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"The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants. It is its natural manure"

Thomas Jefferson


"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote"

Benjamin Franklin




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14 dicembre 2009

Houston, abbiamo un problema...

... o almeno così (probabilmente) la penserà la fetta di elettorato più conservatore degli States. A Houston, infatti, la più importante città del Texas e la quarta degli Stati Uniti per numero di abitanti, è stata eletta una sindaco lesbica, ed è la prima volta per una grande metropoli americana.

Annise Parker, democratica e lesbica dichiarata, 53 anni, ha battuto al ballottaggio con il 52,8% dei voti il suo avversario Gene Locke, anche lui democratico e afro-americano che ha ottenuto il 47,2% dei suffragi malgrado fosse appoggiato dall'establishment finanziario locale e dalla comunità nera.

"Sono la prima laureata della Rice University a essere eletta sindaco", la sua prima dichiarazione, scherzosa. Poi però la Parker ha parlato sul serio: "Oggi gli elettori hanno fatto la storia: So cosa significa questa vittoria per molti di noi, convinti che non saremmo mai stati in grado di accedere ai più alti livelli".

Con oltre 2 milioni di abitanti, Houston è la più grande metropoli americana con un sindaco omosessuale. Altre città degli Stati Uniti hanno o hanno avuto un primo cittadino gay, ma nessuna di loro è grande: tra queste Cambridge, in Massachusetts, Providence, in Rhode Island, e Portland, in Oregon.



22 luglio 2009

Ron Paul intervistato da Politico.com

"Non ha ancora bombardato l'Iran: il peggio sta nel fatto che probabilmente ci sta ancora pensando".

Così ha risposto Ron Paul alla domanda del magazine Politico.com sul meglio e il peggio  di questi primi sei mesi di Barack Obama da Presidente.


Il consenso del Rappresentante del 14° Distretto Congressuale del Texas ultimamente sta  crescendo, non solo in area  repubblicana ma anche democratica. Naturalmente il famoso magazine non ha lesinato, nel corso del pezzo, qualche velenosa frecciatina (anche se me ne aspettavo di più). Ciònonostante Ron Paul ha detto che è improbabile una sua ricandidatura per il 2012.

"Obama - ha proseguito - ha parlato un po' meglio di come ha agito, ma ha già aumentato il numero delle truppe in Afghanistan e Pakistan. Si è presentato come il candidato della pace "Sì, ci stiamo ritirando dall'Iraq", ma non è stato sincero. Non penso che loro ne abbiano mai avuta la minima intenzione".

"Mi sento voluto dal partito repubblicano metà e metà - ha spiegato - credo ci sia rispetto. Ma non mi hanno mai chiamato per chiedermi "Ciò di cui abbiamo bisogno di sapere da te è come raggiungere l'elettorato più giovane".

"La caratteristica comune di chi collabora con noi è l'energia, energia che chiunque può "avvertire". E noi sappiamo bene che l'energia di un manipolo di persone può guidare una nazione".

E certamente l'iniezione di "idee giovani" secondo Ron Paul non può venire dall'ex governatrice dell'Alaska, Sarah Palin. "I suoi sostenitori sono i repubblicani da Country Club".

"Mi chiedo - ha concluso Paul - in che modo lei pensa di entusiasmare alla politica gli americani dai 15 ai 20 anni. Questa sarebbe una domanda da porle. Perché lei non parla mai di Federal Reserve. Non parla mai troppo di libertà civili, non parla della fallimentare legislazione antidroga, non parla dell'abolizione di questa legislazione, non parla di perseguire chi ha torturato altre persone".






9 luglio 2009

Che la sfida per il Texas abbia inizio! (2)

Prima che sfidarsi in singolar tenzone il candidato repubblicano e quello democratico, (e vari ed eventuali altri) i candidati alla carica di Governatore dovranno affrontare un'altra sfida non certo facile: le primarie.

Per quanto riguarda il Partito Repubblicano in Texas, i probabili candidati saranno l'attuale Governatore, Rick Perry, e la senatrice Kay Bailey Hutchinson.

Perry Perry, che ha il record di governatore più longevo dell'Lone Star State, è entrato in carica nel 2000, quando George W. Bush venne eletto presidente dell'Unione. Nel 2006 ottenne il suo secondo mandato pieno con il 39% dei voti, sufficienti vista la presenza di tre candidati alla carica.

Perry è cosciente di come la senatrice sia un avversario durissimo, ed infatti sta basando la sua campagna elettorale sulle politiche anti-Washington e sul rispetto del 10° emendamento, cercando di far leva sull'orgoglio indipendentista della gente texana. "Noi non pensiamo - ha detto ieri Perry - che il Governo abbia tutte le risposte. E noi non pensiamo che più governo e più "stimoli" statali siano la risposta".

K. B. Hutchinson è stata la prima (e finora unica) donna eletta dal Texas per il Senato Federale. L'anno scorso, nel famoso caso DC v. Heller davanti alla Corte Suprema un amicus curiae, per sostenere il diritto di ognuno a detenere e portare armi. Si è sempre opposta ad aumenti di tasse, ed ha sempre votato per introdurre numerose forme di sgravi fiscali.

Perry ha, a livello centrale, il supporto dell'ala social-conservatives del partito, e il supporto a titolo personale dell'ex Governatrice dell'Alaska, Sarah Palin, mentre i moderati repubblicani preferirebbero vedere il Texas in mano alla Hutchinson. 


Kay Bailey Hutchinson


25 giugno 2009

Che la sfida per il Texas abbia inizio!

Probabile candidato democratico come Governatore del Texas, Kinky Friedman ha attaccato l'attuale Governatore del Lone Star State, il repubblicano Rick Perry.

Prima prendendolo in giro, inviandogli due ruote di bicicletta in regalo, in riferimento alla recente brutta caduta di Perry in mountain bike, che lo ha costretto al collare.

E poi politicamente, accusandolo di essersi riscoperto, per opportunismo, libertario. "Rick Perry - ha detto Friedman in una recente apparizione all'Alex Jones Show - è uno che è bravo a cambiare carro.  Adesso si definisce libertario, ma non l'ho mai sentito prima d'ora parlare di diritti, di tematiche libertarie, di nulla di tutto questo. Mi sembra ci tenga più all'amicizia dei governanti tedeschi, europei in genere e messicani, piuttosto che a quella della gente del Texas".

Friedman è un indipendente che sta correndo per la nomina a candidato democratico per lo stato del Texas.



Kinky Friedman


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19 aprile 2009

Venti di secessione

Il piano di Barack Obama, tutto all'insegna della tassazione e dell'aumento della spesa pubblica, oltre che inutile (segnali di ripresa già ci sono senza alcun piano), dannoso (come ogni intervento statale) e illiberale (come ogni intervento statale), ha avuto però l'indubbio merito di ricompattare da nord a sud un intero fronte anti-intervento governativo che, in periodo di crisi, rischiava di non trovare una base comune di lotta contro quest'America così diversa dal volere dei Padri Fondatori.

Sono stati almeno 800 i Tea Party Rally in tutta la nazione, e quello che più ha interessato è stato senza dubbio quello di Austin, in Texas, cui ha partecipato il Governatore Rick Perry. Che non ha ha minacciato la secessione - come erroneamente riportato dai media - ma ha spiegato che è un pensiero comune a molti texani.


"Il Texas è un luogo unico - ha detto Perry - quando siamo entrati nell'Unione nel 1845, una delle clausole è che se potessimo uscirne qualora avessimo voluto. La mia speranza è che l'America, e Washington in particolare, prestino attenzione: abbiamo una grande Unione, e non ci sono motivi per dissolverla".

"Ma se Washington continua a prendere in giro il popolo d'America, chi può sapere come reagirà il Texas? Siamo spiriti liberi e indipendenti".

"Il Texas oggi vuole aiutare l'Unione per uscire insieme da questa crisi. Io personalmente sto cercando di far sì che a Washington prestino attenzione al 10° emendamento (i poteri che non sono delegati dalla costituzione al governo federale e che non sono proibiti agli stati, sono riservati agli stati e al popolo, ndr). Siamo sia americani che orgogliosi texani, e faremo tutto il possibile affinché l'America torni in pista".

Fra i Tea Party più pittoreschi, proprio uno di quelli svoltosi in Texas, precisamente a Fort Worth, il luogo "dove comincia in west", in cui è stata inscenata anche una secessione con tanto di dichiarazione di indipendenza.





12 giugno 2008

La campagna di Ron Paul finisce... anzi comincia!

La campagna presidenziale di Ron Paul, la sua crociata contro la nuova strada intrapresa dal Partito Repubblicano all'insegna del big government e dell'interventismo, termina oggi. Alla convention texana del GOP, a Houston, verrà ufficializzata la fine del primo passo di quella che è stata battezzata la r3VOLution.
Contemporaneamente verrà presentata la seconda fase dello sviluppo di questo grande movimento di opinione che sta scuotendo l'America dall'Alaska alla Florida: The Campaign for Liberty.
La nuova piattaforma verrà utilizzata per individuare e proporre candidati repubblicano-libertari nelle elezioni locali e nei singoli stati, al fine di creare una nuova classe dirigente che si ispiri all'idea tradizionale americana di small government.
Ben presto vedrà la luce anche un manifesto politico ufficiale, redatto da Ron Paul.
L'uomo politico texano, che nella campagna elettorale per le presidenziali ha raccolto la cifra storica di 33 milioni di dollari in nove mesi, si è posto l'obiettivo di raccoglierne 35 entro il prossimo anno per finanziare questo progetto, che parte con un capitale iniziale di 4,7 milioni di dollari, "avanzo" dei soldi delle primarie interamente convogliati verso questa nuova azione.
L'Associated Press ha già iniziato a menar gramo, spiegando che sarà impossibile mantenere tutto il livello d'attenzione creato da Ron Paul senza il veicolo delle primarie. L'AP aveva detto che la sfida presidenziale sarebbe stata Giuliani vs Clinton. FUCK YOU!!



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11 giugno 2008

la r3VOLution invaderà la Convention Repubblicana

Ron Paul sta organizzando un raduno politico di un'intera giornata a Minneapolis durante la Convention nazionale repubblicana per cercare di rovinare il palcoscenico mediatico alla nomina di John MCain. L'auspicio è che 11.000 supporters di Paul intervengano alla Williams Arena presso l'Università del Minnesota il 2 settembre, data che coinciderà con il secondo giorno del meeting dei repubblicani che si terrà all'Xcel Energy Center nel quartiere di St. Paul.
Perché tutto questo? "Per mandare un messaggio forte al Partito Repubblicano", ha spiegato Jesse Benton portavoce di Ron Paul; "Nella gente sta crescendo sempre più la voglia di un ritorno al governo tradizionale americano, un governo limitato che ponga l'accento sia sulle libertà individuali che sulle responsabilità del singolo".
Ron Paul ha ottenuto 35 delegati durante le ultime primarie, ma gli è stato negato l'intervento con diritto di parola a St.Paul per il suo rifiuto di dare l'endorsement a John McCain. Anche dopo che McCain aveva raggiunto la quota di 1.195 delegati necessaria per la nomination, e pur avendo sospeso la campagna, Ron Paul ha ottenuto un voto significativo in stati chiave per l'elezione alla Casa Bianca come il New Mexico e la Pennsylvania, cosa che preoccupa l'entourage di John McCain. Il portavoce di John McCain, Jeff Sadosky, non ha voluto rilasciare dichiarazioni sull'iniziativa di Paul.
Jerry Shuster, esperto di comunicazioni dell'Università di Pittsburgh, getta acqua sul fuoco. "La scelta di tempo di Paul dimostra che lui non vuole mostrarsi come un antagonista del GOP, ma vuole denunciare ciò che il GOP sta diventando".
Ron Paul farà una dichiarazione a tal proposito giovedì, alla presentazione della Texas Republican Convention a Houston.

The r3VOLution begins



6 giugno 2008

ou topós, eu topós

La campagna presidenziale del candidato libertario, Ron Paul, è finita da un pezzo, ma la rivoluzione di Ron Paul ha trovato un nuovo posto dove piantare le sue radici: a Paulville, una città in fase di costruzione fatta da e per i sostenitori del rappresentante congressuale texano. Si può dire quel che si vuole dei sostenitori di Ron Paul, ma una cosa è sicura: sono ferocemente fedeli e disposti ad andare fino in fondo. Stanno costruendo la nuova città in un’area remota del Texas che si chiama Badlands, nel nord di Hudspeth County. La città è stata ideata da e per un gran mercato di sostenitori di Ron Paul o per gente che vive secondo principi libertari. Si stima che i seguaci di Ron Paul siano centinaia di migliaia.

Il Partito Libertario del Texas crede che Paulville abbia il potenziale di essere un esempio pratico e vivente di cosa significa vivere da libertario. Per adesso non c’è granché ma i suoi sostenitori stanno già sottoscrivendo iscrizioni per i nuovi proprietari che vogliono vivere insieme secondo i principi di individualismo e libertà. I pianificatori hanno già alzato i cartelli per l’entrata in città e stanno costruendo le fogne e i sistemi elettrici con una clausola opt-out per chi non desidera sottoscrivere questi servizi. Una comunità pianificata dietro una cancellata che sia però libera da regolazioni è difficile da immaginare. Sembra piuttosto un controsenso. Eppure dopo il Texas, si prevede di costruire simili città nel New Hampshire, nel South Dakota, nel Wyoming e nell’Alaska.

I sostenitori credono che persone che condividono lo stesso credo possono formare una comunità separata ma prosperosa. In fondo non c’è niente di nuovo nelle comunità basate su un credo o un’ideologia. Le prime colonie negli Stati Uniti erano fondate da persone che volevano vivere assieme ai loro simili: i Puritani nel Massachusetts, gli Hamish nella Pennsylvania e tanti altri. O anche in altri paesi come l’esperimento socialista New Australia fondata nel 1893 in Paraguay o la Fondazione Findhorn stabilita nel 1972 nella Scozia. Ma ci sono stati anche altri tentativi simili a quello dei sostenitori di Ron Paul come la “Free State Project” nel New Hampshire, ancora in fase nascente. Celebration, è una città concepita da Disney World in Orlando, Florida e Ave Maria, una comunità cattolica, fondata dal miliardario americano, Tom Monaghan, fondatore della catena di pizzerie a consegna domiciliare “Domino’s Pizza” e creata intorno alla sua Ave Maria università vicino a Naples, Florida, è stata inaugurata l’anno scorso.

(Sandra Giovanna Giacomazzi, da L'Opinione)


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Quale notizia migliore di questa per festeggiare il primo compleanno di questo blog? Sono tornato? Assolutamente no... Certo, l'entusiasmo e la pragmaticità degli americani è un ottima motivazione per ritornare a scrivere, unica luce di speranza nel disastro politico e sociale italico. Ci penserò... Non è che mi manca il blog in sè, mi manca la valvola di sfogo che è il blog. Non vorrei correre il rischio di fare come Michael Douglas in "Un giorno di ordinaria follia".


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25 febbraio 2008

è il Texas, bellezza!

I supporters di Ron Paul dell'Università del Texas di Austin hanno accolto calorosamente il loro compatriota, giunto nel Lone Star State per la campagna elettorale per le primarie del 4 marzo.

Poco prima del discorso di Paul, il presidente dell'UT Students for Ron Paul, Chris Robertson ha scaldato ancora di più una già eccitata folla di studenti, sminuendo il successo del front-runner John McCain, seguito a distanza siderale da Mike Huckabee, con Paul ad un terzo posto molto distante: "Siamo il Texas, chi se ne frega di cosa pensano gli altri Stati".

Il discorso di Ron Paul ha toccato come al solito i temi che gli altri candidati fanno finta di dimenticarsi per non inimicarsi troppe lobbies, come il ritiro delle truppe dall'Iraq, l'azzeramento delle leggi incostituzionali emanate negli ultimi 15 anni, ed il rafforzamento della valuta e del potere d'acquisto degli americani. "E' la gente come voi che viene a manifestare a Washington per chiedere null'altro che il Governo la smetta di interferire nelle nostre vite", ha concluso Paul.

Norman Horn dell'
UT Students for Ron Paul ha spiegato come il suo gruppo di 25 studenti volontari abbia lavorato in queste settimane per selezionare eventuali delegati per la convention, e per informare la gente sui loro diritti e sull'importanza della partecipazione. "La risposta è stata veramente eccezionale", ha detto Horn, "gente che non aveva alcun'idea su come si svolgessero questi processi politici adesso ne è consapevole e ne vuole diventare parte".

I sondaggi danno Ron Paul al 7%, quindi non sono speranzoso più di tanto. Però, visto che ci spera Hill Clinton, quasi quasi... in fondo questo è il Texas... chi può dire come andrà?



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19 settembre 2007

Ogni due settimane il pianeta perde una lingua

Nel mondo ogni due settimane scompare una lingua. Dei settemila idiomi ancora oggi parlati la metà sono in via d'estinzione e scompariranno entro il secolo. Alcuni linguaggio scompaiono con la morte dell'ultima persona che la parlava, altre scompaiono gradualmente in culture bilingui, quando vengono sopraffate da quelle parlate a scuola o dai mezzi di comunicazione. Cinque regioni nel mondo sono quelle più a rischio: Australia del Nord, Sud America centrale, area del Pacifico settentrionale del Nord America, Siberia orientale, Oklahoma e Stati Uniti orientali.

Lo studio è basato su ricerche sul campo appoggiate oltre che dalla National Geographic Society, dalla Living Tongues Institute for Endangered Languages ed è stato pubblicato sull'ultimo numero della rivista National Geographic e sul sito web www.languagehotspots.org. Metà delle lingue del mondo non hanno forma scritta e sono pertanto più vulnerabili ad essere dimenticate, ha detto David Harrison, linguista allo Swarthmore College: «Quando queste lingue scompaiono non lasciano alle spalle un dizionario o un testo, nè il cumulo di tracce della cultura che le ha espresse».

In Australia dove quasi tutte delle 231 liungue aborigene parlate sono a rischio, i ricercatori hanno incontrato comunità minuscole di grappoli linguistici come i tre che parlano il Magati Ke, nei Territori del Nord o i tre Yawuru, nell'Australia occidentale. In luglio un ricercatore ha incontrato l'unica persona che parla l'Amurdag, un linguaggio di Territori del Nord già dichiarato estinto.

Sono in via di estinzione anche molte delle 113 lingue parlate sulle Ande e nel bacino delle Amazzoni dove spagnolo e portoghese stanno prendendo il sopravvento. La dominanza dell'inglese minaccia le 54 lingue indigene del Pacifico di Nord Ovest in Nord America, una regione che include British Columbia, Oregon e stato di Washington. In Oregon solo una persona parla il Siletz Dee-ni, l'ultima delle lingue un tempo comuni in una riserva indiana, mentre tra Oklahoma, Texas e New Mexico sono parlate ancora una quarantina di lingue indigene, ma molte di loro sono moribonde. (da Il Messaggero)



23 agosto 2007

Il Governatore Perry: "noi texani sappiamo amministrarci da soli"

Così il Governatore del Texas, Richard Perry, a seguito dei piagnistei e degli appelli vari provenienti dall'Europa che hanno accompagnato l'esecuzione del brutale omicida Johnny Ray Conner. 

Il portavoce del Governatore, Robert Black, ha dichiarato infatti: "La ragione per cui i nostri padri combatterono 230 anni fa era il liberarsi dal giogo della monarchia europea in modo che potessimo avere la libertà di autodeterminarci. I Texani hanno deciso da tempo che la pena capitale è una punizione giusta ed appropriata per i crimini più terribili commessi contro i  cittadini di questo Stato".

Johnny Ray Conner, 32 anni, afroamericano,  era stato condannato per l'omicidio della commessa (di origine vietnamita) di un negozio di Houston nel corso di una rapina, nel 1998. Prima di porgere il braccio al boia, Conner ha dichiarato: "Quel che sta accadendo a me è ingiusto, il sistema è sbagliato".

Non è il sistema ad essere sbagliato, caro Conner. Quello che tu hai fatto alla commessa era ingiusto. Tu hai potuto scegliere se compiere o meno la rapina. Hai scelto se premere o no il grilletto. Hai pagato le conseguenze di scelte tue e soltanto tue. Quella povera ragazza non ha avuto possibilità di scegliere. Tu hai avuto semplicemente ciò che ti meritavi.


la bandiera del Texas, the "Lone Star State"


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