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"The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants. It is its natural manure"

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"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote"

Benjamin Franklin




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7 dicembre 2009

I repubblicani-libertari aumentano nelle amministrazioni americane

Il movimento dei libertari che militano nel Partito Repubblicano ha fatto un po' i conti, annunciando che la presenza di eletti del movimento nelle varie amministrazioni è aumentata nel 2009. Sono stati infatti 38 i candidati repubblicani appoggiati durante quest'anno dal Republican Liberty Caucus, e di essi dieci sono stati eletti.

Lynne Blankenbeker, State Representative, New Hampshire

Michael Patrick Carroll (rieletto), State Representative, New Jersey

Ken Cuccinelli, Attorney General, Virginia

Cameron DeJong, Manchester Selectman, New Hampshire

Michael J. Doherty, State Senate, New Jersey

Kara Egbert, Sahuarita Town Council, Arizona

Phil Greazzo, Manchester Alderman, New Hampshire

Dan Halloran, NYC City Council, New York

Michael A. Tams, Lisle Township Board, Illinois

Brad Wyatt, Boylston School Committee, Massachusetts

Ma anche altri membri del RLC, non appoggiati però in maniera diretta dal movimento, sono risultati vincitori; per l'esattezza, due nel Minnesota, uno in Alabama e uno in Virginia. Il portavoce del RLC Dave Nalle ha confermato che quest'anno rappresentano il movimento nella pubblica amministrazione un numero maggiore di esponenti che nel 2008.




23 luglio 2009

Le 10 città più pericolose d'America

Quest'anno quasi mancavo l'appuntamento. Qualche mese fa, come ogni anno, l'FBI ha diramato la classifica delle dieci città più pericolose dell'Unione, il "City Crime Rankings: Crime in Metropolitan America". E' uno studio sulla criminalità nelle città degli Stati Uniti, che raccoglie i dati relativi ad omicidi, rapine, aggressioni, violenze sessuali e furti d'auto in 378 città che abbiano almeno una popolazione di 75.000 abitanti. Stabilendo come valore base 0 (media nazionale), ad ogni città è stato assegnato un punteggio.

E' New Orleans (LA), con il punteggio di 441,40 ad aggiudicarsi il poco invidiabile primato. Una escalation notevole - dovuto solo al dopo Katrina? chissà... - visto che l'anno scorso la città del jazz non rientrava neanche fra le prime 10. Medaglia d'argento per Camden (NJ), quinta lo scorso anno. Poi Detroit (MI), città più violenta lo scorso anno.

A seguire St. Louis (MO), città più violenta due anni fa, poi Oakland (CA), Flint (MI), Gary (IN), Birmingham (AL), Richmond (CA), North Charleston (SC).

Per quanto riguarda il complesso degli stati, è il Nevada il più violento, seguito da Louisiana e South Carolina.

Passando invece al fronte opposto, città più sicura è Ramapo (NY), con un punteggio di -89,18. Poi Mission Vejo (CA) e O'Fallon (MO). La città "famosa" più sicura è Honolulu (HI), con  -19,21 punti.

Gli stati più sicuri, infine, sono New Hampshire, Vermont e Maine.

Ribadisco anche questa volta che sono ovviamente statistiche, e quindi vanno sempre prese con le molle. Indicano una tendenza, non solo certo un postulato matematico.


Mission Viejo: medaglia d'oro lo scorso anno, e d'argento questo


3 luglio 2008

Dichiarazione di Indipendenza - 4 luglio 1776

Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato ad un altro ed assumere tra le altre potenze della terra quel posto distinto ed eguale cui ha diritto per Legge naturale e divina, un giusto rispetto per le opinioni dell'umanità richiede che esso renda note le cause che lo costringono a tale secessione. Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità. La Prudenza, anzi, imporrà che i Governi fondati da lungo tempo non andrebbero cambiati per motivi futili e transitori; e di conseguenza ogni esperienza ha dimostrato che l'umanità è più disposta a soffrire, finché i mali sono sopportabili, che a cercare giustizia abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, che perseguono invariabilmente lo stesso obiettivo, evince il disegno di ridurre il popolo a sottomettersi a un dispotismo assoluto, è il loro diritto, è il loro dovere, rovesciare tale governo e affidare la loro sicurezza futura a dei nuovi Guardiani.

Tale è stata la paziente sopportazione di queste Colonie; e tale è oggi la necessità che le costringe ad alterare i loro precedenti Sistemi di Governo. La storia dell'attuale Re di Gran Bretagna è una storia di ripetute ferite ed usurpazioni, tutte aventi l'obiettivo diretto di stabilire una tirannide assoluta su questi stati. Per comprovarlo, sottoponiamo i fatti seguente a un mondo sincero. [...]

Noi dunque, Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso Generale, facendo appello al Supremo Giudice del mondo per la rettitudine delle nostre intenzioni, solennemente pubblichiamo e dichiariamo, in Nome e con l’Autorità del buon Popolo di queste Colonie, Che queste Colonie Unite sono, e hanno diritto di essere, Stati Liberi e Indipendenti; che sono sciolti da ogni fedeltà alla Corona britannica, e che ogni legame politico fra loro e lo Stato della Gran Bretagna è, ed ha diritto di essere, totalmente sciolto; e che in qualità di Stati Liberi e Indipendenti, essi hanno pieno potere di dichiarare la Guerra, concludere la Pace, contrarre Alleanze, stabilire dei Commerci e fare ogni altro Atto e Cosa che gli Stati Indipendenti possono fare di diritto. E a sostegno di questa Dichiarazione, con ferma fiducia nella protezione della divina Provvidenza, ci promettiamo reciprocamente le nostre Vite, le nostre Fortune e il nostro sacro Onore.

Firmato da:

* New Hampshire: Josiah Bartlett, William Whipple, Matthew Thornton
* Massachusetts: Samuel Adams, John Adams, John Hancock, Robert Treat Paine, Elbridge Gerry
* Rhode Island: Stephen Hopkins, William Ellery
* Connecticut: Roger Sherman, Samuel Huntington, William Williams, Oliver Wolcott
* New York: William Floyd, Philip Livingston, Francis Lewis, Lewis Morris
* New Jersey: Richard Stockton, John Witherspoon, Francis Hopkinson, John Hart, Abraham Clark
* Pennsylvania: Robert Morris, Benjamin Rush, Benjamin Franklin, John Morton, George Clymer,                           James Smith, George Taylor, James Wilson, George Ross
* Delaware: George Read, Caesar Rodney, Thomas McKean
* Maryland: Samuel Chase, William Paca, Thomas Stone, Charles Carroll of Carrollton
* Virginia: George Wythe, Richard Henry Lee, Thomas Jefferson, Benjamin Harrison, Thomas                       Nelson, Jr., Francis Lightfoot Lee, Carter Braxton
* Carolina del Nord: William Hooper, Joseph Hewes, John Penn
* Carolina del Sud: Edward Rutledge, Thomas Heyward, Jr., Thomas Lynch, Jr., Arthur Middleton
* Georgia: Button Gwinnett, Lyman Hall, George Walton



Buon 4 luglio. Happy 4th July


31 marzo 2008

Ciao a Dith Pran, che fece conoscere al mondo la follia comunista

Un cancro pancreatico al quarto stadio, che l'aveva ridotto quasi a uno scheletro, si è portato a 65 anni Dith Pran, il fotografo cambogiano che fece luce con la sua coraggiosa avventura sui "campi della morte" dei khmer rossi e del macellaio comunista Pol Pot, che sterminò un terzo della popolazione cambogiana in appena cinque anni (dal 1975 al 1979) compresi vecchi, disabili e bambini. Pran si è spento in un ospedale del New Jersey, quando era ormai arrivato a pesare appena 35 chilogrammi a causa del suo male.
Senza di lui ed il suo collega nel New York Times, Sydney Schanberg, il mondo non avrebbe saputo nulla di ciò che stava succedendo in quella parte del mondo, di ciò che le assurde teorie collettiviste venute alla luce nel mondo dei sogni europei stavano causando nel mondo reale asiatico.
Negli anni successivi al 1980, Pran collaborò con il New York Times, e come presidente del The Dith Pran Holocaust Awareness Project ha cercato di ottenere giustizia per le vittime di quell'olocausto rosso. Il fotoreporter cambogiano perse tre fratelli assassinati dai khmer rossi.
La sua vicenda, la sua cattura, le torture subite ed infine la sua fuga dai campi di concentramento nazicomunisti, insieme alle sofferenze patite dalla popolazione dopo il ritiro americano dall'Indocina sono narrate nel film "Urla del silenzio" (The killing fields il titolo originale).



24 febbraio 2008

Convention di libertarians da tre Stati

I Libertarians di New Jersey, Pennsylvania e West Virginia si incontreranno dal 14 al 16 marzo, a Malvern (PA), per un meeting comune. Il Libertarian Party of Pennsylvania (LPPa), il New Jersey Libertarian Party (NJLP) ed Libertarian Party of West Virginia (LPWV) hanno collaborato insieme per il primo evento di questo genere nell'area centro-atlantica dell'Unione.

La Tri-State Regional Convention 2008 sarà un appuntamento importante in vista della convention generale del Libertarian Party di Denver (CO), che deciderà quale sarà il candidato alle Presidenziali 2008. Oltre dunque alle tematiche più locali, troveranno spazio quelle nazionali, con la possibilità di un ulteriore confronto fra gli otto candidati che aspirano ad ottenere la nomina dal partito. Alle tematiche presidenziali si aggiungeranno gruppi di lavoro, dibattiti, con occasioni di conoscenza e collaborazioni interstatali. Christine Smith ha già annunciato la sua partecipazione.

Nel frattempo (sempre a proposito di indipendenti), Ralph Nader, del Green Party nonché paladino dei consumatori, ha deciso di candidarsi per la quarta volta come indipendente per la Casa Bianca (la quinta se si include la campagna "write-in" del 1992, ovvero quando pur non avendo ottenuto la candidatura ufficiale invito' gli elettori a scrivere il suo nome sulla scheda elettorale). Lo ha annunciato lo stesso Nader al talk show 'Meet The Press' della Nbc. Alle presidenziali del 2000, Nader aveva ottenuto circa il 2,7% dei voti, e venne accusato da parte di alcuni rappresentati del Partito Democratico di avere portato via voti ad Al Gore.

  


2 febbraio 2008

lo Stato di New York riconosce i matrimoni gay

I matrimoni tra gay contratti in altri stati dell'Unione devono essere riconosciuti a New York. Questa la decisione, unanime della Suprema Corte dello Stato di New York, nel caso Martinez vs Contea di Monroe. "Si tratta di una vittoria per le famiglie, una vittoria per l'equità ed una vittoria per i diritti umani", ha detto Donna Lieberman, direttore del New York Civil Liberties Union. Il Massachusetts è il solo stato americano che consente il matrimonio tra gay, ma esattamente un anno il New Jersey ha deciso di riconoscere pari diritti alle coppie gay sposatesi nel 'Bay State' od in Canada, pur non considerando formalmente legali i matrimoni gay. Il riconoscimento delle unioni civili avviene anche in Connecticut ed in Vermont.




27 dicembre 2007

Il parlamento del New Jersey ha abolito la pena di morte, il Popolo la rivuole

Qualche giorno fa il Parlamento del New Jersey aveva dato il suo assenso alla proposta del Governatore Jon Corzine dello Stato di abolire la pena di morte. Il procuratore generale dello Stato Giardino ha deciso tuttavia di ricorrere in appello contro la decisione presa dal governatore, in quanto questo non sarebbe competente a commutare le condanne a morte già sancite in ergastoli senza condizionale. Sono otto i detenuti condannati alla pena capitale che potrebbero veder commutata la pena.
E se il mondo forense è un po' nel caos (con gli avvocati del pubblico patrocinio che attendono di sapere quale linea di difesa dovranno adottare per i diciannove imputati di reati capitali non ancora processati), la popolazione sta insorgendo contro la decisione di abolire la pena capitale.
Non passa giorno che i giornali non siano inondati da lettere di protesta, con i cittadini infuriati per non essere stati coinvolti in una decisione sull'amministrazione della giustizia penale, che negli States appartiene al popolo e da essa viene amministrata tramite propri rappresentanti in aula (i giurati).
Il giornale The Star Ledger (la voce del New Jersey) ha accusato apertamente il governatore di aver favorito le lobbies criminali ai diritti della gente.
I parenti delle vittime intendono impegnarsi per far annullare la revoca decisa dal governatore: "faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché questa gente non sia mai più rieletta", hanno dichiarato i portavoce di cittadini che hanno avuto parenti ammazzati da criminali detenuti nel braccio della morte.
Un sondaggio della Quinnipiac University mostra che la percentuale di abitanti del NJ favorevoli all'abolizione della pena capitale sono il 39%, contro il 53% di favorevoli alla pena capitale.


La mia posizione: sono favorevole ad un referendum sulla questione, in quanto la giustizia penale appartiene alla popolazione. La posizione emersa dal referendum sarebbe in ogni caso da accettare, in un senso o nell'altro. La questione "pena di morte", per quanto mi riguarda, concerne solo il grado di afflittività che la pena può raggiungere. E' una pena come tutte le altre, sia come natura che come funzione. E' giusto che sia la popolazione di uno Stato a decidere se contemplarla nel proprio ordinamento oppure no. Ogni altro discorso abolizionista (civiltà del diritto, utilità, etc) non ha senso, in quanto la pena è per sua natura afflittiva, non c'entra nulla con l'utilità (altrimenti il diritto penale stesso sarebbe inutile, visto che non elimina il crimine), con la "civiltà" (è "civile" rinchiudere anche per un mese un uomo in una gabbia di 3 metri per tre? certo che no... ed allora, aboliamo le prigioni? Non è possibile). Il diritto penale è un fenomeno normativo eccezionale (nel senso di diverso) rispetto agli altri rami del diritto, e nella sua eccezionalità potrebbe contemplare anche questo tipo di pena. E non mi parlate di moralità: come si fa a definire "moralità" quello di uno Stato che garantisce a un omicida vitto, alloggio, cure pluridecennali, mentre parte della sua popolazione muore per fame e/o malattie?


Megan Kanka, stuprata e massacrata a sette anni dal vicino di casa, Jesse Timmendequas. Detenuto nel braccio della morte, Timmendequas potrebbe beneficiare della decisione del Governatore. Il padre di Megan ha dichiarato: "Sono ancora fiducioso che un individuo simile non arrivi a vedere la vecchiaia".



21 novembre 2007

E' Detroit la città più pericolosa d'America

Pubblicato dall'FBI il "City Crime Rankings: Crime in Metropolitan America", annuale studio sulla criminalità nelle città degli Stati Uniti. L'analisi raccoglie i dati relativi ad omicidi, rapine, aggressioni, violenze sessuali e furti d'auto in 378 città che abbiano almeno una popolazione di 75.000 abitanti. Stabilendo come valore base 0 (media nazionale), ad ogni città è stato assegnato un punteggio.
Detroit (Michigan) ha raggiunto 407. Seguono St. Louis (Missouri), che era considerata la città più violenta d'America lo scorso anno, e poi Flint (Michigan), Oakland (California), Camden (New Jersey), Birmingham (Alabama), North Charleston (Carolina del Sud), Memphis (Tennessee), Richmond (California) e Cleveland (Ohio).
Grande città più tranquilla degli States: Mission Viejo (Orange County, California), con un punteggio di -82, seguita da Clarkson (New York), e Brick Township (New Jersey).

Ovviamente sono solo statistiche. Come riporta il sito dell'FBI, il crimine ha numerose variabili, ed è impossibile considerarle tutte.





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24 settembre 2007

gli Stati contro il Governo Federale: difendono la loro sanità pubblica

Questa news, insieme al caso di S.Francisco  mostrano che la scena degli ospedali che lasciano i moribondi non assicurati al di fuori delle porte a vetri ad apertura automatica accade ad Hollywood mpolto più spesso che nella realtà. Le assicurazioni private esistono, è vero, ma non è altrettanto vero che non esista "sanità pubblica"... anche per gli immigrati.

Ed infatti lo Stato di New York ha deciso di ricorrere il tribunale nei confronti dell'Amministrazione federale in seguito alla decisione di quest'ultima di rendere inaccessibile il trattamento di chemioterapia agli immigrati illegali, escludendolo dalla voce "emergenze mediche".

Da Albany tuonano e, intanto nero su bianco chiedono all'Amministrazione Bush spiegazioni sull'ultima mossa che indica - sostengono - l'impegno per escludere i non-assicurati dal fruire dei servizi pubblici per la salute.

I medici, non il governo federale - sottolineano nella dura missiva -  devono determinare quando è imperativa la chemioterapia, mentre Albany fa osservare che la tanto criticata politica di Washington è un boomerang che rischia di trasformarsi in una vera emergenza.

È accaduto il mese scorso che l'Amministrazione federale ha comunicato a quella statale di New York che non sosterrà più in concerto con lo Stato i "matching funds" per chemioterapia, in rispetto - sostengono - al programma federale "medical emergency".

L'Amministrazione statale di New York è in buona compagnia in quella che si preannuncia un'aspra battaglia nelle aule dei tribunali federali. In risposta alle ultime restrizioni dettate da Washington gli Stati di New York, New Jersey e Connecticut - oltre ad altri 20 dell'Unione - hanno deciso di estendere i pieni benefici di Medicaid - l'assistenza sanitaria per indigenti - utilizzando i fondi statali per assistere gli immigrati illegali che vengono esclusi dal provvedimento federale.

L'assistenza Medicaid è stata ampliamente scrutinata dall'Amministrazione Bush, negando in maniera sempre più aggressiva gli interventi finanziari a copertura dei servizi d'emergenza, secondo quanto asseriscono addetti ai lavori e organizzazioni a difesa degli immigrati. Da Washington non tarda ad arrivare la risposta mediatica alla lettera di Albany, anche se non intendono discutere il problema "chemioterapia" sollevato dall'Amministrazione statale di New York.

Il direttore del Center for Medicaid and State Operations, Dennis Smith si trincera dietro le parole lapidarie ufficiali di rito. "L'interpretazione fornita dall'agenzia da lungo tempo è che i benefici forniti dall'emergenza Medicaid sono riservati a interventi di emergenza" ha detto il funzionario. Da parte degli "addetti alla salute" di Albany dicono di non comprende l'accanimento di Washington sulla pelle degli immigrati illegali sofferenti di tumore che - peraltro - rappresentano uno sparuto numero di casi nel mezzo milione di illegali che si stima vivano nello Stato di New York. Attraverso altri programmi finanziati da fondi federali, ad esempio le  mammografie sono effettuate gratuitamente o a costi minimali, ma se poi si nega il trattamento delle pazienti, è come affondare il coltello nella piaga.

"Certo, consentire di diagnosticare il cancro al seno e poi creare ostacoli per il trattamento è semplicemente un'orrenda linea di condotta" sbotta Donna Lawrence, direttrice esecutiva dell'organizzazione Susan Komen for the Cure di New York.

Se la polemica - che rimbalza dai palazzi del potere delle due capitali - divampa da alcune settimane, sono anni che tra Amministrazioni e giustizia continua il dibattito in merito, senza che mai sia stata fornita  una chiara definizione di "emergency".

L'Amministrazione statale di New York non ha dubbi: l'emergenza - precisano - diventa tale in qualsiasi condizione che richieda un intervento urgente o che può procurare morte se l'emergenza non è affrontata.

Il commissioner statale alla Salute, Richard Daines insiste sul fatto che se i medici ritengono che la chemioterapia è necessaria, allora viene considerata un'emergenza.

"Affermare che il paziente non è qualificato è come infliggersi del male, perché quel caso poi si trasformerà in un'emergenza" fa osservare Daines, che sulle restrizioni federali imposte sull'assistenza agli illegali aggiunge "l'Amministrazione Bush fa di tutto per ostacolare". Secondo le stime statali, il governo federale ha finora negato 60 milioni di dollari in "matching funds" per emergenze Medicaid dal 2001 all'anno scorso, compresi anche gli 11 milioni per chemioterapie.

La stessa domanda tuttavia se la pongono anche dall'altra parte dell'America. Lo Stato di Washington ha chiesto al governo federale di chiarire la definizione di servizi d'emergenza medica.

Mentre non sono disponibili i numeri in termini di immigrati illegali deceduti per tumore, si sa però che a New York muoiono 15 mila residenti all'anno stroncati da tumori.

Lo Stato di New York sfida ora la decisione federale, sostenendo che il trattamento di chemioterapia rispetta in pieno le procedure di emergenza indicate da Washington, basandosi sul fatto che in determinati casi, come ad esempio in presenza di tumori al cervello o alla spina dorsale, è  richiesto un immediato intervento chemioterapico.

I prezzo che paga Medicaid per queste terapie è relativamernte basso rispetto all'intero budget che per la maggior parte viene assorbita dalle cure prestate a puerpere e al parto.

Agli ospedali pubblici della città di New York si rivolgono 400 mila pazienti all'anno sprovvisti di assicurazione sanitaria e tra questi figurano anche gli immigrati, ai quali - precisa l'amministrazione ospedaliera - sarà assicurato comunque il trattamento chemioterapico, a prescindere dai risultati della diatriba tra Albany e Washington. Se non ci sarà rimborso da Medicaid - fanno però osservare - allora si renderà necessario provvedere altrimenti per reperire i fondi necessari.



29 agosto 2007

Il Maryland lo stato più ricco dell'Unione

Il New Jersey perde la palma di stato più ricco dell'Unione: secondo i dati forniti ieri dall'amministrazione federale nelle tasche degli abitanti dello Stato Giardino entrano meno soldi rispetto al passato e adesso la media dei salari è di 64.470 dollari, un passo indietro rispetto al Maryland che si attesta a 65.144 dollari di entrate. Segue il Connecticut con entrate per famiglia di 63.422 dollari.

Restano però ancorate tra le dieci più ricche del Paese, tre contee del New Jersey: Hunterdon, quarta a livello nazionale, Somerset sesta e Morris settima con entrate che arrivano a 89 mila dollari.

Resta invece invariata nel New Jersey la media statale della povertà, attestata al 8.7 per cento, peggiore soltanto rispetto al Connecticut, New Hampshire e Maryland, ma comunque inferiore alla media nazionale del 13.3 per cento. Il più alto tasso di povertà è stato registrato nel Missisipi e nel District of Columbia.
 

La skyline di Baltimora, nel Maryland


11 giugno 2007

"I Soprano" chiude i battenti, ma a New York la mala italiana riprende a sparare sul serio

Addio ai Soprano tra fan in lutto e scommesse alle stelle: dopo otto anni, 86 episodi e 18 premi Emmy cala il sipario oggi sulla saga della famiglia mafiosa italo-americana del New Jersey che per i critici americani ha rappresentato l'equivalente televisivo di pietre miliari della storia del cinema e del teatro, dal 'Padrino' a 'Morte di Un Commesso Viaggiatore' a 'Un Tram che si chiama Desiderio'.
Il gran finale della serie creata da David Chase sul "boss mafioso in analisi perché la madre era il suo nemico" ha messo gli allibratori in subbuglio: con Phil Leotardo, il capo rivale che ha messo fuori gioco Silvio Dante e Bobby 'Bacala' Baccalieri, la guerra tra clan di New York e New Jersey è al suo apice e Tony Soprano, alias James Gandolfini ha mandato la sua famiglia a nascondersi mentre lui stesso si è chiuso in un covo del New Jersey armato di M16.
Chase non si è sbottonato sull'epilogo della serie e i membri del cast hanno preso sul serio il voto del silenzio, anche se Steven Van Zandt, il chitarrista di Bruce Springsteen che ha il ruolo di Dante, ha promesso che sarà esplosivo, "controverso, e che se ne parlerà molto".
Le ultime quotazioni sul sito di scommesse off-shore Bodog sono a favore di un epilogo in cui Tony ce la farà.Anche su Gambling911, altra pagina di allibratori virtuali, le chance sono a favore di una sconfitta di Leotardo. E' questo un finale per cui tifano molti fan della serie che ha raccolto pubblico tra intellettuali e patiti dei film di azione ma anche gli anatemi di organizzazioni italo-americane, dalla Niaf ai Sons of Italy.
La ragione è semplice: con Tony vivo il serial potrebbe riprendere prima o poi. Se però dovesse esserci un Soprano Parte Seconda, sarebbe con un cast ricostruito in buona parte ex novo dal momento che gli ultimi episodi sono stati una carneficina.
Chris Montesanti (Michael Imperioli), il nipote di Tony, è stato ucciso dallo stesso boss per punirlo di avere prodotto un film poco rispettoso nei suoi confronti. Poi è stata la volta di Baccalieri, (Steven Schirripa), il cognato di Tony che aveva spaccato la faccia al boss firmando la propria condanna a morte.
Domenica scorsa, ad essere stato crivellato di pallottole che lo hanno mandato in coma è stato Silvio Dante.
Le chance che sopravviva sono scarse, ma anche di lui si può scommettere: ce la farà a risvegliarsi prima della parola fine? La serie con James Gandolfini va dunque in pensione, mentre New York vive una fase di recrudescenza della violenza di mafia: il clan dei siciliani, con la sua storia di violenza e i tentacoli del narcotraffico, sta riemergendo come superpotenza grazie all'avvenuto o imminente rilascio di famosi mafiosi della Pizza Connection finiti dietro le sbarre grazie alle inchieste congiunte di Giovanni Falcone e di Rudolph Giuliani.
La famiglia Bonanno a New York ha un nuovo capo, originario come il leggendario Joseph Bonanno che ispirò Don Vito Corleone di Mario Puzo, da Castellammare del Golfo in Sicilia: Salvatore 'Sal the Ironworker' Mantegna. Sono ida poco tornati a piede libero Joseph Gambino e i suoi fratelli Rosario e Joseph, un tempo capitani di Cosa Nostra dagli anni Ottanta in galera.
Nella città dei Bonanno e dei Gambino intanto la realtà che continua a superare la fiction: a Brooklyn, a poche ore dalla fine dei Soprano, è stato ucciso Robert DeCicco, uno dei boss del clan Genovesi poche ore dopo l'esecuzione di un altro 'mobster', Rudy Izzi, 74 anni, giustiziato con un colpo alla nuca nel suo letto: la polizia di New York teme che sia il primo atto di una nuova guerra dei clan. (AmericaOggi)


James Gandolfini a.k.a. Tony S.


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