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"The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants. It is its natural manure"

Thomas Jefferson


"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote"

Benjamin Franklin




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22 dicembre 2009

Il popolo degli stati contrari alla riforma di Obama potrebbe non riconfermare i senatori democratici che hanno votato a favore

I senatori democratici avrebbero forse dovuto pensare che, votando una riforma del sistema sanitario che una buona fetta di popolazione non vuole, si sarebbe potuta diffondere l'idea che l'unico democratico buono sia... quello cacciato a pedate dal seggio.

Il senatore in carica del Nord Dakota Byron Dorgan, secondo i sondaggi della Rasmussen Reports, non avrebbe alcuna possibilità di confermare il suo seggio qualora il governatore repubblicano John Hoeven decidesse di concorrere l'anno prossimo per il Senato. I sondaggi danno infatti Hoeven al 58%, con Dorgan al 36%, e con un solo 6% di indecisi.

Com'è possibile un simile smacco? Semplice: la contrarietà della popolazione del Peace Garden State al piano sanitario di Obama è fra le più alte degli stati dell'Unione.

Anche Ben Nelson, senatore democratico del Nebraska - che appartiene all'ala più "conservatrice" dei dems - non sembra passarsela benissimo dopo aver tolto il suo veto alla riforma.

Il rischio di aver votato a favore di una controversa misura che ogni giorno che passa sembra avere, a parte a Washington e tra i liberal europei(sti), sempre meno sostenitori, (al 19 dicembre il 55% dell'opinione pubblica è contrario) è quello di una mancata riconferma al seggio, seduta stante, o quasi, visto che si vota l'anno prossimo.

Con il "rischio" - per Obama, si intende, per noi sarebbe una manna dal cielo - di dover governare con un'anatra zoppa per i prossimi due anni.  



14 dicembre 2009

Houston, abbiamo un problema...

... o almeno così (probabilmente) la penserà la fetta di elettorato più conservatore degli States. A Houston, infatti, la più importante città del Texas e la quarta degli Stati Uniti per numero di abitanti, è stata eletta una sindaco lesbica, ed è la prima volta per una grande metropoli americana.

Annise Parker, democratica e lesbica dichiarata, 53 anni, ha battuto al ballottaggio con il 52,8% dei voti il suo avversario Gene Locke, anche lui democratico e afro-americano che ha ottenuto il 47,2% dei suffragi malgrado fosse appoggiato dall'establishment finanziario locale e dalla comunità nera.

"Sono la prima laureata della Rice University a essere eletta sindaco", la sua prima dichiarazione, scherzosa. Poi però la Parker ha parlato sul serio: "Oggi gli elettori hanno fatto la storia: So cosa significa questa vittoria per molti di noi, convinti che non saremmo mai stati in grado di accedere ai più alti livelli".

Con oltre 2 milioni di abitanti, Houston è la più grande metropoli americana con un sindaco omosessuale. Altre città degli Stati Uniti hanno o hanno avuto un primo cittadino gay, ma nessuna di loro è grande: tra queste Cambridge, in Massachusetts, Providence, in Rhode Island, e Portland, in Oregon.



13 dicembre 2009

"Patto col diavolo" pur di fermare un libertario

"Parlano, parlano di libertà, ma quando vedono un uomo libero, allora ne hanno paura". Questa frase, forse buttata giù anche per caso nella sceneggiatura di Easy Rider, è forse quella che più incarna il normale sentire di un libertario.

Una delle metafore che più utilizzo nel mondo reale quando si parla con amici di sinistra di "libertà" è quella della differenza fra cane e lupo - con gente di sinistra perché loro utilizzano la parola "libertà" più di frequente, pur non avendola compresa nella sua essenza piena-.

Un democratico circa la libertà è come un cane: la catena gli sta stretta. Protesta, non la vuole, la tira, cerca di liberarsi dal giogo. Quando ci riesce, può muoversi nel territorio - il giardino recintato - che il padrone gli mette a disposizione. Il padrone è lo stato, la libertà per un democratico è muoversi entro i confini che lo stato "democratico" gli concede. Un libertario è come un lupo. Soffre la catena ma anche il giardino. Vuole andare dove più gli aggrada e del giardino del padrone se ne fotte: ci può anche stare, l'importante è che il cancello sia aperto per entrare e uscire a piacimento. E se il lupo sbaglia nello scegliere i posti dove muoversi, è disposto ad accettarne le conseguenze. La vita selvaggia è più dura, bisogna procurarsi il cibo da soli, senza il padrone che lo mette nella ciotola e porta il cane dal veterinario quando si fa la bua, ma cavolo, è molto più soddisfacente.

Come mai questa metafora e la citazione di Easy Rider? Perché la libertà vera fa paura - come i lupi - anche e sopratutto ai democratici. Sentite questa storia che viene dall'Idaho...

Walt Minnick è deputato al Congresso USA per i democratici, primo distretto del Gem State, tutt'ora in carica. E' un democratico sui generis (aveva abbandonato il GOP in precedenza), ed è considerato l'unico deputato libertario-democratico attualmente in parlamento. Minnick ha rifiutato di votare a favore delle proposte del suo partito che aumentavano il controllo statale sull'individuo, come la riforma Obama sul sistema sanitario pubblico e le leggi capestro sul clima. E' favorevole al secondo emendamento, tra le altre cose, e il suo slogan "Right for Idaho" lascia intendere come la sua sia una posizione tutt'altro che favorevole all'ampliamento di centralistici poteri di governo.

L'avvocato di Fruitland Larry Grant, democratico - sconfitto nel 2006 dal repubblicano Bill Sali e si fece da parte per Minnick nel 2008 - da molti è visto come un valido antagonista per Minnick. E numerose sono state, a detta di Grant, le telefonate da parte di esponenti ed elettori democratici  locali per spingerlo a candidarsi... nelle fila dei repubblicani. Grant intercetterebbe così sia il voto democratico che quello dei repubblicani moderati, visto che l'ala dura del partito (quella seguace della Palin) appoggerebbe un altro candidato e che Sali potrebbe scendere in campo per un terzo partito - non è ancora chiaro se il Constitution Party, il Libertarian Party  o  come Tea Party Independent -. "Così - ha detto Grant - ci basterebbe anche il 35% per vincere".

E così, pur di sbarazzarsi del "cancro libertario" al loro interno, i dems non esiterebbero a candidarsi e votare il partito che è stato di George W. Bush. Ditemi se questa non è paura fottuta della libertà...



Walt Minnick


22 luglio 2009

Ron Paul intervistato da Politico.com

"Non ha ancora bombardato l'Iran: il peggio sta nel fatto che probabilmente ci sta ancora pensando".

Così ha risposto Ron Paul alla domanda del magazine Politico.com sul meglio e il peggio  di questi primi sei mesi di Barack Obama da Presidente.


Il consenso del Rappresentante del 14° Distretto Congressuale del Texas ultimamente sta  crescendo, non solo in area  repubblicana ma anche democratica. Naturalmente il famoso magazine non ha lesinato, nel corso del pezzo, qualche velenosa frecciatina (anche se me ne aspettavo di più). Ciònonostante Ron Paul ha detto che è improbabile una sua ricandidatura per il 2012.

"Obama - ha proseguito - ha parlato un po' meglio di come ha agito, ma ha già aumentato il numero delle truppe in Afghanistan e Pakistan. Si è presentato come il candidato della pace "Sì, ci stiamo ritirando dall'Iraq", ma non è stato sincero. Non penso che loro ne abbiano mai avuta la minima intenzione".

"Mi sento voluto dal partito repubblicano metà e metà - ha spiegato - credo ci sia rispetto. Ma non mi hanno mai chiamato per chiedermi "Ciò di cui abbiamo bisogno di sapere da te è come raggiungere l'elettorato più giovane".

"La caratteristica comune di chi collabora con noi è l'energia, energia che chiunque può "avvertire". E noi sappiamo bene che l'energia di un manipolo di persone può guidare una nazione".

E certamente l'iniezione di "idee giovani" secondo Ron Paul non può venire dall'ex governatrice dell'Alaska, Sarah Palin. "I suoi sostenitori sono i repubblicani da Country Club".

"Mi chiedo - ha concluso Paul - in che modo lei pensa di entusiasmare alla politica gli americani dai 15 ai 20 anni. Questa sarebbe una domanda da porle. Perché lei non parla mai di Federal Reserve. Non parla mai troppo di libertà civili, non parla della fallimentare legislazione antidroga, non parla dell'abolizione di questa legislazione, non parla di perseguire chi ha torturato altre persone".






15 luglio 2009

Il Governatore Democratico dice no alla marijuana per uso medico

Il Parlamento del New Hampshire ha approvato con un'ampia maggioranza (232 favorevoli, 138 contrari) la HB 648, legge che ha l'intento di liberalizzare l'uso medico della marijuana per i pazienti che ne facciano richiesta. La proposta di legge, stesa dalla democratica Evelyn Merrick, ha avuto la sua "anima" nella repubblicana Cindy Rosenwald (del distretto di Nashua), che  è riuscita a trovare un solido appoggio nei suoi compagni di partito, sopratutto fra coloro che, nell'ambito medico, sono sostenitori dell'uso dei derivati della cannabis per i  malati di cancro.

Come molti sapranno, il New Hampshire è lo stato con le leggi più liberali dell'Unione, ma poiché non esiste il paradiso in terra, ha la disgrazia di essere governato dal democratico John Lynch, che ha subito posto il veto alla legge.

Dennis Acton è un cittadino di Fremont, di fede repubblicana e malato di cancro. "Sono deluso - ha detto - che il Governatore Lynch non abbia consultato i pazienti, come me, prima di costringerci a rischiare il carcere e l'arresto ogni qualvolta usiamo la marijuana come rimedio medico alle nostre sofferenze".

Acton ha spiegato di averla usata nel 1999, per contrastare le forti nausee durante la radioterapia. "Sto invitando - ha spiegato - tutti i miei colleghi repubblicani in Parlamento a trovare il coraggio di alzarsi e di ribellarsi a questo veto".

Rosenwald e Acton stanno cercando adesso di trovare in assemblea un numero di voti tale da annullare il veto del Governatore Lynch. Che ha spiegato il suo veto in maniera ineccepibile.

"Capisco e simpatizzo - ha detto - con chi vorrebbe consentire l'uso medico della marijuana in NH. Ma l'uso di queste sostanze per qualsiasi scopo è illegale per le leggi federali". Che bella interpretazione "federale" del 10° Emendamento...





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25 giugno 2009

Che la sfida per il Texas abbia inizio!

Probabile candidato democratico come Governatore del Texas, Kinky Friedman ha attaccato l'attuale Governatore del Lone Star State, il repubblicano Rick Perry.

Prima prendendolo in giro, inviandogli due ruote di bicicletta in regalo, in riferimento alla recente brutta caduta di Perry in mountain bike, che lo ha costretto al collare.

E poi politicamente, accusandolo di essersi riscoperto, per opportunismo, libertario. "Rick Perry - ha detto Friedman in una recente apparizione all'Alex Jones Show - è uno che è bravo a cambiare carro.  Adesso si definisce libertario, ma non l'ho mai sentito prima d'ora parlare di diritti, di tematiche libertarie, di nulla di tutto questo. Mi sembra ci tenga più all'amicizia dei governanti tedeschi, europei in genere e messicani, piuttosto che a quella della gente del Texas".

Friedman è un indipendente che sta correndo per la nomina a candidato democratico per lo stato del Texas.



Kinky Friedman


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13 giugno 2009

Obama e stato etico: prove tecniche di comunismo

Barack Obama dice sì al disegno di legge che consentirà al governo americano di esercitare maggiori poteri di controllo sull'industria del tabacco. E parla di un momento "che testimonia davvero i cambiamenti che sono in atto a Washington", dicendosi pronto ad apporre la sua firma alla proposta che ha ottenuto il via libera del Congresso, e che per la prima volta attribuirà all' Fda - agenzia federale di controllo sui farmaci e sui beni alimentari - il potere di intervenire con forza nel settore.

L'Fda potrà decidere di fatto di limitare il contenuto di nicotina nelle sigarette, ma anche di ridurre le campagne pubblicitarie o bandire tutti quei prodotti a base di tabacco che sono concepiti per attrarre i minori. Gli esperti (!!!) non hanno così dubbi: si tratta di un momento storico, che pone l'intera industria del tabacco sotto l'occhio vigile del governo americano (yuppi!!!), che si impegna così ad agire attivamente contro la piaga della dipendenza dal fumo.

Le associazioni antifumo e i democratici esultano (di stronzi il mondo l'è pieno). Per Henry Waxman, deputato democratico e promotore della versione della proposta adottata dalla Camera, il disegno di legge "è la cosa più importante che possiamo fare in questo momento, al fine di ridurre il numero delle vittime del tabacco"  (certo, perché far sì che il Governo contrasti una cosa è il modo migliore per tenerla sotto controllo: mi vengono in mente i successi della lotta alla droga, ad esempio: non esistono più tossici al mondo).

Obama parla così di una norma "che farà la storia, dando agli scienziati, agli esperti medici e all'Fda il potere di fare passi importanti" (sopratutto a quest'ultima, credo...). E l'enfasi è soprattutto sulla necessità di proteggere i più giovani, che sono attratti dal fumo anche grazie all'offerta sul mercato di sigarette dai diversi sapori (eh beh, è risaputo che gli adulti hanno poca voglia di cambiamenti!).


A tal proposito, il governo dirà basta alle parole "light" o "mild" apposte sulle confezioni, le varie sigarette saporite saranno impedite ai minori. L'Fda potrà anche decidere di chiedere ai colossi del tabacco di cambiare gli ingredienti, inclusi la nicotina e il catrame (la sigaretta di stato non fa male, come in Italia ad esempio, dove uccidono sol quelle di contrabbando).

L'agenzia potrà chiedere ai colossi del tabacco di rivelare anche il contenuto dei loro prodotti, e avrà anche l'ultima parola nel lancio di nuove campagne di marketing (Nicotama, la sigaretta di Barack Obama). Dal canto suo Altria Group, la conglomerata che controlla Philip Morris Usa, ha diffuso un comunicato in cui si è detta favorevole all'arrivo di "una regomantazione federale severa ma ragionevole sui prodotti del tabacco".

Fra le voci contrarie Howard Cole, deputato repubblicano (ne esistono ancora di non addormentati?), ha affermato che la gente del suo stato, la Carolina del Nord, "crede che nel consentire all'Fda di controllare l'industria del tabacco, si farà un passo verso quella situazione in cui l'agenzia controllerà, alla fine, anche le aziende familiari" (deo gratias).

E spuntano voci di programma del governo, che vorrebbe tassare cibi e bevande troppo zuccherati o grassi (ma va?). E' giusto dire ai cittadini cosa mangiare? Per gli europei, i comunisti e gli statalisti evidentemente sì.


Lo stato che inizia a decidere cosa è buono per te: nella storia l'anticamera di fascismo e comunismo. Il dramma, come al solito, sono i tanti che dicono che va bene così.


9 giugno 2009

Louisiana: internet, tasse e libertà, il parlamento è sempre nemico

Una tassa sulle connessioni a Internet per raccogliere fondi per la lotta alla criminalità online. Questa l'idea del Parlamento della Louisiana, la cui camera bassa ha da poco approvato un disegno di legge per applicare una tariffa pari a 15 centesimi di dollaro al mese per l'abbonamento a un Internet Service Provider. La proposta è stata votata dalla grande maggioranza dei parlamentari (81 a 9) e sarà ora oggetto di discussione presso il Senato del Pelican State.

Una volta approvata, la nuova legge dovrebbe obbligare gli utenti in possesso di un abbonamento per la loro connessione online a sborsare 15 cent al mese, fatta esclusione per le scuole e le biblioteche. La norma consentirebbe allo stato della Louisiana di raccogliere circa 2,4 milioni di dollari da versare nell'Internet Crimes Investigation Fund dell'ufficio del procuratore generale.

Come per ogni tassa, non è il quantum in sé che provoca ribrezzo e disgusto nelle persone libere (agli schiavi le tasse piacciono e le ritengono anche giuste), ma il mezzo.  "Oggi si tratta dell'accesso a Internet - ha detto il democratico Austin Badon - domani di che cosa si tratterà? Un abbonamento alla DirecTV? Non credo si debba istituire una nuova forma di tassazione per ogni crimine che si presenta là fuori". 

L'iniziativa, ora in discussione al Senato, è stata criticata anche dal governatore repubblicano della Louisiana Bobby Jindal, contrario all'idea di introdurre un nuovo sistema di tassazione per i cittadini del suo Stato e su un mezzo così importante per la comunicazione come il Web. "Mentre sosteniamo senza mezzi termini - ha spiegato - i sistemi per combattere i molestatori sessuali che mirano ai nostri bambini, ci opponiamo all'idea di aumentare le tasse per la gente della Louisiana".





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7 giugno 2009

Gli zombies hanno votato per Obama?

Il quotidiano Minnesota Majority ha scoperto che, alcuni cittadini che sono deceduti prima del 4 novembre 2008, che avevano votato in una consultazione precedente, hanno espresso il loro voto anche alle scorse presidenziali. Sono circa 2.800 i "morti" che hanno espresso il loro voto.

Non è dato sapere in che modo questi zombies abbiano votato. Sta di fatto che il Minnesota è uno degli stati in cui ha vinto Obama...





9 maggio 2009

Anche l'Oklahoma minaccia la secessione per le continue violazioni della Costituzione di Obama

Se anche il Senato dell’Oklahoma voterà a favore della proposta, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama potrà vedere arrivare presto sulla sua scrivania una legge che riconoscerà la sovranità allo stato americano e che di fatto dirà a Washington di conformarsi ai poteri federali e di non andare oltre a interferire negli stati.

L’ultimo vento di "secessione" soffia questa volta in Oklahoma, dopo aver percorso il Texas in lungo e in largo durante i Tea Parties. Nonostante il governatore democratico Brad Henry abbia esercitato il diritto di veto su un disegno di legge simile appena 10 giorni fa, la Camera dello stato ha approvato una proposta che ribadisce la sovranità dell’Oklahoma; e che, questa volta, non ha bisogno del sì del governatore. Kris Steel, presidente pro tempore della Camera dello stato, è ottimista, e ritiene che la risoluzione "HCR 1028" sarà approvata anche dal Senato dell’Oklahoma. La norma ha lo scopo, ha spiegato il suo autore, il repubblicano Charles Key, di dire al Congresso di "tornare a esercitare i propri ruoli stabiliti dalla Costituzione".

La richiesta, rivolta al governo federale, è anche quella di "smettere e desistere" dall’esercitare poteri che vanno al di là di quelli stabiliti dalla Costituzione. Secondo Key le leggi federali violerebbero infatti spesso il decimo emendamento, che afferma che i poteri non espressamente delegati al governo degli Stati Uniti "sono riservati ai rispettivi stati".

Un esempio di come il Congresso starebbe travalicando i suoi confini, ha precisato il repubblicano, è rappresentato dagli stessi piani di aiuto a favore dei produttori di auto e delle istituzioni finanziarie. "Stiamo dando tutti questi soldi a entità diverse, inclusi i produttori di auto, e ora stanno anche dicendo: Beh, forse è meglio che vadano in amministrazione controllata", ha precisato Key (riferimento alla vicenda Chrysler). "Bene, forse avremmo dovuto permettere a queste aziende di scivolare nella condizione di amministrazione controllata prima di dar loro i soldi dei contribuenti".

Mi sembra fosse dal 1861 che la parola "Secessione" non percorresse in lungo e in largo gli States. Almeno questa volta un nigger c'entra davvero...



9 marzo 2009

cosa succede nel mondo (libertario americano)

Mentre non passa ormai giorno in cui il neoprez Barack Hussein Obama non sblocchi qualche finanziamento pubblico per qualcosa, il mondo libertario americano si sta organizzando di conseguenza, anche se anziché cercare l'unità in iniziative condivise la maggior parte delle frange libertarie per il momento sta seguendo strade proprie.

Il Libertarian Party affronterà la primavera con in archivio tre piccolissime, ma incoraggianti vittorie. La prima, l'incremento di voti alle ultime presidenziali rispetto al 2004. "Tutti ci davano per estinti a causa del "Fenomeno Obama" - ha spiegato Donny Ferguson, del Libertarian National Committee - e invece il nostro "terzo partito" ha incrementato i voti". Non solo i voti, ma anche le iscrizioni sono aumentate in questi ultimi mesi. Infine, da metà febbraio nel consiglio cittadino della dodicesima città più grande degli Stati Uniti, Indianapolis, siede un consigliere del LP. Si tratta di Ed Coleman, con un'ampia base di consenso elettorale, dimessosi dal GOP e approdato fra i libertarian dopo il tradimento "che il partito repubblicano ha posto in essere rispetto ai suoi ideali".

Probabilmente quest'ultima vicenda potrà apparire più interessante al rinnovo delle amministrazioni, se Coleman venisse comunque confermato in Consiglio.

Chi non tornerà nel LP è Christine Smith, ronpaulista nonché fra i candidati più suffragati nelle ultime primarie del partito, ma non scelta come candidata presidenziale - insieme a tutti gli altri - dai delegati nella convention di quasi un anno fa a Denver, in Colorado. Molti sostenitori l'hanno invitato a rientrare nel partito dopo le dimissioni in polemica con la nomina di Bob Barr, un candidato non con tutti i torti definito non libertario. "Eravamo 11 candidati libertari - ha spiegato - ma i delegati con un colpo di mano hanno nominato chi non è mai stato libertario. Hanno perso di vista i veri valori libertari americani, lo hanno trasformato in un partito corrotto. Appoggerò  nelle elezioni locali qualunque candidato veramente libertario, che sia o no del LP non importa: aiuterò l'individuo, non il partito".

Si attendono poi notizie dalla Libertarian Reform Caucus, il gruppo di attivisti che, allo scopo di riformare radicalmente e dall'interno il mondo libertario americano e il LP, hanno raccolto tesi, idee e progetti in giro per l'America, da esaminare quest'anno in vista della Convention del 2010.

Ron Paul, infine, sta girando varie trasmissioni nella Nazione per spiegare gli obiettivi della Campaign 4 Liberty: al momento non mi risultano, a breve termine, azioni in "grande stile".



24 febbraio 2009

L'amministrazione Obama muove guerra alle libertà

"A partire dalla massa di aiuti economici di stato ai pacchetti per "stimolare" economie dissestate, e adesso con la discussione sulla nazionalizzazione delle banche, l'amministrazione Obama sta conducendo una vera e propria guerra contro le nostre libertà".

"A riprova di questo, oggi ho aperto il giornale e ho letto come passerà la legge voluta dalla precedente amministrazione sulle carte d'identità elettronica obbligatoria: l'annacqueranno un pochino facendola passare subito, e poi torneranno alla carica per far passare anche il resto". 

"Stanno già montando malumori contro la politica di Obama, fatta di aiuti di stato, di "stimoli", e di espansione del controllo governativo. Gli americani sono arrabbiati con i repubblicani, sono arrabbiati con i democratici, e cercano qualcuno che stia dalla loro parte".

"Sono stanco, arrabbiato e c'è una montagne di documenti sulla mia scrivania, ma sono ancora pronto a combattere".

estratti di una le
ttera di Robert Kraus, portavoce del Libertarian National Committee agli iscritti del LP





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