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New Orleans due anni dopo Katrina

Il secondo anniversario della peggiore calamità naturale della storia Usa, la devastazione di New Orleans da parte dell'uragano Katrina, è stato ricordato ieri nella città del jazz con rintocchi di campane, momenti di silenzio, inaugurazioni di memoriali per le vittime, una visita del presidente George W. Bush e marce di protesta per la lentezza della ricostruzione. 

La mancanza di coordinamento fra le forze locali, quelle statali e quelle federali contribuirono a rendere ancora più pesante il bilancio della catastrofe naturale. Il governatore Catherine Blanco, che non volle cedere il comando della Guardia Nazionale a Washington nonostante la disorganizzazione in cui versava, i ritardi della FEMA (Federal Emergency Management Agency) nel portare benzina, gasolio e GEN pak (generatori elettrici) per pompare l'acqua al di fuori della città, ritardi di cui la Casa Bianca si accollò la responsabilità, fecero scaturire dure polemiche. Il sindaco di New Orleans, Ray Nagin, usò parole di fuoco: "Prima di fare conferenze stampa trionfanti, accertatevi che i soccorsi siano effettivamente arrivati".

Oggi il famoso French Quarter è tornato in piena attività con i suoi ristoranti ed i locali di musica jazz; ma il resto di New Orleans reca ancora le ferite dell'uragano che ha causato la morte di oltre 1600 persone e inondato l'80 per cento della città. Due anni dopo Katrina vaste aree di New Orleans offrono ancora un aspetto desolante, con case abbandonate ed attività economiche distrutte. Servizi di base come ospedali, scuole, trasporti pubblici, asili nido sono ancora al di sotto del 50 per cento della situazione pre-uragano. "La gente è arrabbiata e desidera inviare un messaggio ai politici che bisogna fare di più e più rapidamente per salvare la città", afferma il reverendo Marshall Truehill.

Per l'anniversario sono state organizzate ieri a New Orleans numerose cerimonie. Le campane hanno suonato dalle numerose chiese della città. Al Charity Hospital è stato inaugurato un memoriale per ricordare le vittime della inondazione. Insieme ad un mausoleo che ospiterà i resti di circa 100 vittime mai identificate.Una veglia a lume di candela è stata programmata per il tramonto a Jackson Square, la piazza più famosa della città. Marce di protesta, accompagnate da orchestrine jazz, sono state effettuate fin dal mattino per esprimere, approfittando della presenza massiccia dei media in occasione dell'anniversario, per i ritardi e le lentezza nell'opera di ricostruzione della capitale del jazz.

Tra i problemi non risolti c'é il rafforzamento delle dighe che cedettero la mattina del 29 agosto  lasciando la città indifesa.





Pubblicato il 31/8/2007 alle 14.30 nella rubrica Diario.

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