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"The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants. It is its natural manure"

Thomas Jefferson


"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote"

Benjamin Franklin




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24 luglio 2009

Le 10 città più pericolose del Canada

Proseguiamo con le statistiche, questa volta stilate dalla MacLean's. Primo posto nel ranking delle città più pericolose del Canada fra le 100 più popolose è Saskaaton (SK), che ha "guadagnato" una posizione rispetto all'anno scorso con il punteggio di 163,23 (media nazionale =0). Poi Winnipeg (MB), terzo lo scorso anno, e Regina (SK), che l'anno scorso guidava la classifica.

A seguire Prince George (BC), Edmonton (AB), Chilliwack (BC), Halifax (NS), Vancouver (BC), Surrey (BC) e Victoria (BC).

Scendono rispetto all'anno scorso, e quindi sono diventate più "sicure" Montreal (dal 19° al 24°) e Toronto (dal 26° al 29°).

Le città più sicure, secondo questa statistica, sono nell'ordine Caledon (ON), con un punteggio di -86,69, Oromocto (NB), e Levis (QB).


Winnipeg


20 luglio 2009

Nativi canadesi al voto per la leadership della First Nations

Sarà una settimana storica per le popolazioni aborigene del Canada. Phil Fontaine, ancora per pochi giorni capo nazionale delle First Nations, dopo tre mandati passerà la leadership di portavoce di oltre 600mila nativi residenti in Canada. L’elezione si svolgerà il 22 al Telus Convention Centre di Calgary: i capi del consiglio delle tribù (633 in totale in tutto il Canada) sceglieranno il loro capo nazionale.

Cinque i nomi che compongono la rosa dei candidati: Shawn Atleo, Perry Bellegarde, John Beaucage - i tre superfavoriti nella corsa alla leaderhip - Terrance Nelson e Bill Wilson, tutti e cinque con grande attenzione alla sfera scolastica ed educativa.

Tante le sfide da affrontare. Da una parte i trattati che il governo potrebbe cercare di minare. Dall’altra il quadro povertà nelle riserve e la questione educazione sempre più critica tra la popolazione aborigena. Per tutti e cinque, comunque, il passaggio di consegne non sarà facile. Un’eredità impegnativa, quella di Fontaine, fatta di numerosi successi di un leader "forte", anche se non sono mancate critiche.

John Beaucage, ex economista e capo della Wasauksing First Nation, è stato il grande capo della Union of Ontario of Indians per gli scorsi cinque anni. Molto popolare in Ontario, è stato l’unico candidato in campagna elettorale ad annunciare di volere estendere il diritto di voto a tutti gli aborigeni canadesi e ristrutturare l’organizzazione sul modello nazionale, come una vera confederazione di nazioni, riducendo le 600 tribù a 60 entità politico-culturali.

Punti questi su cui si concentrerà in particolare anche Shawn Atleo, dal 2003 chief dell’Afn in British Columbia, dove risiede un terzo dei capi tribù votanti. Atleo cercherà di coltivare trattati, accordi e partnership commerciali con l’industria privata mantenendo i valori e le tradizioni culturali dei nativi, con un occhio di riguardo alla tutela dell’ambiente.

Buone possibilità di vincere anche per Perry Bellegarde. L’ex grande capo della Federation of Saskatchewan Indian Nations ed ex vice capo regionale, cresciuto nella Little Black Bear First Nation, punta a creare il “First Nations Acts” per risolvere questioni che spaziano dal settore sanità al mantenimento culturale della lingua. Bellegarde annuncia inoltre che si impegnerà per la ratifica della dichiarazione dell’Onu sui diritti delle popolazioni indigene e per una nuova valutazione dell’accordo fiscale con il governo federale per negoziare la rimozione del tetto del 2 per cento sui fondi per le First Nations.

Il quarto candidato, Terrance Nelson, capo per dieci anni della Roseau River Anishinabe First Nation, basa la sua campagna elettorale sul chiedersi perché il Canada diventi sempre più un Paese ricco, mentre la popolazione aborigena vive ancora in condizioni di estrema povertà nelle riserve sparse nel Paese. Nelson propone quindi il via libera ad accordi economici internazionali per il benessere delle comunità.

Infine, Bill Wilson, di Cape Mudge, in British Columbia. Nonostante sia tra i cinque il candidato con la più lunga carriera politica alle spalle, Wilson è stato il meno attivo in questi ultimi anni, lavorando come consulente e negoziatore di accordi e trattati. Come nel caso di Nelson, la pazienza di Wilson nei confronti del governo federale è andata via via scemando. E lo sfidante guarda al titolo di grande capo nazionale con un approccio più provocatorio puntando a rinforzare e sostenere i trattati delle First Nations.



16 luglio 2008

L'Ontario proteggerà la sua foresta boreale

Il premier dell’Ontario Dalton McGuinty ha annunciato ieri che qualsiasi attività forestale o mineraria verrà proibita nella foresta boreale al nord dell’Ontario. Si tratta di una vastissima area di oltre 225.000 chilometri quadrati.
Il premier ha detto che il suo governo lavorerà insieme ai rappresentanti delle First Nations e altri residenti di questa area, al fine di sviluppare un piano che dovrà proibire qualsiasi attività commerciale in circa metà dell’intera area conosciuta, appunto, come foresta boreale dell’Ontario.
Nell’altra metà, le attività commerciali, prima dell'inizio dovranno essere esaminate dai dirigenti delle First Nations che avranno la facoltà di negarne l’autorizzazione.
Il premier ha anche aggiunto che il piano dovrà anche creare un meccanismo che farà giungere ai nativi parte dei proventi di eventuali attività commerciali in queste aree.
L’attività mineraria ha generato un fatturato di 11 miliardi di dollari solo nel 2007 ed il premier ha detto che parte di questi soldi dovranno essere a disposizioni delle popolazioni native.
Il Grande Capo della Nishnawbe-Aski Nation (organizzazione politica aborigena che raccoglie le istanze politiche di 49 comunità di First Nations), Stan Beardy, ha commentato però prudentemente: "Abbiamo trattato con la Corona per oltre 100 anni, e finora non abbiamo tratto alcun giovamento da queste risorse; è assolutamente necessario che le leggi, le politiche e le pratiche cambino per far sì che davvero la nostra gente possa trarre il giusto beneficio".



14 giugno 2008

Tax Freedom Day in Ontario

Oggi è il giorno del “tax freedom day” nell'Ontario. È il giorno in cui, secondo il Fraser Institute, i canadesi che vivono in questa provincia si liberano del peso della tasse e cominciano a lavorare per se stessi.
L’istituto di ricerca liberale ha dichiarato ieri che i governi stanno lasciando alla cittadinanza un vantaggio di quattro giorni di guadagno rispetto all’anno scorso.
Niels Veldhuis, il direttore degli studi fiscali dell’Istituto, ha spiegato che i canadesi passano più di sei mesi all’anno a lavororare per pagare varie tasse imposte dal governo federale, provinciale e locale.
«In effetti - dice Veldhuis - ogni dollaro che i cittadini guadagnano prima del 14 giugno serve per pagare le tasse richieste dai governi».
Il calcolo comprende le tasse su reddito, proprietà, vendite, profitto, salute, sicurezza sociale, alcol e tabacchi, e molte altre ancora.
Quest’anno il “tax freedom day” cade quattro giorni prima del 2007. L’anno scorso, rispetto al 2006, cadeva cinque giorni prima.
«Dato il numero delle diverse tasse - continua Veldhuis - non sappiamo con precisione quante ne paghiamo. Lo scopo del “tax freedom day” è quello di dare alla gente un quadro semplice e comprensibile della somma totale pagata ai tre liveli di governo».
Il “tax freedom day” varia a seconda delle regioni. In Ontario è il 9 giugno, in Québec il 19. Il Fraser Institute ha calcolato che, in media, una famiglia canadese, composta da due o più persone, guadagnerà quest’anno $90,678 e pagherà $40,667 di tasse.


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4 marzo 2008

Jeff Healey: 1966-2008

La malattia che gli aveva portato via la vista quando aveva solo un anno d’età, 40 anni dopo gli ha tolto anche la vita.
Jeff Healey è stato ucciso da quella rara forma di cancro con cui aveva sempre dovuto combattere.
Healey, chitarrista blues e jazzista prodigioso che molti fan ora vorrebbero vedere nella Canada’s Walk of Fame, non si era mai fatto intralciare dal suo handicap, e non a caso aveva intitolato il suo primo album See the Light.
Forse più conosciuto all’estero che in patria, Healey si era aggiudicato numerose nomination sia ai Juno che ai Grammy.
Nella sua lunga carriera ricca di successi c’era stato posto anche per un’apparizione al cinema, in un cameo accanto a Patrick Swayze in Road House. Veramente particolare il suo modo di suonare la chitarra, come fosse un pianoforte. Nel video, una sua interpretazione di "Road House Blues" dei Doors.






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26 gennaio 2008

Un canadese che si è bevuto il cervello

Il sindaco di Toronto David Miller lancia l'innovativa proposta di mettere fuori legge le pistole per combattere la criminalità. «Le pistole hanno un unico scopo: sono progettate per uccidere altre persone», ha detto il Primo Cittadino, di origini inglesi ed esponente del New Democratic Party.
 


 

Oltre la banalità sulla ingegneria delle armi (ovviamente le "altre persone" in questione sono solo bravi cittadini, mica le pistole possono essere usate per autodifesa contro delinquenti violenti), immagino che le gangs di niggers e di ispanici che affliggono i quartieri periferici di Toronto saranno ben lieti di consegnare tutte le loro pistole alle Istituzioni. Voglio dire, ad una richiesta così gentile come si fa a dire di no? Anche perché, ed è un dato mio empirico, per cui non scientificamente esatto, ho l'impressione che la maggior parte degli omicidi a Toronto di cui ho letto sulla stampa canadese sono avvenuti per accoltellamento. Invito quindi il britannico Sindaco a mettere fuori legge anche i coltelli, che pur progettati per tagliare le cotolette sono utilizzati per uccidere altre persone. A proposta idiota si risponde con una proposta ancor più idiota.

Ne approfitto per posizionare il mio comunistometro sul livello Low: il rischio è basso, ma meglio stare all'erta (sono sicuro che questo comunistometro piacerà a Lontana).




 


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29 dicembre 2007

Il Canada restituisce Ipperwash ai Nativi

Mentre stampa ed opinionisti continuano ad esaminare la (falsa) notizia della recessione dei trattati dei Lakota (vedi qualche post più sotto) un vero passo avanti nei rapporti fra governi e popolazioni indigene in Nord America è stato fatto, ma più a nord. Il parco provinciale di Ipperwash, infatti, è ritornato ai legittimi proprietari. Lo ha confermato qualche giorno fa il nuovo ministro responsabile degli Affari Indiani, chiudendo l’ultimo capitolo di una delle pagine più dolorose della storia dell’Ontario. «Con la restituzione del parco - ha dichiarato ieri durante una conferenza stampa a Queen’s Park Michael Bryant - vogliamo voltare pagina e iniziare una nuova stagione nelle relazioni del governo con le popolazioni aborigene». Fino a quando le tribù dei Chippewas of Kettle e degli Stony Points First Nation non saranno in grado di gestire il parco, sarà compito del governo provinciale di amministrare Ipperwash. «Questo tipo di cooperazione tra il governo e i nativi - ha aggiunto il ministro - può essere un modello per la risoluzione delle future dispute con le popolazioni aborigene. Penso, in particolare, alla situazione creatasi a Caledonia».
Queen’s Park, inoltre, ha deciso di creare una commissione, formata dai rappresentati delle First Nations dell’Ontario e dei Metis della provincia con il compito di studiare possibili misure per migliorare le relazioni tra la popolazione canadese e quella nativa.
Il ministro ha quindi lanciato un appello a favore del dialogo e della trattativa, per evitare che in futuro possano ripetersi tragedie come quella avvenuta nel settembre del 1995, quando il nativo Dudley George venne colpito a morte da un proiettile esploso da un sergente dell’Ontario Provincial Police, Kenneth Deane, durante la rivolta degli aborigeni nel parco di Ipperwash. Secondo la polizia i dimostranti erano armati. Il processo invece si concluse con l'attribuzione di responsabilità dell'accaduto a Deane, che fu poi allontanato dalla polizia.
«Dove c’è il conflitto e la violenza, non si possono mai ottenere risultati credibili che durino nel tempo».
Bryant ha poi riconosciuto l’importanza del parco di Ipperwash per le popolazioni aborigene dell’Ontario. La disputa iniziò nel 1942, in piena guerra mondiale, quando l'area fu espropriata dal governo federale per installare una base militare, in base al  "War Measures Act".
«L’importanza storica e spirituale del parco può essere compresa solamente dai Chippewas of Kettle e dai Stony Point First Nations. Il governo dell’Ontario ha compreso il valore che il parco di Ipperwash ha per i nativi della nostra provincia».
Molto soddisfatto si è detto il fratello di Dudley George. «Quanto annunciato oggi - ha dichiarato Sam - rappresenta un tributo alla memoria di mio fratello. Ora sappiamo che non è morto invano».


Ipperwash


12 dicembre 2007

Ammazzata perché non voleva mettere il velo

Si chiamava Aqsa Parvez e aveva solo 16 anni la ragazza che era stata trovata in fin di vita a Mississauga, nella zona di Longhorn Trail, dopo che un uomo, probabilmente il padre, aveva chiamato la polizia dicendo: «Ho ucciso mia figlia». Il tempo gli ha dato ragione, la ragazza è morta e ora l’inquietante sospetto è che tutto sia accaduto perché lei non voleva portare il velo.
Le indagini sono ancora in corso e le forze dell’ordine non sembrano propense a fornire troppi dettagli per il momento, ma dagli amici della ragazza si apprende che Aqsa faceva fatica ad accettare le tradizioni islamiche che la sua famiglia cercava di imporle.
Forse è stata un’ennesima lite con il padre, il 57enne Muhammad Parvez, ora accusato di omicidio, che ha portato alla tragedia. Lei voleva portare gli stessi abiti delle sue compagne di classe, nulla di più lontano da un hijab, il tradizionale copricapo che avrebbe dovuto indossare secondo i genitori.
I compagni di scuola raccontano infatti che Aqsa aveva iniziato da qualche tempo a vestirsi in modo più occidentale rispetto al passato e ad avere un comportamento più ribelle.
«Lei era un po’ ribelle», ha raccontato Heather Bottecher, una compagna di classe, che poi spiega: «Lei avrebbe dovuto indossare un hijab, ma non lo faceva quasi mai. Portava le maniche corte quando avrebbe dovuto indossare le maniche lunghe. E portava camice corte, tagliate e cose del genere»
Oltre al padre, anche il fratello di Aqsa, il 26 enne Wasqas Parvez, è finito ieri in manette con l’accusa di ostruzione alla giustizia.



Aqsa Parvez: l'ennesima vittima della politica nazista islamica che qualcuno continua a considerare erroneamente tradizione religiosa



6 dicembre 2007

Il leader conservatore non piace alla base: troppo"di sinistra"

I problemi per il leader del Partito Conservatore dell’Ontario, John Tory, non sembrano terminare ed infatti potrebbero aumentare nelle prossime settimane.
Secondo quanto riferito ieri dal Toronto Star, un gruppo di influenti conservatori che si rifanno alla destra del partito, avrebbero iniziato una serie di attività per costringere il leader in carica a dimettersi e convocare una nuova convention.
Tory, come è noto, ha guidato il partito lo scorso dieci ottobre in una campagna che si è conclusa con una sonora sconfitta. Lo stesso Tory non è riuscito a conquistare il suo distretto torontino.
La causa della sconfitta è legata direttamente ad una campagna nel corso della quale il leader conservatore aveva proposto l’estensione del finanziamento pubblico a tutte le scuole di qualsiasi fede religiosa.
L’opposizione che sembra crescere sempre di più all’interno del partito sembra comunque avere anche altre motivazioni e cioè Tory non è ritenuto «adeguatamente a destra» per poter rappresentare la base elettorale che da sempre sostiene il Partito Conservatore.
John Tory, infatti, è stato sempre considerato uno dei “red Tory”, e cioè spostato verso la sinistra del partito in un’area, dicono i suoi oppositori, che collude con la destra liberale.
Secondo il giornale torontino il movimento sarebbe guidato da una dozzina di «prominenti esponenti conservatori» i quali intendono promuovere iniziative per giungere ad una revisione della leadership prevista il prossimo mese di febbraio.
Tory, da parte sua, si è fino ad ora rifiutato di prendere una decisione sul suo futuro politico ed ha intrapreso una serie di incontri prima con i membri del suo caucus, quindi i responsabili delle varie organizzazioni locali ed infine parlando con i conservatori durante incontri in varie città dell’Ontario.
I membri del caucus gli hanno già manifestato tutto il loro appoggio ma è ovvio che alcuni potrebbero anche essere dietro il movimento per forzare una nuova leadership del Partito Conservatore.




John Tory: eppure, un cognome più conservatore del suo è difficile da trovare



10 ottobre 2007

Election-Day in Ontario

Oggi milioni di cittadini dell’Ontario si recheranno alle urne per scegliere il nuovo governo della Provincia e per votare il referendum sul nuovo sistema elettorale. Gli ultimi sondaggi danno nettamente favoriti i liberal del premier Dalton McGuinty.
Quella conclusasi ieri è stata una campagna caratterizzata principalmente dal dibattito sulla proposta di finanziamento delle scuole private di qualsiasi fede religiosa fatta dal leader del Partito Conservatore John Tory. Proposta largamente avversata dagli elettori, che ha seriamente danneggiato la campagna dei conservatori e le possibilità di vittoria del leader Tory.
Quest’ultimo era considerato favorito all’inizio della campagna, ma il dibattito sui finanziamenti scolastici ha monopolizzato la campagna risparmiando al premier liberale McGuinty critiche sul suo operato negli ultimi quattro anni e sulle mancate promesse fatte nel corso dell’ultima campagna elettorale.
Tory ha comunque continuato a difendere la sua posizione anche nella giornata di ieri sottolineando di essere consapevole della poca popolarità della proposta, ma ha aggiunto che si tratta di un tema che doveva prima o poi essere affrontato in quanto lo status quo non è più accettabile. Ha detto di avere consultato gli elettori negli ultimi anni e di essere stato messo al corrente della opposizione a questa iniziativa, ma ha aggiunto che tutti avevano comunque concordato sulla necessità di fare qualcosa.
Tory ha espresso disappunto per il fatto che la quasi totalità della campagna elettorale sia stata dedicata a tale dibattito dimenticando invece «di parlare di altri importanti ed urgenti temi che riguardano i cittadini di questa Provincia».
Nella giornata di ieri Tory ha visitato undici distretti cercando di rafforzare il voto per i suoi candidati. Tory ieri ha anche visitato il suo distretto torontino, quello di Don Valley West, dove la sua stessa vittoria è in pericolo e la lotta è molto serrata con l’attuale ministro dell’Istruzione Kathleen Wynne.



28 settembre 2007

In Canada il "tesoretto" usato per ridurre le tasse

Paese che vai, usanza che trovi. Il "tesoretto", in Canada è  utilizzato per tagliare le tasse  senza porsi troppe questioni astruse come in un  altro paese di mia conoscenza. "Of course", risponde il Primo Ministro  Canadese alla domanda "Il surplus di bilancio verrà utilizzato per tagliare le tasse?". Come a dire: " E per cos'altro dovremmo usarlo, altrimenti?".
In Canada, le casse del governo federale sono diventate sempre più ricche ed il debito pubblico sempre più piccolo.
Il Primo Ministro Stephen Harper, parlando ieri a Toronto, ha infatti annunciato che il surplus del bilancio federale supererà i 13 miliardi ed 800 milioni di dollari. Si tratta di una cifra notevolmente superiore a quella preventivata dal ministro delle Finanze Jim Flaherty nel suo bilancio dello scorso marzo. Il governo federale ha ridotto il debito nazionale lo scorso anno di 14 miliardi di dollari e questo ha consentito un risparmio in 12 mesi di 725 milioni di dollari solamente nella riduzione del pagamento degli interessi sul debito stesso: «E questi risparmi - ha detto ieri Harper - verranno passati automaticamente ai canadesi attraverso una riduzione delle tasse personali».
Il primo ministro, che era accompagnato dal ministro delle Finanze Jim Flaherty, ha sottolineato che «certamente non useremo questi soldi come li hanno utilizzati i precedenti governi e vi posso garantire - ha detto Harper - che noi siamo in grado di dire come ed a chi i vostri soldi sono andati» alludendo in modo aperto allo scandalo delle sponsorizzazioni dei liberal. «È ovvio - ha aggiunto - che noi useremo tali soldi per ridurre le tasse».
La notizia dell’aumento del surplus ha sorpreso alcuni osservatori politici i quali, a causa di alcune difficoltà nel mondo economico internazionale e nazionale, avevano preventivato una riduzione del surplus, ma ciò, ha detto Harper, «è spiegabile col fatto che il nostro governo ha speso 700 milioni meno di quanto previsto nel nostro bilancio dello scorso mese di marzo».

L'erba del vicino è sempre più verde, le tasse del vicino sono sempre più basse, la giustizia del vicino funziona meglio, l'università del vicino è meglio attrezzata, il vicino non ha comunisti alla "amministrazione del condominio", etc ... Poi si lamentano della fuga di cervelli: chiunque abbia un minimo di cervello se ne andrebbe ad abitare dal vicino...


Il giovane premier canadese Stephen Harper


20 settembre 2007

La polizia dell'Ontario arresta 9 nativi

Finisce la tregua a Caledonia. Dopo una situazione di stallo durata dallo scorso febbraio, gli agenti dell’Ontario Provincial Police sono intervenuti ieri, arrestando nove nativi. «Gli arresti - ha dichiarato al Corriere Canadese il capo dell’Opp Julian Fantino - sono legati all’occupazione illegale di alcuni terreni».
«I fermi non riguardano direttamente il pestaggio di Sam Gualtieri. In ogni caso - ha aggiunto l’ex chief della Toronto Police - siamo fiduciosi per il buon esito di questa inchiesta». Fantino ha confermato che d’ora in avanti verrà applicata tolleranza zero contro i trasgressori della legge a Caledonia. Dopo i violenti incidenti della scorsa settimana, il governo dell’Ontario ha richiamato il suo mediatore che da mesi si sta operando per raggiungere un accordo sui terreni contesi. Dopo gli incidenti dello scorso anno era iniziato un lento e lungo processo di mediazione tra le autorità locali, i rappresentanti delle Six Nations ed il governo federale. Queen’s Park aveva anche nominato un mediatore per facilitare il raggiungimento di un accordo.
Dopo un violento incidente della scorsa settimana nel corso del quale un imprenditore era stato gravemente ferito, il governo provinciale ha deciso di bloccare la trattativa: «Il nostro governo - si legge in una nota del ministero per gli Affari degli Aborigeni - ritiene inaccettabile un incidente simile a quello della scorsa settimana. La violenza non è mai parte della soluzione» ha detto Lars Eedy, portavoce del governo provinciale.
Come si ricorderà il costruttore italocanadese Sam Gualtieri fu ricoverato in ospedale il 13 settembre scorso dopo essere stato colpito con una spranga alla testa procurandogli gravi ferite.
Alcuni dimostranti avevano raggiunto una nuova area dove si stanno costruendo case su Stirling Street, e si erano fermati proprio dove Gualtieri stava costruendo due case per le due figlie. Gli aborigeni hanno rilevato che chiunque voglia costruire una abitazione in quell’area, ha bisogno del loro permesso. Secondo i nativi i terreni in questione furono assegnati a loro dalla Corona Britannica nel 1784, ma secondo Ottawa furno cedute o comprate apartire dal 1850. I manifestanti sostengono che mai quelle terre sono state cedute ai bianchi.



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