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"I Soprano" chiude i battenti, ma a New York la mala italiana riprende a sparare sul serio

Addio ai Soprano tra fan in lutto e scommesse alle stelle: dopo otto anni, 86 episodi e 18 premi Emmy cala il sipario oggi sulla saga della famiglia mafiosa italo-americana del New Jersey che per i critici americani ha rappresentato l'equivalente televisivo di pietre miliari della storia del cinema e del teatro, dal 'Padrino' a 'Morte di Un Commesso Viaggiatore' a 'Un Tram che si chiama Desiderio'.
Il gran finale della serie creata da David Chase sul "boss mafioso in analisi perché la madre era il suo nemico" ha messo gli allibratori in subbuglio: con Phil Leotardo, il capo rivale che ha messo fuori gioco Silvio Dante e Bobby 'Bacala' Baccalieri, la guerra tra clan di New York e New Jersey è al suo apice e Tony Soprano, alias James Gandolfini ha mandato la sua famiglia a nascondersi mentre lui stesso si è chiuso in un covo del New Jersey armato di M16.
Chase non si è sbottonato sull'epilogo della serie e i membri del cast hanno preso sul serio il voto del silenzio, anche se Steven Van Zandt, il chitarrista di Bruce Springsteen che ha il ruolo di Dante, ha promesso che sarà esplosivo, "controverso, e che se ne parlerà molto".
Le ultime quotazioni sul sito di scommesse off-shore Bodog sono a favore di un epilogo in cui Tony ce la farà.Anche su Gambling911, altra pagina di allibratori virtuali, le chance sono a favore di una sconfitta di Leotardo. E' questo un finale per cui tifano molti fan della serie che ha raccolto pubblico tra intellettuali e patiti dei film di azione ma anche gli anatemi di organizzazioni italo-americane, dalla Niaf ai Sons of Italy.
La ragione è semplice: con Tony vivo il serial potrebbe riprendere prima o poi. Se però dovesse esserci un Soprano Parte Seconda, sarebbe con un cast ricostruito in buona parte ex novo dal momento che gli ultimi episodi sono stati una carneficina.
Chris Montesanti (Michael Imperioli), il nipote di Tony, è stato ucciso dallo stesso boss per punirlo di avere prodotto un film poco rispettoso nei suoi confronti. Poi è stata la volta di Baccalieri, (Steven Schirripa), il cognato di Tony che aveva spaccato la faccia al boss firmando la propria condanna a morte.
Domenica scorsa, ad essere stato crivellato di pallottole che lo hanno mandato in coma è stato Silvio Dante.
Le chance che sopravviva sono scarse, ma anche di lui si può scommettere: ce la farà a risvegliarsi prima della parola fine? La serie con James Gandolfini va dunque in pensione, mentre New York vive una fase di recrudescenza della violenza di mafia: il clan dei siciliani, con la sua storia di violenza e i tentacoli del narcotraffico, sta riemergendo come superpotenza grazie all'avvenuto o imminente rilascio di famosi mafiosi della Pizza Connection finiti dietro le sbarre grazie alle inchieste congiunte di Giovanni Falcone e di Rudolph Giuliani.
La famiglia Bonanno a New York ha un nuovo capo, originario come il leggendario Joseph Bonanno che ispirò Don Vito Corleone di Mario Puzo, da Castellammare del Golfo in Sicilia: Salvatore 'Sal the Ironworker' Mantegna. Sono ida poco tornati a piede libero Joseph Gambino e i suoi fratelli Rosario e Joseph, un tempo capitani di Cosa Nostra dagli anni Ottanta in galera.
Nella città dei Bonanno e dei Gambino intanto la realtà che continua a superare la fiction: a Brooklyn, a poche ore dalla fine dei Soprano, è stato ucciso Robert DeCicco, uno dei boss del clan Genovesi poche ore dopo l'esecuzione di un altro 'mobster', Rudy Izzi, 74 anni, giustiziato con un colpo alla nuca nel suo letto: la polizia di New York teme che sia il primo atto di una nuova guerra dei clan. (AmericaOggi)


James Gandolfini a.k.a. Tony S.

Pubblicato il 11/6/2007 alle 10.4 nella rubrica Diario.

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