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"The tree of liberty must be refreshed from time to time with the blood of patriots and tyrants. It is its natural manure"

Thomas Jefferson


"Democracy is two wolves and a lamb voting on what to have for lunch. Liberty is a well-armed lamb contesting the vote"

Benjamin Franklin




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28 febbraio 2008

Il Canada lancia un duro monito ad Hillary e Barack

Pesante monito nella giornata di ieri da parte del ministro per il Commercio Estero, David Emerson, ai candidati democratici alla Presidenza degli Stati Uniti. Rispondendo alle dichiarazioni di Barak Obama e Hillary Clinton, che hanno ipotizzato di cancellare l’accordo di libero scambio tra Canada e Stati Uniti (il Nafta, North America Free Trade Association), Emerson ha detto che ci saranno pesanti ripercussioni nei rapporti tra i due Paesi e soprattutto conseguenze di carattere economico. Il ministro del governo Harper ha infatti ricordato che nella firma dell’accordo gli Stati Uniti ottennero speciali agevolazioni per l’acquisizione di petrolio canadese. Come è noto, infatti, il Canada è il maggiore fornitore di greggio agli americani.
Secondo Emerson, la riapertura dell’accordo potrebbe non essere favorevole agli americani come lo fu nel passato. Tra l’altro ha aggiunto che la riapertura del negoziato non sarà certamente a senso unico e che anche il Canada ha le sue richieste da fare alla Casa Bianca per cambiare numerose cose che sono state concordate 15 anni fa: «Certo, se il negoziato sarà riaperto – ha detto Emerson – abbiamo anche noi una lunga lista di cose che vogliamo cambiare».
Le dichiarazioni di Emerson di ieri sono una reazione a quanto affermato da Hillary Clinton e Barack Obama: in caso di vittoria democratica alle prossime elezioni presidenziali americane, gli Usa annullerebbero l’accordo «se non ci saranno dei cambiamenti».
Negli Usa i sindacati hanno aumentato le loro pressioni al fine di bloccare gli accordi di libero scambio che il governo americano ha fatto negli ultimi anni. Sotto accusa, infatti, non solo quello del Nafta col Canada ed il Messico, ma anche con la Cina ed altri Paesi asiatici.
Secondo i sindacati questi accordi minacciano l’industria locale provocando la perdita di milioni di posti di lavoro.
La risposta di Hillary Clinton sul Nafta è giunta durante un dibattito due sere fa con Obama. L’ex first lady ha detto di essere pronta a cancellare l’accordo, che fu ratificato dal marito Bill Clinton quando era presidente, in sei mesi, se non verranno cambiati alcuni punti che riguardano gli standard per la difesa ambientale, il mondo del lavoro in generale ed un meccanismo per controllare il rispetto delle norme concordate.




27 febbraio 2008

McCain è una minaccia per il II emendamento

L'allarme è lanciato dal Gun Owners of America e da Chuck Baldwin, pastore battista fondatore della Crossroads Baptist Church di Pensacola (FL), chiesa elogiata nel 1985 dal Presidente Ronald Reagan per la sua crescita e per il suo contributo politico. Baldwin conduce un talk show radiofonico su Genesis Communications Network chiamato "Chuck Baldwin Live", ed è molto attivo politicamente riguardo la difesa dei principi costituzionali.

Su cosa si basa questa dichiarazione? Sull'analisi dei precedenti legislativi del senatore dell'Arizona mezzo conservatore e mezzo liberal. Il 2 marzo 2004 John McCain appoggiò un emendamento alla S.1805 che intendeva mettere fuori legge la vendita di armi effettuata da privati alle fiere di armamenti. Questo emendamento di fatto avrebbe proibito le gun shows, in quanto l'emendamento attribuiva responsabilità in solido anche all'organizzatore della mostra in caso di violazione della suddetta legge (previsto anche il carcere).

Durante la 106esima legislatura (per dirla all'italiana), su 15 votazioni inerenti al diritto di portare e detenere armi, McCain ha votato favorevolmente solo 4 volte (un misero 27%... poco più del livello di un qualunque democratico hippy di San Francisco).

McCain ha supportato la legislazione federale che ha aumentato gli agenti impegnati nel reprimere e nell'accusare i proprietari di armi di violazioni di leggi federali restrittive sugli armamenti riguardanti la materia prettamente tecnica, da perseguire anche se involontarie (previsto anche qui il carcere).

Infine, McCain ha appoggiato il cosiddetto "Campaign Finance Reform" Bill, che pone paletti ad alucne associazioni circa l'appoggio ai candidati politici e le comunicazioni ai propri iscritti inerenti i candidati (fra le associazioni penalizzate in modo sostanziale, guarda caso, il GOA).

"John McCain può anche essersi candidato con il Partito Repubblicano", conclude Baldwin, "Ma non è altro che un liberal di regime: uno che l'America non può appoggiare".


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Nota: Con la sempre attenta Country Girl già avevo discusso delle mie perplessità su McCain/ II emendamento. Visto che la mia non è una crociata in stile sinistroide, inserisco il link che CG mi propose in quell'occasione che ribalta queste tesi. In modo che ognuno possa poi farsi un'opinione sua. La mia posizione penso sia chiara: non è un caso che non vediate e non vedrete MAI banner di McCain in questa pagina.


26 febbraio 2008

i 10 edifici più belli di New York City

Tutti conoscono l'Empire State Building, ed è sempre inserito come tappa obbligatoria in tutti i tours di NYC. Eppure, secondo l'American Institute for Architects non è uno dei dieci più bei edifici della Grande Mela.

Che invece sono:

CONDE NAST BUILDING, 4 Times Square, Manhattan, realizzato da Fox & Fowle Architects, 1996-1999.

BROOKLYN MUSEUM: 200 Eastern Parkway, Brooklyn, realizzato da James Stewart Polshek, 2004.

PRADA NEW YORK: 575 Broadway, nei pressi di Prince Street, Manhattan, da Rem Koolhaas, 2001.

ROSE CENTER FOR EARTH AND SPACE: presso l'American Museum of Natural History, Central Park West at 79th Street, Manhattan, da James Stewart Polshek, 2000.

APPLE STORE SOHO: 103 Prince St., Manhattan, realizzato da Ronnette Riley and Bohlin Cywinski Jackson, 2002, con la collaborazione dell'Apple's creative team

GRAND CENTRAL TERMINAL: 42nd Street and Park Avenue, Manhattan, da Reed & Stern e Warren & Wetmore, 1903-1913, restaurato da Beyer, Blinder & Belle nel 1998.

MORGAN LIBRARY EXPANSION: 33 E. 36th St., Fifth Avenue, Manhattan, Renzo Piano, 2006.

CHRYSLER BUILDING: 405 Lexington Ave., Manhattan, da William Van Alen, 1930.

HEARST TOWER: 951-969 Eighth Ave., nei pressi della 56th Street, Manhattan, da Sir Norman Foster, 2004.

SEAGRAM BUILDING: 375 Park Ave., nei pressi della 53rd Street, realizzato da Ludwig Mies van der Rohe and Philip Johnson e Kahn & Jacobs, 1958.


Conde Nast Building, Times Square NYC


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25 febbraio 2008

è il Texas, bellezza!

I supporters di Ron Paul dell'Università del Texas di Austin hanno accolto calorosamente il loro compatriota, giunto nel Lone Star State per la campagna elettorale per le primarie del 4 marzo.

Poco prima del discorso di Paul, il presidente dell'UT Students for Ron Paul, Chris Robertson ha scaldato ancora di più una già eccitata folla di studenti, sminuendo il successo del front-runner John McCain, seguito a distanza siderale da Mike Huckabee, con Paul ad un terzo posto molto distante: "Siamo il Texas, chi se ne frega di cosa pensano gli altri Stati".

Il discorso di Ron Paul ha toccato come al solito i temi che gli altri candidati fanno finta di dimenticarsi per non inimicarsi troppe lobbies, come il ritiro delle truppe dall'Iraq, l'azzeramento delle leggi incostituzionali emanate negli ultimi 15 anni, ed il rafforzamento della valuta e del potere d'acquisto degli americani. "E' la gente come voi che viene a manifestare a Washington per chiedere null'altro che il Governo la smetta di interferire nelle nostre vite", ha concluso Paul.

Norman Horn dell'
UT Students for Ron Paul ha spiegato come il suo gruppo di 25 studenti volontari abbia lavorato in queste settimane per selezionare eventuali delegati per la convention, e per informare la gente sui loro diritti e sull'importanza della partecipazione. "La risposta è stata veramente eccezionale", ha detto Horn, "gente che non aveva alcun'idea su come si svolgessero questi processi politici adesso ne è consapevole e ne vuole diventare parte".

I sondaggi danno Ron Paul al 7%, quindi non sono speranzoso più di tanto. Però, visto che ci spera Hill Clinton, quasi quasi... in fondo questo è il Texas... chi può dire come andrà?



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24 febbraio 2008

Convention di libertarians da tre Stati

I Libertarians di New Jersey, Pennsylvania e West Virginia si incontreranno dal 14 al 16 marzo, a Malvern (PA), per un meeting comune. Il Libertarian Party of Pennsylvania (LPPa), il New Jersey Libertarian Party (NJLP) ed Libertarian Party of West Virginia (LPWV) hanno collaborato insieme per il primo evento di questo genere nell'area centro-atlantica dell'Unione.

La Tri-State Regional Convention 2008 sarà un appuntamento importante in vista della convention generale del Libertarian Party di Denver (CO), che deciderà quale sarà il candidato alle Presidenziali 2008. Oltre dunque alle tematiche più locali, troveranno spazio quelle nazionali, con la possibilità di un ulteriore confronto fra gli otto candidati che aspirano ad ottenere la nomina dal partito. Alle tematiche presidenziali si aggiungeranno gruppi di lavoro, dibattiti, con occasioni di conoscenza e collaborazioni interstatali. Christine Smith ha già annunciato la sua partecipazione.

Nel frattempo (sempre a proposito di indipendenti), Ralph Nader, del Green Party nonché paladino dei consumatori, ha deciso di candidarsi per la quarta volta come indipendente per la Casa Bianca (la quinta se si include la campagna "write-in" del 1992, ovvero quando pur non avendo ottenuto la candidatura ufficiale invito' gli elettori a scrivere il suo nome sulla scheda elettorale). Lo ha annunciato lo stesso Nader al talk show 'Meet The Press' della Nbc. Alle presidenziali del 2000, Nader aveva ottenuto circa il 2,7% dei voti, e venne accusato da parte di alcuni rappresentati del Partito Democratico di avere portato via voti ad Al Gore.

  


21 febbraio 2008

Iditarod, la leggenda continua

L'Alaska si prepara anche quest'anno alla gara per le mute di cani da slitta più famosa nel mondo: l'Iditarod Trail Sled Dog Race, giunta quest'anno alla 36ma edizione. Il difficile percorso di più di 1.150 miglia porterà come al solito uomini (i mushers) e cani da Anchorage a Nome, facendoli lottare contro temperature polari, venti che fanno arrivare la visibilità a zero, fiumi ghiacciati, tundra desolata, dense foreste, quasi interminabili ore di buio. La partenza è per sabato 1° marzo.

La gara trae origine da un episodio verificatosi nel 1925, quando una grave epidemia di difterite colpì Nome. A causa delle pessime condizioni meteorologiche, non era possibile far arrivare rapidamente i medicinali da Anchorage tramite aereo o nave e si ricorse alla tradizionale slitta. Un intrepido musher insieme ai suoi fidati cani riuscirono a salvare una città laddove la tecnologia e la scienza nulla aveva potuto. L'Iditarod è anche la commemorazione di un passato recente che ha visto il coraggio, la determinazione e l'onore della gente che ha abitato queste terre trionfare sulle avversità.

Il 2007 ha visto vincere il musher Lance Mackey, ritratto nella foto sotto poco dopo l'arrivo, in uno scatto che coglie la tenerezza e l'affetto fra uomo e cane. Cosa che non tutti possono capire. Esattamente come non tutti capiscono cosa sia veramente l'Iditarod. Ma non posso spiegarvelo io... O si sente o non lo si sente...





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18 febbraio 2008

le vicepresidenziali 2008

Recentemente nei commenti si è sollevato l'argomento "vicepresidenza". Personalmente, ritengo quella di vicepresidente una figura importante, in quanto spesso diventa il raccordo fra il Presidente ed il partito che lo ha espresso, rappresentando così un punto di equilibrio.

In casa democratica, era stata lanciata l'idea del "dream ticket" fra i due contendenti demos in lotta per la nomination del partito. Ma salvo una situazione di parità o quasi fino alla fine, è una ipotesi che vedo difficile, visti anche i "complimenti"che i due si stanno scambiando in campagna elettorale. Hill potrebbe scegliere il senatore dell'Indiana Evan Bayh, intenzionato a presentarsi già in queste primarie, ma fattosi indietro ad ottobre con un  endorsement per la Clinton. Oppure l'attuale governatore dell'Ohio Ted Strickland che ha fatto endorsement per la Clinton in vista del voto del 4 marzo.

Barack Obama (che sul punto sembra in alto mare) potrebbe, salvo imposizioni da parte del partito di qualcuno esperto, o di John Kerry, scegliere come colpo a sorpresa il mexamericano Bill Richardson, che ritiratosi dalle primarie non ha fatto un endorsement per la Clinton come tutti si aspettavano.  Richardson colmerebbe il gap di Obama con l'elettorato latinos, ed evitare che corra in massa da McCain, paladino della legalizzazione dei wetbacks.

Per quanto riguarda McCain, la scelta potrebbe essere influenzata da chi risulterà essere il suo rivale democratico: contro Obama, c'è Michael Steele, uno degli afroamericani più in vista nel Partito Repubblicano. Se invece fosse la Clinton a dover essere sconfitta, McCain potrebbe puntare su una donna: la popolare (e giovane) governatrice dell'Alaska Sarah Palin. Ma il troppo spiccio endorsement di Mitt Romney mi fa pensare che qualcosa nel pentolone stia bollendo.


Sarah Palin


17 febbraio 2008

Secessione! (... e live-blogging)

     Oggi si sta scrivendo la storia: la secessione di una minoranza da uno Stato Nazionale riconosciuta da parte della comunità degli Stati. Il Kosovo, infatti, oggi porterà al culmine alcuni provvedimenti legislativi che sanciranno la secessione dalla Serbia.

Ha ragione il nazicomunista Putin quando parla di "pericoloso precedente": è un avvenimento che sovverte molti principi di diritto internazionale.

Innanzitutto quello di "autodeterminazione dei popoli". A differenza di quanto si possa pensare, questo principio, nato in seno all'ONU dopo la IIWW, del popolo proprio non si preoccupa. Anzi, consente (ed infatti la maggior parte delle volte è stato così) che, dopo essersi liberato dal dominio di un altro stato, invasore o coloniale, quel territorio sia governato da regimi dittatoriali ed oppressivi. In realtà dovrebbe chiamarsi "principio di autodeterminazione di un governo". Uno Stato Nazionale, in pratica, ha il diritto di governare senza essere assogettato ad un altro Stato Nazionale (com'era il caso dei paesi africani coloniali). In questo caso il Kosovo non è uno Stato Nazionale, ma una regione all'interno di uno Stato Nazionale, quindi al di fuori di questo principio.

Il diritto internazionale non ha mai previsto il diritto delle minoranze all'autogoverno, ma il diritto di esse ad essere rispettate, circa la loro cultura-lingua-etc., dallo Stato Nazionale. Anche qui, mai era avvenuto un atto simile col consenso di una vasta parte della comunità internazionale.

Infine, potrebbe essere il primo caso in cui nel diritto internazionale si ha riguardo allo Stato-comunità (insieme di persone che condividono la stessa cultura, lingua, tradizioni, che non rileva nel diritto internazionale), piuttosto che allo Stato-organizzazione (l'insieme di organi detentori del potere infatti rileva nel diritto internazionale). Ma siccome è stato il Governo Kosovaro a proclamare l'indipendenza, questo punto è un po' controverso.

Come detto, il russo Putin è imbufalito, e parla di atto "immorale ed illegale". Vuole difendere il suo diritto ad opprimere minoranze riottose, e quindi tutto torna. Gli Stati Uniti hanno invece caldeggiato l'indipendenza kosovara (tant'è che su molti edifici oltre alla bandiera albanese sventola anche quella americana). Ed a causa dell'antiamericanismo di maniera, molti illuminati comunisti e sinistroidi di casa nostra sono contrari all'indipendenza kosovara; ulteriore sugello alla mia visione di nazismo e comunismo come species di uno stesso genus, nulla di più antitetico della libertà.

Il presidente serbo Tadic, pur dicendo che <<Non smetterò mai di lottare per il nostro Kosovo>>, non ha intenzione (per il momento) di rispondere con la forza, per paura di giocarsi l'ingresso nella UE. A proposito di Unione Europea, ufficialmente prenderà atto dell’indipendenza del Kosovo, dove invierà duemila osservatori civili. Ma all'interno l'Europa è divisa. Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna riconosceranno immediatamente il governo di Pristina. Grecia e Bulgaria non lo riconosceranno, per solidarietà religiosa con gli ortodossi serbi, mentre Cipro, Spagna, Romania e Slovacchia per timore di un effetto domino sulle proprie minoranze etniche o linguistiche.

E l'effetto a catena sulle minoranze europee potrebbe farsi sentire: sopratutto in Spagna dove il nazicomunista Zapatero sta vessando i baschi come non si vedeva dal regime di Franco.

Libertarianamente parlando, è un grande avvenimento. La frantumazione di uno Stato Nazionale in virtù di due stati (di cui uno piccolo) autonomi. Speriamo sia il primo atto di una nuova tendenza internazionale. E potrebbe andare ancora meglio. Se a loro volta, le comunità serbe in Kosovo proclamassero la secessione dal Governo Kosovaro per riunirsi allo Stato Serbo. Saremmo davanti ad un abbozzo (certo, primitivo alquanto, e lontanissimo dall'ideale, ma non per questo meno interessante) di "residenclave libertario", con le singole comunità che decidono a quale stato aderire.


LIVE BLOGGING:


Kosovo: Bush, sì all'indipendenza (ANSA) - DAR ES SALAAM, 17 FEB 10:02 - Il presidente americano George W. Bush e' favorevole a 'un'indipendenza del Kosovo sotto supervisione internazionale'. Mentre e' attesa tra poche ore la proclamazione di indipendenza dalla Serbia da parte di Pristina, Bush parlando durante la sua visita in Tanzania ha ricordato la posizione degli Usa sul Kosovo 'e' che il suo status deve essere risolto in modo da garantire stabilita' ai Balcani'.

Kosovo: indipendenza, ok procedure (ANSA) - PRISTINA, 17 FEB 10:55 - Avvio delle procedure verso la dichiarazione d'indipendenza unilaterale della provincia a maggioranza albanese dalla Serbia. Si sono incontrati infatti le massime autorita' istituzionali del Kosovo - il presidente Fatmir Sejdiu, il primo ministro Hashim Thaci e lo speaker del parlamento Jakup Krasniqi. La proclamazione solenne e' previsto per il pomeriggio, secondo quanto confermato ufficialmente dal governo.

Kosovo: Patriarca, Serbia alle armi
(ANSA)- BELGRADO, 17 FEB 15:05 -Il patriarca ortodosso del Kosovo ha incitato la Serbia a prendere le armi per impedire alla provincia secessionista di essere indipendente. Il patriarca si e' schierato con Belgrado affermando che ''il Kosovo era e sara' sempre serbo''. ''La Serbia dovrebbe comprare le armi piu' moderne dalla Russia e da altri paesi e chiedere alla Russia di mandare volontari per stabilire una presenza militare in Serbia'', ha dichiarato il patriarca Artemije.

Thaci: non ci sarà spazio per paura e discriminazioni
Pristina, 17 feb. 15:37 - (Adnkronos) - Nel Kosovo indipendente che nasce oggi "non ci sara' spazio per la paura, le intimidazioni e le discriminazioni". Lo ha assicurato il premier kosovaro Hashim Thaci, intervenuto dinanzi al Parlamento riunito in seduta speciale per la proclamazione dello stato d'indipendenza, affermando che nel nuovo stato "ci saranno pari opportunita' per tutti i cittadini". Il Kosovo sara' lo Stato della "tolleranza, del progresso e della solidarieta'".

Il Kosovo proclama l'indipendenza
  (ANSA)- PRISTINA, 17 FEB 15:49 - Il parlamento del Kosovo ha accolto oggi la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo dalla Serbia, letta dal premier Thaci. I parlamentari hanno accolto con una acclamazione in piedi la proposta di dichiarazione di indipendenza letta in aula da Hashim Thaci. Presenti alla seduta anche diplomatici stranieri, esponenti religiosi e rappresentanti dell'amministrazione Onu (Unmik), incaricata di gestire la regione secessionista da dopo la guerra del 1999.


Il testo della proclamazione di indipendenza (ANSA) PRISTINA, 17 FEB 15:51 - Il Kosovo indipendente sarà "consacrato alla pace e alla stabilità": è quanto si afferma nel documento di indipendenza proclamata questo pomeriggio a Pristina dal parlamento della provincia meridionale serba a maggioranza di popolazione albanese. La nazione del Kosovo "sarà creata sulla base del piano Ahtisaari", aggiunge il documento in 12 punti varato dal parlamento. Il piano, elaborato dall'inviato speciale dell'Onu per il Kosovo, il finlandese Martti, prevede per la provincia serba una indipendenza "sotto supervisione internazionale", garantita da una missione dell'Unione europea. Approvato dagli occidentali, tale piano è stato bloccato al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dalla Russia, ostile all'indipendenza del Kosovo. "Il Kosovo è una società democratica, laica e multietnica", che accoglierà "la presenza internazionale civile e militare", prosegue la dichiarazione di indipendenza. La presenza civile è quella della Ue, destinata a prendere il posto di quella dell'Onu, mentre la presenza militare è quella della Kfor, la Forza a guida Nato in Kosovo, dispiegata sin dal 1999 nella provincia secessionista e che resterà anche dopo la proclamazione di indipendenza. "Con l'indipendenza, il Kosovo si assume le responsabilità internazionali, assicura la sicurezza delle frontiere con i paesi vicini, e vieta l'uso della violenza per risolvere le differenze", si legge ancora nel documento di indipendenza nel quale si sottolinea al tempo stesso "la volontà del Kosovo di avere buone relazioni con i suoi vicini". "Un Kosovo indipendente "garantisce la (protezione) dell'eredità culturale e religiosa", riferimento questo alle decine di siti religiosi della chiesa ortodossa serba che si trovano in Kosovo.

Kosovo: serbi in divisa al confine
(ANSA)- BELGRADO, 17 FEB 16:02 - Alcune centinaia di serbi in divisa sono stati respinti oggi dalla polizia kosovara mentre cercavano di entrare dalla Serbia in Kosovo. I veterani, reduci della guerra del 1998-99, sono stati fatti passare senza problemi dalla polizia serba a Merdare, ma sono stati bloccati al posto di frontiera controllato dai kosovari. C'e' stato qualche tafferuglio ma poi gli ex combattenti, che volevano inscenare una protesta contro la proclamazione di indipendenza del Kosovo, hanno rinunciato.

Serbia non riconoscera' mai Kosovo (ANSA) - BELGRADO, 17 FEB 16:22 - Il presidente serbo Boris Tadic ha detto che il suo Paese non riconoscera' mai l'indipendenza del Kosovo. Il Parlamento di Pristina ha approvato per alzata di mano la dichiarazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo letta dal premier Thaci. Il Kosovo e' da questo momento 'uno stato indipendente, sovrano e democratico', ha detto il presidente del parlamento Krasniqi. Il Kosovo indipendente sara' 'consacrato alla pace e alla stabilita', afferma il documento.

Kosovo: governo basco, lezione su soluzione conflitti di identità Madrid, 17 feb. 16:22 - (Adnkronos) - La proclamazione d'indipendenza del Kosovo rappresenta "una lezione sul modo di risolvere in modo pacifico e democratico i conflitti di identita' e di appartenenza". Cosi' la portavoce del governo basco, Miren Azkarate, ha commentato l'annuncio del Kosovo, divenuto "uno Stato libero e indipendente" dalla Serbia. "La volonta' dei cittadini - ha affermato in un incontro con i giornalisti a San Sebastian, nei Paesi baschi - e' la chiave per la soluzione dei problemi politici che si sono incancreniti".

Kosovo: Kostunica, falso stato
(ANSA) - BELGRADO, 17 FEB 16:47 - Il premier serbo Kostunica ha duramente condannato la proclamazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo, definendolo 'un falso stato'. Kostunica ha accusato gli Stati Uniti per il loro appoggio agli indipendentisti e la loro disponibilita' a 'violare l'ordinamento internazionale per i loro interessi militari'. Parlando alla tv nazionale serba, il capo del governo di Belgrado ha criticato anche l'Unione europea che -ha detto- ha seguito gli Usa 'in un modo umiliante'.

Convocato Consiglio di sicurezza dell'ONU
New York, 17 feb. 16:48 - (Adnkronos) - La Russia ha chiesto una sessione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per discutere l'appena dichiarata dichiarazione d'indipendenza del Kosovo. "La Russia ha appena chiesto la riunione del Consiglio" ha dichiarato la portavoce della missione russa al Palazzo di Vetro, precisando che le consultazioni a porte chiuse tra i 15 membri si terranno piu' tardi. Giovedi' scorso il presidente russo Vladimir Putin aveva ribadito che Mosca avrebbe considerato "illegale ed immorale" la dichiarazione di indipendenza di Pristina.

Farnesina: prendiamo atto dell'indipendneza del Kosovo - Roma, 17 feb. 17:10 - (Adnkronos) - L'Italia "prende atto" della decisione delle autorita' di Pristina di proclamare l'indipendenza del Kosovo dalla Serbia e rivolge alle parti un appello "alla moderazione". "Abbiamo preso atto della decisione delle autorita' kosovare - hanno detto all'ADNKRONOS fonti della Farnesina - Valuteremo approfonditamente con i partner comunitari al Cagre di domani (la riunione dei ministri degli Esteri dei 27 a Bruxelles, ndr) la nuova situazione determinatasi e prenderemo successivamente posizione". "In questa fase - hanno sottolineato le fonti - auspichiamo che le parti assumano un atteggiamento di moderazione e non fomentino tensioni".

Kosovo, Vaticano: no estremismi - TgCom, 17:15 - La Santa Sede dopo la proclamazione dell'indipendenza del Kosovo invita "tutti, in particolare Serbia e Kosovo, alla prudenza e alla moderazione, e chiede un impegno deciso e fattivo per scongiurare reazioni estremiste e derive violente, in modo che si creino fin d'ora le premesse per un futuro di rispetto, di riconciliazione e di collaborazione". Lo afferma il direttore della sala stampa vaticana Federico Lombardi.

USA prendono atto dell'indipendenza del Kosovo - Washington, 17 feb. 17:39 - (Adnkronos) - Gli Stati Uniti "prendono atto" della dichiarazione d'indipendenza del Kosovo approvata oggi dal Parlamento di Pristina e invitato le parti "alla moderazione" e ad evitare "atti provocatori". "Prendiamo atto che il Kosovo oggi ha proclamato la sua indipendenza - ha detto il portavoce del dipartimento di Stato americano Sean McCormack - Salutiamo il chiaro impegno del governo del Kosovo a proteggere le minoranze etniche. Stiamo adesso esaminando la questione e ne discuteremo con i nostri alleati europei. A breve emetteremo una dichiarazione".

Kosovo: regioni georgiane chiederanno indipendenza - Mosca, 17 feb. 17:46- (Adnkronos/Dpa) - Poco dopo la dichiarazione di indipendenza del Kosovo, puntuali, sono arrivati gli annunci di Akbazia ed Ossezia del sud, regioni separatiste della Georgia sostenute dalla Russia, riguardo ai passi che intraprenderanno per seguire l'esempio secessionista dell'ex provincia serba. "L'Abkazia rivolgera' alla Russia, al Consiglio di Sicurezza dell'Onu ed alla Comunita' degli Stati Indipendenti (Csi) la richiesta del riconoscimento della propria indipendenza" ha dichiarato all'agenzia Interfax il presidente Sergei Bagapch. "L'Abkazia e l'Ossezia del sud hanno argomenti politici e legali per il riconoscimento dell'indipendenza piu' validi di quelli del Kosovo" gli ha fatto eco il presidente dell'Ossezia del sud, Eduard Kokoity, che ha espresso la convinzione che entrambe le regioni proclameranno l'indipendenza a breve.

La Nato agirà contro ogni possibile violenza   - Bruxelles, 17 feb. 17:59 - (Adnkronos/dpa) - Nella "delicata situazione" che si e' terminata in Kosovo dopo la dichiarazione d'indipendenza la missione della Nato "agira' in forma rapida e deciso contro chiunque voglia ricorrere alla violenza". E' questa la dichiarazione del segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, che ha aggiunto che i 17mila militari che partecipano alla missione Kfor continueranno a "mantenere le proprie responsabilita' per garantire la sicurezza in tutto il territorio del Kosovo, fino a quando il Consiglio di Sicurezza non decida diversamente".

Belgrado, scontri manifestanti e polizia (ANSA) - BERLGRADO, 17 FEB  20:09 - Scontri tra manifestanti serbi e polizia si sono verificati questa sera davanti all'ambasciata americana a Belgrado. Migliaia di persone si erano radunate per protestare contro la proclamazione d'indipendenza del Kosovo. Ci sarebbero feriti.A Kosovska, invece, c'e' stata un'esplosione presso gli edifici che ospitano le rappresentanze di Ue e Onu.Secondo la radio serba B-92, uno degli edifici avrebbe subito lievi danni, ma non vi sarebbero state conseguenze per le persone.

Belgrado, attaccato  McDonald's (ANSA) - BELGRADO, 17 FEB 22:48- Centinaia di manifestanti serbi hanno attaccato e danneggiato nel centro di Belgrado un ristorante McDonald's. In vari punti della capitale serba si registrano scontri di varia entita' tra polizia e manifestanti anti-Kosovo. Finora il bilancio e' di 10 poliziotti e 8 manifestanti feriti. Situazione molto tesa anche a Novi Sad, la seconda citta' della Serbia. Circa 500 manifestanti hanno attaccato un centro commerciale della catena slovena Merkator.

ONU non trova accordo  (ANSA) - NEW YORK, 17 FEB 23:29- Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu non trova accordo sul Kosovo e si aggiorna a domani. In un documento comune, i membri europei (Belgio, Croazia,Francia,Gran Bretagna e Italia) assieme alla Germania, alla presidenza dell'Unione europea e agli Stati Uniti constatano come la dichiarazione d'indipendenza segna la fine di un processo che 'aveva esaurito tutte le vie di uscita'.'Le parti devono evitare qualsiasi provocazione',ha detto Ban Ki-moon.

Kosovo: la Cina si schiera con Mosca (ANSA) - PECHINO, 18 FEB 8:51 - La Cina si schiera con Mosca e afferma di essere 'profondamente preoccupata' per la dichiarazione d'indipendenza da parte del Kosovo.Il portavoce del ministero degli esteri Liu Jianchao ha definito 'unilaterale' la decisione del Kosovo, aggiungendo che essa 'avra' un' influenza negativa sulla pace e stabilita' nella regione dei Balcani'. La Cina e' il secondo paese con un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza, dopo la Russia, a criticare la dichiarazione d'indipendenza di Pristina.

Premier australiano: riconosceremo l'indipendenza Kosovo - Sydney, 18 feb. 9:34 - (Adnkronos/dpa) - L'Australia e' pronta a riconoscere l'indipendenza del Kosovo, ha affermato oggi il primo ministro laburista Kevin Rudd. "La triste storia del Kosovo significa che dobbiamo fare il possibile per assicurare che i cittadini di questa parte del mondo siano protetti in futuro- ha detto il capo del governo australiano - per questo estenderemo il riconoscimento diplomatico alla prima occasione".


15 febbraio 2008

It was a good day

Oggi mi va di rilassarmi un po'. Ho 28 motivi per essere contento e visto l'incombente week-end, non mi va di pensare troppo.
Così, ho messo su 'sto pezzo. "It was a good day", di Ice Cube. Il singolo è del 1993, l'hip hop è vecchia scuola. Quella che fece conoscere all'America la durezza della vita del ghetto. Oggi l'hip hop come genere è decadente, monotematico (quanto son bravo a bere, a fumare, a scoparmi tr*ie). Ma all'inizio l'impatto fu grande, e come genere trascese subito le iniziali caratteristiche razziali, iniziando ad influenzare anche le zone di periferia non afro-americane, come i barrios latini ma anche le zone bianche (gli House of Pain erano irlandesi).
La cronistoria anche dura della realtà di un'altra America, lontana pochi chilometri in linea d'aria dai salotti buoni ma anni luce in quanto a condizioni di vita.

Questa canzone si inserisce in questo filone, ma ha una sua particolarità. La musica, nonostante sia un rap, è molto rilassante, tranquilla. Il testo si delinea nella descrizione di quella che, nel ghetto, poteva essere una buona giornata. E se nelle prime due strofe la banalità di una normale giornata la fa da padrona (basket con gli amici, una partitella d'azzardo, l'aver rimorchiato una facile -a big fat fanny-), l'ultima strofa disarma. "Era una bella giornata, non c'erano elicotteri della polizia che cercavano assassini" ed anche "Forse oggi non sarò costretto ad usare il mio AK". La routine giornaliera, in alcune periferie, è questa...



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La sempre gentile Country Girl mi ha nominato come Blog 10 e lode. Il suo blog è (come il mio) dedicato agli States, ma lei ne sa molto più di me, quindi se vi piace quest'area del mondo... fateci un salto. Non si è ancora convertita al libertarianesimo, ma non lo escludo in futuro!  Scherzo!   :-)


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Da quanto ho capito dovrei copiare il regolamento (ma a me non piacciono i regolamenti, e poi lo avrete visto da qualche parte sicuramente, non vogliatemene), e nominare a mia volta un altro blog.
Fra i tanti che stimo e seguo (oramai gli abbonamenti coi feeds si sprecano), me ne è venuto in mente uno. Vorrei nominare il blog che anche io ho aiutato (minimamente) a curare, quello dei simpatizzanti italiani di Ron Paul. L'entusiasmo che tutti coloro che hanno collaborato ci hanno messo è stato veramente tanto, considerando anche il fatto che non era mediaticamente un candidato interessante per i più. Eppure abbiamo cercato, tradotto, discusso, nonostante molti di noi provenissero da esperienze diverse. Si parla tanto di unità dei liberali: noi, seppur in questa piccola esperienza (che spero continuerà)  siamo riusciti a realizzarla. Paleolibertarian (come me), leftlibertarian, liberali classici, tutti insieme. Allora non è impossibile, se si vuole... Che il Premio 10 e lode sia di buon augurio!
 



14 febbraio 2008

Libertarian Party: è ora di tornare a casa

Il LP ha inviato una lettera ai suoi sostenitori. La trovo interessante, per i motivi che indicherò brevemente in fondo.

<<La settimana scorsa Ron Paul ha inviato un messaggio ai suoi molti sostenitori, ammettendo le possibilità pari a zero di ottenere la nomination in una convention spaccata. Paul ha anche dichiarato forte e chiaro che non correrà con un terzo partito. Molti dei nostri sostenitori, forse anche tu, sono stati entusiasti supporters della campagna del dottor Paul nell'ultimo anno. In molte migliaia hanno dato il loro tempo,soldi, e passione per supportare gli sforzi della campagna presidenziale di Ron Paul. Gli sforzi di queste migliaia di supporters sono stati nobili, ma alla fine i Repubblicani hanno rifiutato il meggaggio di pace, prosperità e libertà di Paul.

Il GOP sta muovendosi per la nomination di un politico compromesso che non ha certo in mente principi di libertà, e mostra poco interesse all'idea di un restringimento dell'apparato politico e dei poteri del governo federale. Così il Partito Repubblicano si conferma esattamente per ciò che è stato per molti anni: un partito lontano dai principi della Nazione. Insieme al suo socio di sinistra, entrambi questi partiti continuano a rappresentare un compromesso bestiale continuamente assetata di potere a scapito della nostra libertà, della nostra proprietà, della nostra privacy.

In una dura contrapposizione, il nostro partito è rimasto costante. I nostri valori non sono mutati. Il nostro impegno non si è mai arrestato. E non per mera lealtà partigiana alla struttura del nostro partito, ma perché siamo fiduciosi ed amiamo la libertà nella sua forma più pura. Il nostro partito è un'arteria che porta il desiderio di cambiamento all'interno della nostra nazione. A differenza del GOP, non dobbiamo cambiare il partito dall'interno per riguadagnare i nostri principi, perché noi non li abbiamo mai persi.

Il Libertarian Party è l'ultima roccaforte per la libertà rimanente nella politica americana. Purtroppo, la campagna di Ron Paul ha messo un involontario tributo sul nostro partito. Molti dei nostri membri hanno cambiato la loro registrazione al voto per Ron Paul alle Primarie, altri hanno lasciato decadere la loro iscrizione, e così via. Inizialmente, ho preso la decisione di non interferire e non scoraggiare questa attività. Ho ritenuto che fosse errato per il nostro partito contrastare un'occasione così incredibile per la libertà come la corsa di Ron Paul alla Casa Bianca.

Ma adesso, è ora di tornare a casa. Vi chiedo di rinnovare il vostro sostegno a favore del LP, prima che sia troppo tardi. Nonostante tutto, quest'anno abbiamo ottenuto numerosi finanziamenti, i nostri iscritti sono saliti del 28%, ed abbiamo vinto il 20% delle elezioni dove ci siamo presentati in tutta l'Unione. Questo dimostra che gli americani, sui temi delle libertà, si stanno ridestando, ed una storica opportunità di crescita, nel 2008, per il Libertarian Party esiste. Tuttavia, per approfittare di ciò, abbiamo bisogno che ogni uomo ed ogni donna rientrino nel nostro partito.

E' ora di tornare a casa
. La libertà in America oggi è viva, ma è costretta dall'imponenza dal potere del ssitema a due partiti. la partigianeria, mista all'ignoranza, stanno distruggendo la nostra nazione, strappandoci pezzi di libertà ed anche le vite di quelli che amiamo, a causa delle guerre di aggressione. Il sistema bipartitico deve essere demolito e distrutto. Il combattere dall'interno le strutture democratiche o repubblicane non porta a niente, anzi aumenta i nostri problemi, distraendo fondi, tempo ed energia verso un mostro ormai troppo marcio per essere riparato. Perché combattere per muovere il tuo partito verso la libertà, quando puoi combattere per muovere la tua nazione verso la libertà?

E' ora di tornare a casa
. La libertà è un qualcosa che può essere tutto per un uomo, e niente per un altro. Qualcuno accetta la circostanza che si nasca liberi e si viva non liberi. Trascorrono la loro esistenza nella rassegnazione di non poter cambiare il loro destino personale, oppure si trovano a loro agio nei loro ceppi. I libertarians sono differenti. I nostri cuori bruciano per la libertà. Ci svegliamo ogni mattina, intenzionati a far camminare la nostra nazione in direzione della libertà. La nostra passione non può essere diminuita dalle etichette di partito o dalle azioni di uomini astuti. I libertarians lavoreranno attraverso il Libertarian Party per sfidare coloro che vogliono schiavizzarci attraverso le tasse, la paura, lo stato di guerra.

E' ora di tornare a casa
. Obiettivo fra i principali del nostro movimento, è riuscire ad intercettare le migliaia di uomini e donne che hanno preso parte alla campagna di Ron Paul, la cui passione adesso sta scemando. Tutti i libertarians devono "mettere un tappeto con su scritto 'Welcome'" a questi americani, che vorrebbero imparare ancora di più sulle libertà ma sono adesso senza casa. Ma ancora di più, è importante tollerare le differenze secondarie che ci possono essere fra noi, ed accettare i differenti sviluppi del nostro pensiero politico. Molti di voi riceveranno per posta una lettera che dà il benvenuto a Ron Paul ed ai suoi supporters nel nostro partito. Quella lettera è stata scritta prima dei recenti eventi, ma è vitale che voi rispondiate a questo segnale dando a quei supporters una 'casa' all'interno del nostro partito.

E' ora di tornare a casa e di offrire una casa a coloro i quali vorranno continuare l'esperienza della libertà.. Per finire, vorrei donare queste parole a coloro i quali ostinatamente continuano la loro battaglia dall'interno per combattere i corrotti partiti repubblicano e democratico.

         "Se voi amate l'abbondanza più che la libertà, la tranquillità dell'assogettamento
         più che la stimolante sfida dell'autodeterminazione, tornatevene a casa in pace.
         Non cerchiamo il vostro parere, non cerchiamo le vostre braccia. Accucciatevi e
         leccate la mano che vi ciba.  Possano le catene non esservi troppo strette,  e
         possano i posteri dimenticare che siete stati nostri compatrioti" Samuel Adams, 1776
         

I nostri Padri Fondatori non hanno mai sperato di cambiare la tirannia del governo britannico "dall'interno". hanno affrontato a testa alta la sfida. Non hanno esitato neanche di fronte alla concreta possibilità di perdere le loro vite contro un potere opprimente. Si sono ribellati insieme, ed alla fine hanno ottenuto la loro libertà. Spetta a noi -noi appassionati libertarians- riprenderci la nostra libertà.

Con affetto

Shane Cory, executive Director Libertarian National Committee >>.

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Chi mi segue da tanto, riconoscerà la similitudine di queste parole con le mie scritte da me in svariati post, commenti. Ciò che penso, e chiudo, è che tolti i riferimenti stretti alla situazione americana, queste parole siano sacrosante anche per quella italica. Sarà folclore, sarà idealismo romantico ed ingenuo, sarà quello che volete. Il problema è che è tutto vero... La battaglia dall'interno è inutile: l'albero marcio va abbattuto, non vi si fanno innesti -seppur buoni-.  La botanica è una scienza esatta.





12 febbraio 2008

Rudolph Giuliani diventa stilista

Dal "Late Show with David Letterman"


"Settimana della moda a New York: Rudy Giuliani lancerà una nuova linea di abbigliamento. I suoi capi saranno fatti di un tessuto speciale, che non si ritira".




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permalink | inviato da InVisigoth the BountyHunter il 12/2/2008 alle 13:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


10 febbraio 2008

Messaggio di Ron Paul

Wow! Che anno è stato questo! E quali risultati abbiamo avuto! Se fra tutti posso citare Trozsky, questa Rivoluzione è permanente. Non si fermerà alla Convention Repubblicana. Non si fermerà a novembre. Non si fermerà fino a quando non avremo vinto la grande battaglia che abbiamo intrapreso.
E non grazie a me, ma grazie a voi.

Milioni di americani --e di altri amici in molte altre nazioni-- hanno dedicato loro stessi ai principi di libertà: libera impresa, governo limitato, moneta solida, nessun aumento di tasse, e pace. Non ci fermeremo fino a quando non ci sarà più alcuna restrizione sulle nostre persone, sulle nostre proprietà, sulle nostre libertà civili. Quanto vi devo. Mai potrò ripagare le vostre generose donazioni, il duro lavoro, l'impegno svolto con tutto il cuore e l'amore per la libertà. Quale benedizione è stata per me l'accompagnarmi a voi. Naturalmente anche Carol vi ringrazia con affetto.

Ma fatemi esprimere questi miei pensieri. Con l'abbandono di Romney, la possibilità di una convention incerta sono praticamente zero. Questo non fa venir meno la mia determinazione a combattere, in tutte le primarie ed i caucus che rimarranno, ed alla Convention, per le nostre idee, con quanti delegati avrò ottenuto. Ma dopo tutte le primarie ed i caucus svolti finora, non abbiamo necessità di una così grande organizzazione a livello nazionale, e così sto rendendo lo staff più snello e ristretto. Mi sono impegnato a combattere per le nostre idee all'interno del partito repubblicano, e così ovviamente non correrò con un terzo partito. Non sto denigrando i piccoli partiti --proprio l'opposto, ho anche lavorato a lungo per rimuovere le restrizioni circa il loro accesso alle votazioni. Ma io sono un repubblicano, e rimarrò un repubblicano.

Ho anche un'altra priorità. Ho degli elettori nel collegio in cui sono stato eletto che devo servire. Non posso deluderli. E non lo farò. E c'è un'altra battaglia da affrontare al meglio. Se dovessi perdere le primarie per il mio seggio al Congresso, tutti i nostri oppositori ne sarebbero lieti, e potrebbero millantarlo come un rifiuto per le nostre idee. Non posso permettere che accada, e non lo permetterò.

Nella corsa per le presidenziali e per il Congresso ho bisogno del vostro supporto, come sempre. Ed ho delle strategie per continuare a combattere per i nostri ideali in politica e nell'educazione, strategie che non appena potrò condividerò con voi, ed è necessario per me che siate al mio fianco. Nel frattempo, avanti ed in alto! I neocons, i guerrafondai, i comunisti, i fautori dell'inflazione ne sentiranno ancora tante da me e da voi.

Con affetto

Ron

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Questa lettera chiude, per il momento, un bel sogno durato un anno, all'incirca. E come i miei compagni di ron08.blogspot.com, mi sento lusingato del ringraziamento di nonno Ron agli amici stranieri, ed orgoglioso di aver contribuito con il mio blog anche se probabilmente solo per lo 0,00000000000000000001% del totale. Io c'ero, ci ho creduto. E ci credo ancora. 
Come dice Ron, onward and upward!

Chiudo mettendo il video, a mio giudizio, più bello in assoluto di questa campagna (intendo fra tutti gli spost di tutti i candidati). Invito i lettori, amanti dell'America ma non Paul-fan, a rivederlo insieme a me. Sono sicuro che anche a voi trasmetterà qualcosa, almeno nella prima parte (ma credo pure nella seconda, anche se non lo ammetterete mai).

Viva Ron Paul, viva l'America, viva la Rivoluzione Libertarian!

Con il nome di "Tea Party" è rimasta famosa la sommossa che nel 1773 diede l'avvio alla rivoluzione con cui le 13 colonie americane si conquistarono l'indipendenza dall'Inghilterra.



A metà del 1700 le colonie avevano già delle proprie leggi, ma il governo inglese manteneva la piena giurisdizione nel settore economico e sui commerci. Nel 1763 il governo di Londra impose alle colonie nuove fortissime tasse, una delle quali colpiva le importazioni di tè. I coloni, stanchi di essere sfruttati, reagirono con la forza. Il 16 dicembre 1773, a Boston, un gruppo di accesi sostenitori dell'indipendenza, travestiti da indiani, salì a bordo di una delle navi britanniche ancorate nel porto e ne gettò in mare il suo carico di tè. Il fatto segnò l'inizio della Rivoluzione, che nel 1783 avrebbe portato all'indipendenza americana.



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