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22 dicembre 2009

Il popolo degli stati contrari alla riforma di Obama potrebbe non riconfermare i senatori democratici che hanno votato a favore

I senatori democratici avrebbero forse dovuto pensare che, votando una riforma del sistema sanitario che una buona fetta di popolazione non vuole, si sarebbe potuta diffondere l'idea che l'unico democratico buono sia... quello cacciato a pedate dal seggio.

Il senatore in carica del Nord Dakota Byron Dorgan, secondo i sondaggi della Rasmussen Reports, non avrebbe alcuna possibilità di confermare il suo seggio qualora il governatore repubblicano John Hoeven decidesse di concorrere l'anno prossimo per il Senato. I sondaggi danno infatti Hoeven al 58%, con Dorgan al 36%, e con un solo 6% di indecisi.

Com'è possibile un simile smacco? Semplice: la contrarietà della popolazione del Peace Garden State al piano sanitario di Obama è fra le più alte degli stati dell'Unione.

Anche Ben Nelson, senatore democratico del Nebraska - che appartiene all'ala più "conservatrice" dei dems - non sembra passarsela benissimo dopo aver tolto il suo veto alla riforma.

Il rischio di aver votato a favore di una controversa misura che ogni giorno che passa sembra avere, a parte a Washington e tra i liberal europei(sti), sempre meno sostenitori, (al 19 dicembre il 55% dell'opinione pubblica è contrario) è quello di una mancata riconferma al seggio, seduta stante, o quasi, visto che si vota l'anno prossimo.

Con il "rischio" - per Obama, si intende, per noi sarebbe una manna dal cielo - di dover governare con un'anatra zoppa per i prossimi due anni.  



21 dicembre 2007

I Sioux che chiedono l'indipendenza dagli USA? Una bufala

Ennesima bufala di "Repubblica" e de "La Stampa", che ieri hanno pubblicato come notizia la rottura dei trattati fra la tribù dei Lakota ed il governo federale. I due "autorevoli" quotidiani hanno infatti spacciato come ufficiale l'iniziativa di un singolo gruppo di attivisti, che non ha assolutamente incontrato il favore dei capi tribù; infatti le prime reazioni a questa iniziativa dei rappresentanti ufficiali delle varie tribù Lakota, sparse su cinque stati degli Usa (North e South Dakota, Nebraska, Wyoming e Montana) sono state molto fredde. "La nostra posizione è il mantenimento dei Trattati, perché sono le basi per il nostro rapporto con il governo federale", ha detto alla stampa del South Dakota Rodney Bordeaux, presidente della tribù Rosebud Sioux, una delle più importanti.

L'iniziativa assolutamente privata è stata presa da Russel Means, tra i più celebri attivisti dell'American Indian Movement, un'organizzazione di ribelli pellerossa, e fu tra i protagonisti nel 1969 dell'occupazione dell'isola di Alcatraz per 19 mesi, di un 'assalto' a Mount Rushmore (la montagna dove sono scolpiti i volti di quattro presidenti americani) e soprattutto della clamorosa occupazione nel 1973 del sito storico di Wounded Knee, luogo di un massacro di Lakota Sioux nel XIX ad opera del 7mo Cavalleggeri delle truppe regolari statunitensi

Means, un attore, politico e attivista noto per i gesti ad effetto e il linguaggio colorito, ha presentato con alcuni compagni di battaglia un piano per ritirare il proprio popolo dai Trattati sottoscritti con Washington tra il 1851 e il 1868 e per creare una Nazione Lakota indipendente. Così l'attivista è sbarcato a Washington con un piccolo seguito di sostenitori e guardie del corpo e ha organizzato una vivace conferenza stampa in una chiesa protestante, lanciandosi in un atto d'accusa contro i leader tribali ed esponendo il suo programma: creare una nazione indipendente, che emetta passaporti e sia riconosciuta da governi stranieri. Per questo, il gruppo ha visitato alcune ambasciate a Washington, tra cui quelle di Bolivia, Venezuela, Cile e Sudafrica cercando appoggi. Il governo boliviano ha inviato il proprio ambasciatore negli Usa, Gustavo Guzman, alla conferenza stampa. Ma tutto qua... una conferenza stampa...

La "secessione", o la "rivolta" cui i lettori di "Repubblica" e de "La Stampa" sono stati messi al corrente ieri c'è stata solo nella mente dei cronisti. D'altronde, mica è la prima scemenza che raccontano. Il problema è che probabilmente non sarà l'ultima. E disegnare gli indiani sempre sul piede di guerra non è uno stereotipo razzista?

UPDATE: oggi si è unito alla festa anche il "Corriere della Sera". Evidentemente nessuno si prende la briga di controllare una notizia. Bene! Bravi!


Russel Means


23 settembre 2007

Dio, citato in giudizio, ha "nominato" il suo avvocato

Dio, chiamato in causa, ha trovato un avvocato. Eric Perkins, il legale di Corpus Christi in Texas, si è auto-proclamato difensore della divinità nella causa intentata contro di lui dal senatore del Nebraska, Ernie Chambers. Il suo intento è di dimostrare la facilità con la quale negli Stati Uniti è possibile avviare azioni legali, ma non si capisce se la causa finirà davvero davanti al giudice. «Ho pensato, cosa avrebbe fatto Gesù, come avrebbe risposto Dio, e mi sono mosso», ha detto l'avvocato texano. «L'imputato nega che questa o qualsiasi altra corte - si legge in una lettera scritta a nome del Signore - abbia giurisdizione sopra di lui, che è come dire che i tribunali non hanno giurisdizione sul vento, sulla pioggia, il buio o la luce». L'avvocato ha posto nello spazio riservato alla firma, la scritta “Dio” e ha inviato al risposta per fax al senatore.

Alla sede del Douglas County Office del Nebraska sono arrivate due lettere firmate “Dio” e una anonima, nella quale però l'Arcangelo San Michele è citato come testimone. Nell'accusa di Chambers, che si proclama agnostico, si legge che il Signore è responsabile di incredibili «atrocità, stragi, distruzioni e terrore per milioni di persone» in tutto il mondo. La contea di Douglas è stata giudicata «una sede legittima» per celebrare il processo perché «Dio è ovunque».

Il senatore del Nebraska ha voluto così protestare per l'abbondanza di cause frivole nel suo Paese, come quella di una donna violentata che ha denunciato il giudice per non aver mai pronunciato durante il processo le parole “stupro” e “vittima”.



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permalink | inviato da coast2coast il 23/9/2007 alle 10:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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