numerosissimi atei e/o agnostici che sono il fulcro del pensiero libertarian, ma ritengo che l'ateismo non sia una componente del libertarianism, ma semplicemente uno dei possibili sbocchi dell'assoluta libertà di culto, che comprende anche il non culto.

Baldwin contrasterebbe l'aborto con i mezzi con cui noi libertarians contrasteremmo tutti i mali del mondo: neutralizzando i finanziamenti statali. Se poi Baldwin ritiene che una donna che abortisce andrà all'inferno, se quella donna non ci crede non è che le cambia  qualcosa: rimaniamo nell'ambito della libertà di opinione e di culto, a meno che Baldwin non ipotizzi gogne pubbliche per le donne in questione (e non mi risulta, fino ad adesso). Il dare la possibilità al singolo stato ed alle comunità che vi ci abitano sul decidere se praticare l'aborto togliendo una simile potestà al governo federale, non cozza contro il libertarianesimo, visto che si potrebbe attuare anche in questo campo una concorrenza fra stati, per attirare pro-life o pro-choice a seconda dei casi.

Quindi probabilmente Baldwin è un paleocon, ma altrettanto probabilmente, escludendo le componenti oltranziste left-libertarians e restringendo il movimento libertario alle filosofie paleolib e cosmotarian (o soft-left che dir si voglia), sarebbe auspicabile un coinvolgimento all'interno del movimento anche dei paleocons, visto che i nostri nemici naturali sono da un lato i neocons  ed i socialcons, e dall'altro socialdemocratici e comunisteria varia. E quindi, da questo punto di vista, anche Baldwin è un libertario.



26 luglio 2008

l'ideale è che perdano entrambi

"Spiegone"

In principio, la mia idea era semplice. Augurarmi che McCain andasse incontro ad una sconfitta "storica" per il GOP, diciamo con una percentuale verso il 3X%, con i due candidati che più si avvicinano invece agli ideali di small government e rispetto della Costituzione Americana, Bob Barr per il Libertarian Party e Chuck Baldwin per il Constitution Party (questo passa il convento) sommati attorno al 9%. Corollario sarebbe la speranza che il GOP ritorni sui suoi passi, e ritorni ad una dimensione partitica più vicina a quella Reagan-Goldwater (come già sta avvenendo in alcuni stati, come il Nevada), piuttosto che a quella Bush Jr.-McCain, visto che il duo Barr-Baldwin sottrarrà voti (pochi o molti chi lo sa) indubbiamente al GOP. Questa idea non l'ho abbandonata del tutto, ma bisogna considerare un altro fattore: l'incognita Barack Hussein Obama.

Incognita perché prevedere cosa farà il senatore mulatto dell'Illinois è a questo punto impossibile, visto che ha praticamente cambiato idea su tutti i punti annunciati durante le primarie, e quindi nulla vieta di pensare che ricambi idea su tutto ancora e ancora. L'unica cosa certa è il culto della personalità che Obama sta mostrando (cosa che, come la storia insegna, è piuttosto pericolosa). Uno che preferisce un propagandistico (quanto inutile ai fini del voto) bagno di folla, snobbando poi la visita alla base per incontrare i militari (meno mediatica ma più utile ai fini del voto, oltre che più rispettosa dei cittadini elettori), che fissa un'intervista in palestra mentre fa ginnastica per farsi vedere atletico, beh...
Nonostante le rassicurazioni dunque, nulla vieta di pensare che in quattro anni di presidenza Obama possa contaminare le istituzioni americane (che di base sono e restano liberali, nonostante le forzature nel corso della storia, che però appunto erano distorsioni del sistema)  con i virus del socialismo o anche della socialdemocrazia; virus che, come l'Europa sa bene, una volta attecchiti diventano endemici.

Aumentano i miei timori le prese di posizioni delle associazioni di cittadini cui faccio riferimento. Sia i proprietari di armi che i nativi si oppongono ad Obama  (almeno alcuni). L'NRA infatti ha annunciato guerra aperta ad Obama; ed anche se io preferisco le posizioni del "Gun Owners of America" (anch'esso ipercritico verso Obama), non posso non tener conto di ciò che dice la maggiore associazione. Nessuna delle due associazioni comunque appoggia esplicitamente McCain (perché se Atene piange, Sparta non ride).
Sull'altro versante è recentemente nata un'associazione di nativi denominata "Native American against Obama" con lo scopo di informare le First Nations sui rischi che gli aborigeni, la loro cultura e l'autonomia che iniziavano a conquistare dopo anni di lotta correrebbero in caso di vittoria di Obama Hussein.

E le idee che vengano da una parte limitato il Secondo Emendamento nonostante ciò che ha detto la Corte Suprema (non solo per il Secondo Emendamento in sè, ma anche perché una volta intrapresa la strada della limitazione di qualunque libertà in nome di un presunto "progresso sociale" chi può dire dove si arrivi?), e che dall'altra sia dato il colpo di grazia alla cultura degli indiani d'America con una omologazione dall'alto, francamente mi spaventano più che quattro anni di McCain... che pure non saranno rose e fiori, anzi. Le sue posizioni ambigue sul Secondo Emendamento, le sue posizioni Pecorare Scanie in materia ambientale, le sue posizioni sull'Iraq e le sue idee di big government non fanno ben sperare e sono quasi altrettanto spaventose.

"P.Q.M."

L'ideale, a questo punto, sarebbe che McCain vincesse comunque su Obama con una percentuale del 3X%, con Barr/Baldwin lo stesso al 9% sommati (in modo da far comunque spaventare il GOP e farlo tornare su posizioni più "decenti"), ma questo sarebbe possibile solo con un Nader oltre il 10%, il che mi sembra meno probabile che trovare dieci europei nella stessa città che capiscano il Secondo Emendamento. Una simile eventualità, grazie a due anni di congresso a maggioranza democratica che potrebbe spingere per un ritiro dall'Iraq e per l'abolizione del Patriot Act ed il ripristino delle libertà civili, a cui va sommata la speranza che il successivo Congresso veda una maggiore presenza di deputati libertarians sia fra il GOP che fra i dems (magari anche grazie alla Campaign 4 Liberty), forse (sottolineo il sottolineato) sarebbe la migliore delle ipotesi possibili. Ma comunque resta un'ipotesi alquanto remota (anche se indubbiamente più plausibile di una sconfitta di entrambi come da titolo, impossibile nella maniera più assoluta). Come sempre sono aperto ad altre ipotesi altrettanto intricate ed azzardate.

Bel casino, non c'è che dire... In ogni caso, a dispetto di quanto da me detto in precedenza, Barr è indubbiamente il candidato che più mi piace.



25 luglio 2008

Time for Liberty



Questo video di Bob Barr è proprio bello.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. libertarian party

permalink | inviato da InVisigoth the BountyHunter il 25/7/2008 alle 12:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


11 luglio 2008

McCain & Obama hanno svenduto la libertà degli americani

<<Con l'approvazione da parte del Senato dell'emendamento alla legge FISA, e visto che nè Obama nè McCain hanno votato contro l'emendamento, risulta evidente che nessuno dei due candidati ha a cuore la vostra libertà di americani.
In una dichiarazione diffusa ieri, il portavoce del Libertarian Party Andrew Davis ha detto che il credere che "i democratici siano più propensi nella protezione delle libertà civili è una menzogna". "I democratici sono colpevoli esattamente come i repubblicani", ha continuato Davis, "zerbini dell'assalto dei Repubblicani alla nostra Costituzione".
Il Libertarian Party aveva più volte invitato a non votare a favore di nessun emendamento alla FISA che aumentasse i poteri dell'Esecutivo e che stoppasse i processi istruiti per casi in cui alcune società avevano agevolato  la violazione delle leggi da parte dell'Amministrazione Bush.
Il LP crede sì che il Governo possa avere i mezzi per difendere gli Americani dagli attacchi dei nemici interni ed esterni, ma non crede assolutamente che ciò debba essere fatto a spese delle libertà costituzionali>>.

Bill Redpath, National Chairman Libertarian National Committee



sfoglia     agosto       
 

 rubriche

Diario
old and new frontiers
Native Americans
sea and navigation
hunting and fishing
paranormal activity
rogues: vigilantes, outlaws, and BHs
libertarian things
XXI Century: American Dream is alive
2nd Amendment
gangs of USA
Letterman and friends
ecology
photography

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

SPIN OFF
Wolverines!!! (tumblr)
Gaelico - Celtic Spirit
_
_
RON PAUL 4 PRESIDENT
r3VOLution MARCH
CAMPAIGN FOR LIBERTY
Free State Project
Libertarian Party
Constitution Party
_
_
Gun Owners of America
Irish American Unity Conference
We are Irish (Canadians)
_
_
Movimento Libertario
_
_
VERY INTERESTING BLOGS
Astrolabio
Atlantic People
Briganti & Libertari
Country Girl
El Boaro
Era Volgare
Il camper di Lontana
Illaicista
Ismael
Italian Bloggers 4 Ron Paul
Joey Atroce
Leonardo Butini
Liberali per Israele
LiberEmanuele
LibertArian
Live at Sin-é
Mapù
MauroD
MolotovCocktail
NomeDelBlog
Orpheus
Pieroni, sinistra libdem
PolitiCrack
Progetto Galileo
Residenclave
Sgembo
Siro
Stato Minimo
Stelle A Strisce
The Five Demands
Venetia Libertarian
Yoshi
Z3ruel

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom

Photobucket Photobucket Photobucket