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"The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants. It is its natural manure"

Thomas Jefferson


"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote"

Benjamin Franklin




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7 dicembre 2009

I repubblicani-libertari aumentano nelle amministrazioni americane

Il movimento dei libertari che militano nel Partito Repubblicano ha fatto un po' i conti, annunciando che la presenza di eletti del movimento nelle varie amministrazioni è aumentata nel 2009. Sono stati infatti 38 i candidati repubblicani appoggiati durante quest'anno dal Republican Liberty Caucus, e di essi dieci sono stati eletti.

Lynne Blankenbeker, State Representative, New Hampshire

Michael Patrick Carroll (rieletto), State Representative, New Jersey

Ken Cuccinelli, Attorney General, Virginia

Cameron DeJong, Manchester Selectman, New Hampshire

Michael J. Doherty, State Senate, New Jersey

Kara Egbert, Sahuarita Town Council, Arizona

Phil Greazzo, Manchester Alderman, New Hampshire

Dan Halloran, NYC City Council, New York

Michael A. Tams, Lisle Township Board, Illinois

Brad Wyatt, Boylston School Committee, Massachusetts

Ma anche altri membri del RLC, non appoggiati però in maniera diretta dal movimento, sono risultati vincitori; per l'esattezza, due nel Minnesota, uno in Alabama e uno in Virginia. Il portavoce del RLC Dave Nalle ha confermato che quest'anno rappresentano il movimento nella pubblica amministrazione un numero maggiore di esponenti che nel 2008.




23 luglio 2009

Le 10 città più pericolose d'America

Quest'anno quasi mancavo l'appuntamento. Qualche mese fa, come ogni anno, l'FBI ha diramato la classifica delle dieci città più pericolose dell'Unione, il "City Crime Rankings: Crime in Metropolitan America". E' uno studio sulla criminalità nelle città degli Stati Uniti, che raccoglie i dati relativi ad omicidi, rapine, aggressioni, violenze sessuali e furti d'auto in 378 città che abbiano almeno una popolazione di 75.000 abitanti. Stabilendo come valore base 0 (media nazionale), ad ogni città è stato assegnato un punteggio.

E' New Orleans (LA), con il punteggio di 441,40 ad aggiudicarsi il poco invidiabile primato. Una escalation notevole - dovuto solo al dopo Katrina? chissà... - visto che l'anno scorso la città del jazz non rientrava neanche fra le prime 10. Medaglia d'argento per Camden (NJ), quinta lo scorso anno. Poi Detroit (MI), città più violenta lo scorso anno.

A seguire St. Louis (MO), città più violenta due anni fa, poi Oakland (CA), Flint (MI), Gary (IN), Birmingham (AL), Richmond (CA), North Charleston (SC).

Per quanto riguarda il complesso degli stati, è il Nevada il più violento, seguito da Louisiana e South Carolina.

Passando invece al fronte opposto, città più sicura è Ramapo (NY), con un punteggio di -89,18. Poi Mission Vejo (CA) e O'Fallon (MO). La città "famosa" più sicura è Honolulu (HI), con  -19,21 punti.

Gli stati più sicuri, infine, sono New Hampshire, Vermont e Maine.

Ribadisco anche questa volta che sono ovviamente statistiche, e quindi vanno sempre prese con le molle. Indicano una tendenza, non solo certo un postulato matematico.


Mission Viejo: medaglia d'oro lo scorso anno, e d'argento questo


15 luglio 2009

Il Governatore Democratico dice no alla marijuana per uso medico

Il Parlamento del New Hampshire ha approvato con un'ampia maggioranza (232 favorevoli, 138 contrari) la HB 648, legge che ha l'intento di liberalizzare l'uso medico della marijuana per i pazienti che ne facciano richiesta. La proposta di legge, stesa dalla democratica Evelyn Merrick, ha avuto la sua "anima" nella repubblicana Cindy Rosenwald (del distretto di Nashua), che  è riuscita a trovare un solido appoggio nei suoi compagni di partito, sopratutto fra coloro che, nell'ambito medico, sono sostenitori dell'uso dei derivati della cannabis per i  malati di cancro.

Come molti sapranno, il New Hampshire è lo stato con le leggi più liberali dell'Unione, ma poiché non esiste il paradiso in terra, ha la disgrazia di essere governato dal democratico John Lynch, che ha subito posto il veto alla legge.

Dennis Acton è un cittadino di Fremont, di fede repubblicana e malato di cancro. "Sono deluso - ha detto - che il Governatore Lynch non abbia consultato i pazienti, come me, prima di costringerci a rischiare il carcere e l'arresto ogni qualvolta usiamo la marijuana come rimedio medico alle nostre sofferenze".

Acton ha spiegato di averla usata nel 1999, per contrastare le forti nausee durante la radioterapia. "Sto invitando - ha spiegato - tutti i miei colleghi repubblicani in Parlamento a trovare il coraggio di alzarsi e di ribellarsi a questo veto".

Rosenwald e Acton stanno cercando adesso di trovare in assemblea un numero di voti tale da annullare il veto del Governatore Lynch. Che ha spiegato il suo veto in maniera ineccepibile.

"Capisco e simpatizzo - ha detto - con chi vorrebbe consentire l'uso medico della marijuana in NH. Ma l'uso di queste sostanze per qualsiasi scopo è illegale per le leggi federali". Che bella interpretazione "federale" del 10° Emendamento...





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permalink | inviato da InVisigoth the mad Irish il 15/7/2009 alle 10:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


3 luglio 2008

Dichiarazione di Indipendenza - 4 luglio 1776

Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato ad un altro ed assumere tra le altre potenze della terra quel posto distinto ed eguale cui ha diritto per Legge naturale e divina, un giusto rispetto per le opinioni dell'umanità richiede che esso renda note le cause che lo costringono a tale secessione. Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità. La Prudenza, anzi, imporrà che i Governi fondati da lungo tempo non andrebbero cambiati per motivi futili e transitori; e di conseguenza ogni esperienza ha dimostrato che l'umanità è più disposta a soffrire, finché i mali sono sopportabili, che a cercare giustizia abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, che perseguono invariabilmente lo stesso obiettivo, evince il disegno di ridurre il popolo a sottomettersi a un dispotismo assoluto, è il loro diritto, è il loro dovere, rovesciare tale governo e affidare la loro sicurezza futura a dei nuovi Guardiani.

Tale è stata la paziente sopportazione di queste Colonie; e tale è oggi la necessità che le costringe ad alterare i loro precedenti Sistemi di Governo. La storia dell'attuale Re di Gran Bretagna è una storia di ripetute ferite ed usurpazioni, tutte aventi l'obiettivo diretto di stabilire una tirannide assoluta su questi stati. Per comprovarlo, sottoponiamo i fatti seguente a un mondo sincero. [...]

Noi dunque, Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso Generale, facendo appello al Supremo Giudice del mondo per la rettitudine delle nostre intenzioni, solennemente pubblichiamo e dichiariamo, in Nome e con l’Autorità del buon Popolo di queste Colonie, Che queste Colonie Unite sono, e hanno diritto di essere, Stati Liberi e Indipendenti; che sono sciolti da ogni fedeltà alla Corona britannica, e che ogni legame politico fra loro e lo Stato della Gran Bretagna è, ed ha diritto di essere, totalmente sciolto; e che in qualità di Stati Liberi e Indipendenti, essi hanno pieno potere di dichiarare la Guerra, concludere la Pace, contrarre Alleanze, stabilire dei Commerci e fare ogni altro Atto e Cosa che gli Stati Indipendenti possono fare di diritto. E a sostegno di questa Dichiarazione, con ferma fiducia nella protezione della divina Provvidenza, ci promettiamo reciprocamente le nostre Vite, le nostre Fortune e il nostro sacro Onore.

Firmato da:

* New Hampshire: Josiah Bartlett, William Whipple, Matthew Thornton
* Massachusetts: Samuel Adams, John Adams, John Hancock, Robert Treat Paine, Elbridge Gerry
* Rhode Island: Stephen Hopkins, William Ellery
* Connecticut: Roger Sherman, Samuel Huntington, William Williams, Oliver Wolcott
* New York: William Floyd, Philip Livingston, Francis Lewis, Lewis Morris
* New Jersey: Richard Stockton, John Witherspoon, Francis Hopkinson, John Hart, Abraham Clark
* Pennsylvania: Robert Morris, Benjamin Rush, Benjamin Franklin, John Morton, George Clymer,                           James Smith, George Taylor, James Wilson, George Ross
* Delaware: George Read, Caesar Rodney, Thomas McKean
* Maryland: Samuel Chase, William Paca, Thomas Stone, Charles Carroll of Carrollton
* Virginia: George Wythe, Richard Henry Lee, Thomas Jefferson, Benjamin Harrison, Thomas                       Nelson, Jr., Francis Lightfoot Lee, Carter Braxton
* Carolina del Nord: William Hooper, Joseph Hewes, John Penn
* Carolina del Sud: Edward Rutledge, Thomas Heyward, Jr., Thomas Lynch, Jr., Arthur Middleton
* Georgia: Button Gwinnett, Lyman Hall, George Walton



Buon 4 luglio. Happy 4th July


26 giugno 2008

La Corte Suprema riconosce il diritto alle armi

Grande vittoria per la libertà. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha rafforzato il diritto individuale degli americani ad essere armati. Con una sentenza storica su come interpretare un diritto costituzionale sancito nel 1791 con il Secondo Emendamento, i giudici hanno bocciato un divieto a detenere le armi che era in vigore nella città di Washington in quanto contrario alla Costituzione degli Stati Uniti d'America. La decisione ha spaccato i 9 giudici della Corte Suprema, che si sono pronunciati per 5-4. Il giudice moderato Anthony Kennedy si è unito ai 4 membri conservatori. Con questa sentenza la Corte Suprema chiarisce definitivamente che il diritto a portare e detenere armi è un diritto garantito dalla Costituzione al pari degli altri diritti fondamentali del cittadino.
Il bando nella capitale americana intervenne nel 1975, come mezzo per ridurre i crimini violenti (è risaputo che a Napoli, dove non si possono acquistare armi legalmente con una procedura facile, non ci sono morti... ma per favore!). Poiché come tutti sanno ma tutti fanno finta di non sapere, l'aumento della criminalità non è correlato al numero di armi che i cittadini posseggono, questa legge è stata inutile (135 i morti ammazzati nella Capitale nel 1976, dopo il primo anno di divieto, e 143 nel 2007: il tasso di omicidi nell'area di Washington è arrivato anche al 29,1 su 100.000 abitanti, uno fra i più alti d'America... strano che nel New Hampshire e nel Vermont, gli stati più liberali in materia di armi, il tasso si attesti intorno rispettivamente all'1,0 su 100.000 abitanti ed all'1,9). Così numerosi cittadini se ne sono infischiati, preoccupati per la loro incolumità visto il dilagare della criminalità violenta (ma con il bando la città non doveva essere più sicura?), e hanno acquistato armi invocando il loro diritto costituzionale; alla fine la querelle giudiziaria è arrivata alla Corte Suprema.
Solo la città di Chicago nell'Illinois ha un bando simile a quello di Washington in vigore, mentre  nel Maryland, nel Massachusetts ed a S.Francisco (California) ci sono proposte in tal senso.

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25 gennaio 2008

Il NY Times appoggia Hillary, il LA Times accusa Obama

Il New York Times ha appoggiato ufficialmente Hillary Clinton nella campagna per le Presidenziali 2008. Secondo l'autorevole quotidiano è la candidata più qualificata, ed il comitato elettorale la raccomanda caldamente come scelta: "Sarebbe un ottimo Presidente".
Sullìaltro versante, il NYTimes ritiene che il "male minore" se il prossimo presidente dovesse essere repubblicano, sarebbe John McCain in quanto "l'unico che promette di por fine allo stile di governo di George W. Bush". Sulla posizione del quotidiano newyorchese sull'ex Sindaco Rudolph Giuliani, ne ho già parlato qui. In sintesi, non solo non sarebbe un buon presidente, ma è anche un uomo pericoloso.
Passiamo coast 2 coast. Il Los Angeles Times rivela la furbetteria che Obama si è inventato quando era senatore dell'Illinois. Ben 6 volte Obama ha infatti sbagliato a premere il pulsante, votando il contrario di quel che aveva dichiarato, e facendo mettere subito a verbale il suo errore. Ma il voto è rimasto perché le regole del Senato dell'Illinois non consentono una modifica del voto espresso. Dov'è l'accusa? Semplice: secondo alcuni, è stato un espediente che ha permesso ad Obama di non scontentare la sua base democratica con l'intenzione di voto e di votare poi come conveniva a lui ed alla sua carriera politica. Alla fine una volta può anche passare, sei volte in cui ci si confonde fra il sì ed il no, a meno che uno non sia un onorevole no-global, è un po' difficile da credere. Obama ha smentito quest'insinuazione, spiegando che è stata solo distrazione. Quindi se un domani sedesse alla Casa Bianca, anziché spingere il bottone per chiamare la cameriera potrebbe premere quello per azionare le armi nucleari.  Se sbaglia fra soli due bottoni, figuriamoci fra 150.
Nel frattempo il candidato democratico radical Dennis Kucinich ha deciso di abbandonare la corsa, e il riconteggio delle schede in New Hampshire ha confermato la vittoria di Hill Clinton. Kucinich ha deciso di non appoggiare alcun candidato.




10 gennaio 2008

A Paul rubano i voti e Richardson si ritira

Terzo ritiro fra i democratici in corsa per la candidatura alla Casa Bianca. Dopo i deludenti risultati in Iowa (2%) e New Hampshire (nemmeno il 5%), il governatore del New Mexico Bill Richardson ha deciso di gettare la spugna. La notizia dell'addio di Richardson, anticipata dalla CNN che cita  fonti dello staff del primo ispanico in corsa per la presidenza, sarà forse ufficializzata oggi. Prima di diventare governatore del New Mexico, Richardson è stato ministro dell'Energia nell'amministrazione Clinton e ambasciatore degli Usa all'Onu, nonché protagonista di varie mediazioni internazionali. Nell'ultimo dibattito televisivo, domenica scorsa, Richardson si era schierato più volte al fianco di Hillary Clinton, per difenderla dagli attacchi di Obama ed Edwards. Ora appare quasi scontato un suo appoggio diretto alla senatrice di New York. Richardson era popolare sia presso la comunità latina (per ovvie ragioni) che presso i nativi americani. In realtà, come Obama, anche Richardson è mezzosangue, essendo figlio di un'americano e di una messicana.
In lizza per la nomination democratica restano così cinque candidati: oltre al trio Clinton-Obama-Edwards, Dennis Kucinich, membro del Parlamento dell'Ohio, e Mike Gravel, già governatore dell'Alaska.

Nella municipalità di Sutton in New Hampshire, invece, un impiegato-capo di Sutton, Jennifer Call, ha ammeso che Ron Paul aveva ricevuto 31 voti, ma quando l'importo finale è stato trasferito a verbale ed inviato ai media, il totale è stato indicato come zero. "E' stato un errore umano", ha dichiarato la Call (immagino che a chiunque di noi sia capitato qualche volta di scrivere 0 al posto di 31, no?). Si sta valutando l'idea di chiedere una riconta dei voti nel Granite State.

Benvenuti in New Hampshire!

PS: Io Bill Richardson voglio ricordarlo così!





9 gennaio 2008

Casa Bianca 2008, NH: quando il gioco si fa duro

... I Clinton si mettono a giocare. Nonostante tutti i sondaggi che davano Obama sopra di 2.000 punti su Hill, il responso dei seggi è inequivocabile: Clinton rules. Nel Granite State non c'è partita neanche fra i repubblicani, dove il reduce John McCain si impone nettamente, risultando il più votato in 8 contee su 9 (fa eccezione Rockingham County dove per un punto percentuale si impone Mitt Romney). Praticamente scomparso Fred Thompson.
Vediamo nel dettaglio i democratici:

Hillary Rodham Clinton   39.2%
Barack Obama 36.4   
John Edwards 16.9   
Bill Richardson   4.6   
Dennis J. Kucinich   1.4

e poi i repubblicani:

John McCain 37.2%
Mitt Romney 31.6   
Mike Huckabee 11.2   
Rudolph W. Giuliani          8.6   
Ron Paul   7.6
Fred D. Thompson           1.2    
Duncan Hunter                  0.5


John Edwards: "Rimarrò in corsa fino a che non avrò riportato in vita il Sogno Americano"

Mitt Romney: "Combatterò per ritornare qui in novembre da candidato presidente"

Rudy Giuliani: "Questo è solo l'inizio: ci sono molti altri Stati in cui correremo ed in cui prevarremo"

Ron Paul: "Siamo sulla strada giusta"

John McCain: "Abbiamo mostrato al popolo americano cosa significa una vera rivincita"

Hill Clinton: "Ho il cuore pieno di gioia. In New Hampshire ho ritrovato la mia voce"

Barack Obama: "Ho sempre il fuoco addosso. Sono pronto a ripartire".




20 dicembre 2007

Un cittadino non può essere obbligato a rivelare la password ad un giudice

Mentre in Italia, anche grazie una Costituzione che trae la sua forza dal peggio del ventennio fascista (l'art. 13 comma 5, ad esempio è un articolo degno del III Reich), ci troviamo con una magistratura inquirente e giudicante riunita in un unico organo, e che come una forza iper-reazionaria sta tentando ogni giorno di più di assomigliare a quella sacerdotale di Roma Antica, restringendo diritti naturali del cittadino (legittima difesa) e ricorrendo sempre più alla carcerazione preventiva, negli Stati Uniti gli emendamenti a difesa delle libertà del cittadino si adeguano alle nuove tecnologie.

Secondo una sentenza di qualche giorno fa nel Vermont, un cittadino ha il diritto di rifiutarsi di fornire una password che protegge dei documenti personali, anche ad autorità o forze dell’ordine che ne facessero richiesta (giudice federale Jerome Niedermeier). Il principio è quello per cui i documenti protetti da password possono contenere delle informazioni utili ad accusare la persona. Il Quinto Emendamento vigente nell'ordinamento americano invece tutela a chiare lettere il diritto di ogni cittadino americano di non autoaccusarsi.

Svelare una password che rivela documenti di proprio pugno che sanciscono la colpevolezza nell’aver commesso qualche crimine è come imporre alla persona di fare atto di accusa della propria reità. Negli USA l’autoaccusa può essere solo volontaria e non estorta e il cittadino che non volesse svelare le proprie carte private avrebbe il diritto di non rivelare – questo il senso della sentenza – la sua cognizione della propria colpevolezza reale.

La colpevolezza, senza l’ammissione personale dell’imputato, deve essere accertata mediante altre vie, e il rifiuto a confessare alcunché da parte del presunto colpevole è pienamente ammesso. Come spiega lo stesso Niedermeier, l’imputato non può mai essere costretto a rivelare «i suoi pensieri e ciò che gli passa per la mente». Il tutto per garantire al massimo il diritto alla difesa di ogni cittadino, anche nei reati più gravi. L'imputato, infatti, era un cittadino del New Hampshire di origini canadesi, accusato di detenzione di materiale pedopornografico.

La sentenza ha scatenato un grande dibattito nelle università americane: non tutti i giuristi sono d'accordo con questa interpretazione del V emendamento.


Testo del V Emendamento (datato 1791)


Nessuno sarà tenuto a rispondere di un reato che comporti la pena capitale, o comunque infamante, se non per denuncia o accusa fatta da un Grand Jury, a meno che il reato non sia compiuto da individui appartenenti alle forze di terra o di mare, o alla milizia, quando questa si trovi in servizio attivo, in tempo di guerra o di pericolo pubblico; né alcuno potrà essere sottoposto due volte, per un medesimo delitto, a un procedimento che comprometta la sua vita o la sua integrità fisica; né potrà essere obbligato, in qualsiasi causa penale, a deporre contro sé medesimo, ne potrà essere privato della vita, della libertà o della proprietà, se non in seguito a regolare procedimento legale (without due process of law); e nessuna proprietà potrà essere destinata ad un uso pubblico, senza un giusto indennizzo.






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permalink | inviato da InVisigoth the BountyHunter il 20/12/2007 alle 10:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


19 dicembre 2007

Il Libertarian Party e l'uragano (Ron) Paul

Il candidato alle Presidenziali 2008 Ron Paul sta probabilmente guidando il più ampio fronte del movimento libertarian che si sia mai visto sul suolo americano dai tempi della Rivoluzione Americana.
Ed il Libertarian Party, che dovrebbe essere magna pars di questo fronte, sta facendo i conti con forte dibattito interno.
Qualche giorno fa, Shane Cory, direttore esecutivo del Libertarian National Committee ha diffuso un comunicato in cui si rispondeva alle migliaia di iscritti, militanti e simpatizzanti che intasavano la posta con domande tipo:

"What are you doing to support Ron Paul?"
    "Why haven't you endorsed Ron Paul?"
    "Why are you avoiding Ron Paul?"
    "Why isn't...?
    "Why is...?
    "Why don't...?"
    "Why won't…?"
    "...Support Ron Paul!"


"Ron Paul ha deciso di correre con il Partito Repubblicano" si può leggere nel comunicato, "e i partiti repubblicano e democratico sono i detentori del potere contro cui ci battiamo: da trent'anni ci opponiamo a questi soggetti in nome dei nostri principi di pace e di libertà. Adesso, un uomo che incarna i nostri principi, sta correndo nelle fila del partito repubblicano. Come ci dovremmo comportare? Facciamo finta che Ron Paul non esista, o buttiamo a mare trent'anni di lotta convertendoci ai principi repubblicani? Entrambe queste opzioni sono orribili nella loro assurdità".

Il Libertarian National Commitee, riunito qualche settimana fa a Charleston nella Carolina del Sud, ha invitato Ron Paul ad accettare pubblicamente un'eventuale nomination del LP che sarà decisa nel week end del Memorial Day 2008 (26 maggio) a Denver, in Colorado.

"Ma finora la risposta dello staff del dottor Ron Paul a questa eventualità è stata negativa", si legge nel comunicato di Shane Cory, che riporta la mozione di Charleston.

Nel frattempo, poichè il New Hampshire (forse lo stato più libertarian dell'intera Unione) andrà al voto prima di quella data, come segno di buona volontà, sperando in un  cambio di decisione di Ron Paul, il Libertarian Party ha invitato i suoi militanti e sostenitori nello Stato Granito ad aiutare in ogni modo il Partito Repubblicano ed ovviamente, Ron Paul nello specifico: "Non possiamo stare fermi a fare nulla quando per i libertarian ci sono simili opportunità", conclude Cory; "ci piacerebbe che però tutti i libertarian ricordassero che l'11 dicembre è stato il 36° compleanno del Libertarian Party, che rimane l'unico vero Party of Principle. Per la libertà".






18 dicembre 2007

Il New Hampshire ha occhi solo per Romney e Obama

L'Huckamania non impazza da queste parti, Law & Order probabilmente non è mai andato in onda in questo stato, e... Giuliani chi? Nel New Hampshire, stato chiave e secondo a votare il prossimo gennaio, è un affare fra mormoni e mulatti (anche se la bionda Hill incalza).

E' Mitt Romney, infatti, a guidare l'ultimo sondaggio della Rasmussen Reports per lo Stato Granito, dall'alto del suo 33% di preferenze fra i simpatizzanti del Partito Repubblicano. A seguirlo, da molto lontano al 18%, un John McCain "die hard", dato per spacciato da mesi, e che invece in due giorni ha conquistato l'endorsement del quotidiano Des Moin Register dell'Iowa, e di Joe Lieberman,  candidato alla vicepresidenza nel 2000 al seguito di Al Gore. Seguono l'ex sindaco di New York City, Rudolph Giuliani, e l'ex governatore dell'Arkansas che va a genio alla destra religiosa Mike Huckabee, rispettivamente al 15% ed al 14%.
Gradita sorpresa (per me) trovare poi Ron Paul all'8% (il sondaggio è stato effettuato prima del Tea Party, quindi magari ha guadagnato ancora qualcosina). Outsiders Tom Tancredo al 3%, Fred Thompson al 2%, Duncan Hunter all'1%.

Fra i democratici le distanze al vertice sono più ridotte, con il simpatico Barack Obama che conduce con un 31% su Hillary Clinton che è al 28%. Seguono John Edwards al 17% e Bill Richardson all'8%, briciole per gli altri che in quattro si dividono un 8%. That's all, folks!





9 novembre 2007

NH: Romney sale, Giuliani scende, Ron Paul raddoppia

Nel giro di 10 giorni, nell'importante stato del New Hampshire, il candidato repubblicano, mormone ed ex Governatore del Massachussetts Mitt Romney, ha guadagnato ben 4 punti percentuale, arrivando al 32% dei consensi  (qui il precedente sondaggio, sempre della Rasmussen Reports, l'unica fonte di cui utilizzo i sondaggi).
Dei due front-runner, il sindaco d'America Rudolph Giuliani scende di 2 punti percentuale, arrivando al 17%, mentre John McCain si conferma al 16%.
Anche Mike Huckabee, già Governatore dell'Arkansas, outsider catapultato fra i big nel giro di una settimana, si conferma al 10% come dieci giorni fa.
Fred Thompson, senatore del Tennessee, guadagna un punticino, passando dal 6 al 7%.

La cosa per cui, però, mi rallegro, è un'altra. Ron Paul, il candidato più libertarian in assoluto, ha raddoppiato i suoi consensi. Certo, rimane al 4%, lontanissimo dalle vette, ma l'exploit del 5 novembre, ha in pochi giorni dato visibilità al candidato che che sta guidando il fronte libertario più ampio che si sia mai visto negli States. Cos'è successo il 5 novembre? Ce lo spiega El Boaro: <<In occasione del Guy Fawkes day, sfruttando la potenza immaginifica del film V for Vendetta, ma anche la carica antistatalista e antibritannica della ricorrenza, i supporters di Paul hanno organizzato una giornata eccezionale di fundraising. L'obbiettivo, assolutamente improponibile, era di raccogliere 10 milioni di dollari in una giornata. Ovviamente non è stato possibile. Ne hanno raccolti 4,2, raddoppiando quanto fatto in tre mesi e facendo comunque di Paul il candidato dei molti record: quello che ha ricevuto più donazioni in un giorno, il primo per donazioni di anonimi privati, il primo per donazioni da parte di membri dell'esercito (e qualcosa vuol dire) e il quarto dei repubblicani per fondi ottenuti (ha superato McCain)>>.
Permettetemi di sorridere, una volta tanto.

Infine, gli altri candidati si confermano ai risultati di 10 giorni fa: Tom Tancredo 3%, Duncan Hunter 2%.

I voti in più, fra tante riconferme, si spiegano con il fatto che la percentuale di indecisi è scesa dal 14% al 10%. Giuliani dunque, nel NH, sarebbe virtualmente sconfitto. Ma ricordiamoci che sono solo sondaggi.


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