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"The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants. It is its natural manure"

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"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote"

Benjamin Franklin




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28 dicembre 2008

Perché McCain non avrebbe mai potuto vincere

...era un discorso rimasto in sospeso...

Quale repubblicano fra i candidati alla Casa Bianca avrebbe potuto battere Barack Obama? Qualunque, probabilmente. Mitt Romney, senza alcun dubbio, probabilmente anche Rudy Giuliani se non avesse messo in atto quella sua campagna suicida - che molti bloggers italiani continuavano a dare per vincente fino a poco prima del disastro della Florida -.

La base repubblicana è riuscita nell'incredibile capolavoro di affidarsi all'unico candidato che non poteva giocarsela. Non perché John McCain non avrebbe potuto essere un buon Prez, ma perché il GOP ha dimostrato di non aver capito nulla della batosta del 1996, quando Bob Dole - forse sarebbe stato un buon Prez anche lui - fu sconfitto dal faccione di Bill Clinton, emblema della floridità paffutella americana.

Cos'hanno in comune McCain e Dole? Un illustre passato di veterani? Certo. Ma in queste elezioni così particolari, uno è l'elemento da tener presente più di tutti gli altri: il presente. E nel presente, entrambi, non erano altro che due invalidi. E in questo momento storico, in cui nell'immaginario collettivo il Prez deve assomigliare il più possibile ad Harrison Ford nel film Air Force One, un invalido non vincerà mai. MAI. Troppo forte è l'influenza di cinema e tv negli ultimi decenni: il Prez deve essere una figura forte e rassicurante, non un vecchio che non regge nemmeno in piedi. Già Franklin Delano Roosevelt sessant'anni fa si sforzava di nascondere la sua disabilità, facendo finta di poter camminare da solo in pubblico - oggi non sarebbe possibile fingere così tanto e così a lungo -. 

Circa Obama, cosa c'è di più televisivo di lui? Siamo cresciuti negli ultimi 30 anni a forza di sit-com con ne*ri che vivono e si comportano da bianchi: Robinson, Jefferson, Arnold, Willy il principe di Bel-Air... E' stato come votare un qualcuno che da anni frequenta le case degli elettori. 

Non solo con Obama il mondo non è cambiato di una virgola, ma si è confermato essere ancora di più quello che era prima...




21 ottobre 2008

L'assalto alla diligenza

Da mesi ormai (basta scorrere i post) ero abbastanza convinto che vincesse Obama, non tanto (o non solo) per meriti suoi, quanto perché fin dall'inizio sono stato convinto che quella di McCain fosse una scelta azzardata (giusto perché non sarebbe carino dire "del cazzo") della base repubblicana, evidentemente poco "memore" della tornata elettorale Clinton-Dole, poco memore dei perché del successo di Reagan, poco memore di tante altre cose (evidentemente il pressappochismo della campagna di Rudy Giuliani aveva fatto breccia in tutto il sistema delle primarie del GOP, non solo nello staff del pizzettaro-americano). Gli azzardi vanno bene a LV, in politica pagano molto poco spesso.

Oramai ci stiamo avvicinando alla vigilia dell'appuntamento elettorale, e da più parti iniziano ad arrivare gli endorsement di gente che, a suo dire fin dall'inizio, aveva appoggiato Obama; solo che, per qualche motivo, si era dimenticata di dirlo... Qualche giorno fa Colin Powell, oggi il presidente di Google -a titolo personale, non come azienda, ci ha tenuto a chiarire- rivelando come lo abbia anche aiutato nella campagna -l'ha fatta tutta lui, in pratica... ed Obama forse neanche lo sapeva!-. Entrambi sedicenti Obamisti della prima ora, ma che si sono ricordati di fare l'endorsement solo oggi, quando i sondaggi stanno diventando inequivocabili. Un po' come l'endorsement dell'NRA a McCain, che pressappoco diceva "noi dell'NRA abbiamo sul cazzo McCain in maniera indicibile, ma come ultima mossa disperata anti-Obama siamo disposti aanche a fargli un endorsement". Almeno questi non sono stati ipocriti.

E sì, perché onore a chi già dalle primarie aveva visto in Obama un candidato vincente, ma nessuno mi leva dalla testa che tutti questi endorsement dell'ultim'ora non siano che un modo per salire sul carro del vincitore... Obama adesso si ritroverà con tantissimi "amici di vecchia data" di cui fino a qualche giorno fa non sapeva nemmeno dell'esistenza. Auguri, candidato Obama!




28 gennaio 2008

Kill Bill (Clinton)

Hillary Clinton ha cominciato la sua missione

KILL BILL... ED ANCHE OBAMA!

"Questo doveva essere il mio turno, dannazione!"

La vendetta è un piatto migliore se servito da una tr*ia di ghiaccio


Nei cinema




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12 gennaio 2008

Gli stanno portando sfiga?

L'intellighenzia europea di sinistra tifa per Barack Obama (la stessa intellighenzia che dava per vincente John Kerry quattro anni fa), lo stesso John Kerry ha pubblicamente appoggiato Obama (un concentrato di sfiga micidiale). Di oggi è la notizia che anche Bill Clinton ha detto: "Obama può vincere". Fossi Obama, una grattatina me la farei...

UPDATE: lo so, lo so, sono un indovino; leggete questa agenzia battuta alle 19:25 di oggi (un'ora dopo il mio post):

(ANSA) - WASHINGTON, 12 GEN - Un aereo con a bordo il candidato presidente Usa Barack Obama, e altre 11 persone, ha urtato le ali di un altro velivolo parcheggiato. E' accaduto poco dopo l'atterraggio all'aeroporto Midway di Chicago. L'incidente non ha avuto conseguenze per i passeggeri. 'Nessuno a bordo si e' accorto di niente, e' stata solo una questione di urto tra ali', ha detto il portavoce di Obama, Ben LaBolt, al sito web del Chicago Tribune.

Obama, e fattela 'sta grattata! John Kerry ed i "sinistri" europei sono micidiali!









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24 luglio 2007

la comunità nera protesta: il monumento a Martin Luther King sarà realizzato dai cinesi

La scritta ‘made in China' ormai non sconvolge più nessuno negli Usa, neppure quando compare su cappellini da baseball e magliette dell'Nba. Ma anche l"outsourcing' ha limiti di sopportazione: la scelta di uno scultore cinese per realizzare il monumento a Martin Luther King, che sorgerà nel cuore di Washington, in mezzo alle memorie storiche d'America, ha fatto scendere sul piede di guerra la comunità nera. E non solo.

Una grande statua di granito del leader della lotta per i diritti civili, sarà il cuore del monumento che dovrebbe venir inaugurato nel 2008 o 2009, non lontano dal luogo dove King pronunciò il proprio, celebre discorso ‘I Have a Dream'. La targa della statua porterà una firma, Lei Yixin, che sta facendo irritare i neri di Atlanta. "King è nostro, siamo stati svenduti, la nostra cultura è stata svenduta", sostiene Gilbert Young, un artista afroamericano che cavalca la protesta. "Chi ha scelto un cinese per un'opera del genere deve aver perso la testa", gli fa eco Lou Dobbs, uno dei volti più noti della Tv americana, un anchorman della Cnn che non è nero ma da anni si batte pubblicamente contro l'esportazione del lavoro americano in Asia.

La rivolta non è una novità per Washington: ogni volta che sulla grande spianata del Mall viene decisa la costruzione di un nuovo monumento, si leva qualche critica. Quando nel 1981 fu scelta una giovanissima architetta dell'Ohio di origini cinesi, Maya Lin, per realizzare quello della guerra del Vietnam, ci furono vibranti proteste da parte di alcune organizzazioni di reduci, che non la ritenevano abbastanza ‘americana'. Il Mall è un concentrato di storia e ogni monumento è un tributo perenne: quello del Vietnam, peraltro, è oggi tra i più apprezzati e il più visitato.

King, assassinato nel 1968 a Memphis, sarà il primo personaggio non presidente a venir onorato con una statua e uno spazio pubblico. Il progetto per il memoriale fu varato dal presidente Bill Clinton nel 1996 e negli ultimi anni una società di architettura di San Francisco ha svolto la selezione dei disegni e la scelta del vincitore e degli artisti incaricati di eseguirlo. Il pezzo forte, la statua di King, è stato assegnato a sorpresa a Lei e la decisione ha fatto circolare retroscena velenosi.

Ed Dwight, uno scultore nero che ha realizzato 90 monumenti commemorativi negli Usa - molti dei quali dedicati a King -, dopo essere stato messo da parte da un comitato che gli ha preferito Lei, ha raccontato al Los Angeles Times che dietro c'é una storia di soldi. A suo dire, i promotori del monumento devono raccogliere 100 milioni di dollari per realizzarlo e intendono persuadere il governo di Pechino a versarne 25, visto che l'autore è un cinese. Una tesi respinta con forza da una portavoce del comitato, Rica Orszag: "Non abbiamo avuto alcuna discussione con il governo cinese, né prima né dopo la scelta dello scultore".

In mezzo alla polemica, l'unico che non sembra scomporsi è Lei. I giornalisti americani sono andati a scovarlo nel suo studio a Changsha, una città nella Cina centrale dove studiò Mao Tsetung e dove i genitori dello scultore, che erano intellettuali, rimasero vittime della Rivoluzione Culturale. "Ho visto le statue di King che vengono fatte in America - ha detto Lei, pacato e pungente - e nessuna era perfetta. Io posso fare meglio".


Marthin Luther King jr in una pic tratta dal cartoon "The BoonDocks" (episodio "Il ritorno del Re") in cui si immagina che il celebre oratore sia sopravvissuto all'attentato e si risvegli, dopo un coma durato decenni, nell'America di oggi post 9/11. Un modo originale di celebrare un grande leader. "The BoonDocks" è il graffiante lavoro del fumettista afroamericano Aaron McGruder


16 luglio 2007

Bill Clinton: "ognuno di voi può cambiare il mondo". E Monica Lewinsky l'ha già fatto

Uscirà il prossimo 4 settembre il secondo libro dell'ex presidente Usa dal titolo eloquente: "Giving: how each of us can change the world" (Come ognuno di noi può cambiare il mondo).

Non si sa ancora se ci sarà un capitolo dedicato alla semplice stagista che con un "b.j.":

1) stava quasi per anticipare la seconda guerra in Iraq (anche se in pochi se ne ricordano, per distogliere l'attenzione dal famoso blow job -che non è il film di Andy Warhol- Bill stava per ri-combattere la dittatura di Saddam Hussein non solo attraverso le no-fly zones)

2) ha fatto finire sotto inchiesta l'uomo più potente del mondo costringendolo a mentire sotto giuramento come un qualunque strafatto di crack di Compton

3) ha dimostrato al mondo intero che un uomo ricco, famoso, potente e sposato ad una bella signora bionda può farsi come amante un brufoloso cesso non certo longilineo (riaccendendo così le speranze di molte donne non avvenenti in giro per il mondo)

4) ha reinventato nell'immaginario collettivo la "Stanza Ovale", da luogo di poteri occulti e non a potenziale set porno frequentato da Rocco Siffredi 

Per tutti questi motivi (chi può negare che la stagista in questione abbia cambiato il mondo?), il capitolo a Monica Lewinsky dovrebbe esserci. Così sì il libro sarebbe un successone (non garantisco, ma lo comprerei anche io!!). Se invece non ci fosse... ammettiamolo: a chi gliene può fregare un benemerito cazzo del ruolo delle ONG nel mondo? 

 





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2 luglio 2007

webcam per spiare Hillary Clinton

Hillary Clinton ne ha inventata un'altra delle sue: dopo lo spot elettorale ricalcato sull'ultima puntata della serie "I Soprano", adesso è la volta della Hillcam, ovvero una webcam che seguirà lei e suo marito Bill nella campagna elettorale nello Stato dell'Iowa. Fin dove si spingeranno le inquadrature? La doccia di Hillary fra un comizio e l'altro? Bill che approfitta di Hillary fuori per un comizio per rimorchiare qualche teenager? Rapporti orogenitali tra Hillary e Bill? O sarà solo un'ennesima sbomballata di pose elettorali e comizi noiosissimi della Clinton (come se non fosse già sufficiente Utube)? Staremo a vedere... Nel frattempo, ecco lo spot per la Hillcam (spot già palloso di suo...)

 


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