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24 luglio 2009

Le 10 città più pericolose del Canada

Proseguiamo con le statistiche, questa volta stilate dalla MacLean's. Primo posto nel ranking delle città più pericolose del Canada fra le 100 più popolose è Saskaaton (SK), che ha "guadagnato" una posizione rispetto all'anno scorso con il punteggio di 163,23 (media nazionale =0). Poi Winnipeg (MB), terzo lo scorso anno, e Regina (SK), che l'anno scorso guidava la classifica.

A seguire Prince George (BC), Edmonton (AB), Chilliwack (BC), Halifax (NS), Vancouver (BC), Surrey (BC) e Victoria (BC).

Scendono rispetto all'anno scorso, e quindi sono diventate più "sicure" Montreal (dal 19° al 24°) e Toronto (dal 26° al 29°).

Le città più sicure, secondo questa statistica, sono nell'ordine Caledon (ON), con un punteggio di -86,69, Oromocto (NB), e Levis (QB).


Winnipeg


20 luglio 2009

Nativi canadesi al voto per la leadership della First Nations

Sarà una settimana storica per le popolazioni aborigene del Canada. Phil Fontaine, ancora per pochi giorni capo nazionale delle First Nations, dopo tre mandati passerà la leadership di portavoce di oltre 600mila nativi residenti in Canada. L’elezione si svolgerà il 22 al Telus Convention Centre di Calgary: i capi del consiglio delle tribù (633 in totale in tutto il Canada) sceglieranno il loro capo nazionale.

Cinque i nomi che compongono la rosa dei candidati: Shawn Atleo, Perry Bellegarde, John Beaucage - i tre superfavoriti nella corsa alla leaderhip - Terrance Nelson e Bill Wilson, tutti e cinque con grande attenzione alla sfera scolastica ed educativa.

Tante le sfide da affrontare. Da una parte i trattati che il governo potrebbe cercare di minare. Dall’altra il quadro povertà nelle riserve e la questione educazione sempre più critica tra la popolazione aborigena. Per tutti e cinque, comunque, il passaggio di consegne non sarà facile. Un’eredità impegnativa, quella di Fontaine, fatta di numerosi successi di un leader "forte", anche se non sono mancate critiche.

John Beaucage, ex economista e capo della Wasauksing First Nation, è stato il grande capo della Union of Ontario of Indians per gli scorsi cinque anni. Molto popolare in Ontario, è stato l’unico candidato in campagna elettorale ad annunciare di volere estendere il diritto di voto a tutti gli aborigeni canadesi e ristrutturare l’organizzazione sul modello nazionale, come una vera confederazione di nazioni, riducendo le 600 tribù a 60 entità politico-culturali.

Punti questi su cui si concentrerà in particolare anche Shawn Atleo, dal 2003 chief dell’Afn in British Columbia, dove risiede un terzo dei capi tribù votanti. Atleo cercherà di coltivare trattati, accordi e partnership commerciali con l’industria privata mantenendo i valori e le tradizioni culturali dei nativi, con un occhio di riguardo alla tutela dell’ambiente.

Buone possibilità di vincere anche per Perry Bellegarde. L’ex grande capo della Federation of Saskatchewan Indian Nations ed ex vice capo regionale, cresciuto nella Little Black Bear First Nation, punta a creare il “First Nations Acts” per risolvere questioni che spaziano dal settore sanità al mantenimento culturale della lingua. Bellegarde annuncia inoltre che si impegnerà per la ratifica della dichiarazione dell’Onu sui diritti delle popolazioni indigene e per una nuova valutazione dell’accordo fiscale con il governo federale per negoziare la rimozione del tetto del 2 per cento sui fondi per le First Nations.

Il quarto candidato, Terrance Nelson, capo per dieci anni della Roseau River Anishinabe First Nation, basa la sua campagna elettorale sul chiedersi perché il Canada diventi sempre più un Paese ricco, mentre la popolazione aborigena vive ancora in condizioni di estrema povertà nelle riserve sparse nel Paese. Nelson propone quindi il via libera ad accordi economici internazionali per il benessere delle comunità.

Infine, Bill Wilson, di Cape Mudge, in British Columbia. Nonostante sia tra i cinque il candidato con la più lunga carriera politica alle spalle, Wilson è stato il meno attivo in questi ultimi anni, lavorando come consulente e negoziatore di accordi e trattati. Come nel caso di Nelson, la pazienza di Wilson nei confronti del governo federale è andata via via scemando. E lo sfidante guarda al titolo di grande capo nazionale con un approccio più provocatorio puntando a rinforzare e sostenere i trattati delle First Nations.



5 luglio 2009

Matrimoni gay e obiezione di coscienza

Rifiutarsi di dare gli anelli nelle unioni tra persone dello stesso sesso se si tratta di un caso di coscienza. Lo stato canadese del Saskatchewan vuole fare un passo avanti per verificare se questa proposta di legge rivolta ai ministri sia costituzionale o meno.

Il ministero della Giustizia provinciale del Saskatchewan ha annunciato ieri di voler fare ricorso alla Corte d’Appello per esaminare la controversa proposta di legge sui matrimoni gay. La legge, ha spiegato il ministro della Giustizia del Saskatchewan, Don Morgan (appartenente al Saskatchewan Party), permetterebbe a chi deve officiare la cerimonia di rifiutarsi se rappresenta una violazione dei proprio principi religiosi.

D’altra parte, questa legge dovrebbe comunque garantire che nel Saskatchewan ci sia un numero sufficiente di ministri disposti a suggellare queste unioni. Il governo vuole assicurarsi, attraverso il parere della Corte d’Appello, che il testo di legge non violi i principi della Charter of Rights and Freedoms. Il caso ha già fatto discutere l’opinione pubblica di questo stato, e ha portato a un’azione legale e a una denuncia ufficiale al Tribunale dei Diritti umani.

Se la legge rimanesse nei termini sottolineati, francamente non mi sembra una violazione così scandalosa dei diritti umani... Non mi piace che qualcuno sia obbligato a fare qualcosa per legge, e questo vale anche per i ministri religiosi.


Bandiera del Saskatchewan


14 marzo 2008

le 10 città più pericolose del Canada

Sono sorprendenti i risultati di uno studio condotto dalla Maclean’s, che ha stilato una classifica delle città più pericolose del Canada.
Era legittimo aspettarsi di trovare centri come Toronto e Montréal nelle prime posizioni, ma nessuna delle due città è rientrata nella Top Ten.
Sono finite rispettivamente al 26esimo e al 19esimo posto, in barba ai titoli dei giornali che spesso parlano delle tensioni raziali e della violenza tra gang nelle due comunità.
Quello che emerge invece dal rapporto è che le città più pericolose si trovano a Ovest, con l’unica eccezione di Halifax, che però occupa la decima piazza.
«Questa è stata la sorpresa più grande», ha detto Ken McQueen, a capo dell’ufficio in B.C. della Maclean’s.
Tra le spiegazioni che gli sono state date dagli specialisti da lui contattati, McQueen ha riferito che alcuni hanno parlato di sindrome del Selvaggio West, ma che molti hanno ricondotto i risultati dello studio all’alto numero di tossicodipendenti per quello che riguarda Vancouver e Victoria e un’ampia comunità a rischio, quella dei nativi trapiantati in città, in centri come Winnipeg, Saskatoon e Regina.
E sono le due città del Saskatchewan a guidare la Top Ten, rispettivamente seconda e prima.

1. Regina (SK)
2. Saskatoon (SK)
3. Winnipeg (MB)
4. Prince George (BC)
5. Edmonton (AB)
6. New Westminster (BC)
7. Chilliwack (BC)
8. Victoria (BC)
9. Vancouver (BC)
10. Halifax (NS)



19 luglio 2007

Canada, criminalità in calo

Toronto, in calo omicidi e reati minori

I dati pubblicati da Statscan. Diminuiscono i reati minori e gli omicidi. La polizia di Toronto: «La città è più sicura»

Il numero dei reati minori è in calo. E quello registrato nel 2006 è il dato più basso degli ultimi venticinque anni.
Un dato relativamente positivo quello pubblicato ieri da Statistics Canada che comunque sottolinea che il tasso di criminalità violenta è rimasto invariato rispetto all'anno precedente.
Percentuale che è scesa del 3 per cento l'anno scorso per quanto riguarda i furti in appartamento, quelli sotto i $5,000 e i reati di contrabbando. Un calo vertiginoso se si pensa che questi reati considerati minori costituivano in città, nel 1991, il 30 per cento. La percentuale è calata in ogni provincia del Canada, soprattutto nella Prince Edward Island (11 per cento), nell'Alberta, in New Brunswick, British Columbia e Saskatchewan. Queste ultime in calo del 5 per cento.
Il tasso totale dei reati violenti resta invariato grazie soprattutto alla stabilità del numero delle aggressioni minori: ogni dieci reati, sei fanno parte di quest'ultima categoria.
Su scala nazionale, anche il tasso di omicidi è sceso del 10 per cento, ponendo finalmente uno stop a quello che è stato un crescendo inarrestabile negli ultimi due anni. Ma altri crimini violenti, come tentati omicidi, aggressioni con arma, rapine e sequestri, sono però in aumento.
Anche la percentuale di criminalità tra i giovani dai 12 ai 17 anni è cresciuta del 3 per cento per la prima volta dal 2003 in tutte le province, eccetto in Québec dove è scesa del 4 per cento. Reati alimentati da comportamenti pericolosi e disturbo della quiete pubblica. Il numero di giovani accusati di omicidi raggiunge il suo più alto picco dal 1961. Nel 2006, 84 ragazzi sono stati accusati di reati di omicidio (Manitoba ha il più alto numero, seguita dall'Alberta), in cui sono state registrate 54 vittime.
A Toronto, nel 2006 si contavano 738 incidenti ogni 100.000 abitanti, numero notevolmente al di sotto della media nazionale che ne conta 951. Il tasso di crimine violento nella Gta è di 1,8, in tutto il Canada è di 1,9.


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