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Hillary lancia la sua riforma sanitaria

Tredici anni dopo il suo primo, fallimentare, tentativo di riformare il sistema sanitario nazionale, Hillary Clinton ci riprova, questa volta non in veste di First Lady ma di candidata alla presidenza degli Stati Uniti.

"Ritengo che tutti - ogni uomo, donna e bambino - abbia diritto ad un assistenza sanitaria di buona qualità e a prezzi accessibili" ha detto la senatrice di New York nel corso del suo annuncio da Des Moines, capitale dello stato chiave delle primarie, l'Iowa. "Intendo essere il presidente che riuscirà a finalmente a raggiungere questo obiettivo". 

Questa volta la Clinton ha presentato un programma da 110 miliardi di dollari all'anno, il cui punto centrale è il cosiddetto "mandato individuale", ovvero l'obbligo di avere l'assicurazione medica, così come molti stati impongono di avere l'assicurazione della macchina. L'ex first lady ha ammesso di aver imparato molto dalla passata esperienza, che aveva quasi fatto deragliare la presidenza di suo marito Bill Clinton e aveva contribuito a riconsegnare il controllo del Congresso al partito Repubblicano nelle successive elezioni di metà mandato. Rispetto al 1994, la proposta di oggi ha abbandonato le complessità e incertezze della precedente, a favore di maggiore semplicità, controllo dei costi e scelta del consumatore.

Il piano della senatrice è arrivato tardi rispetto a quelli dei suoi avversari nella corsa per la nomination democratica, John Edwards e Barack Obama, che già da tempo hanno fatto delle loro proposte un tema centrale della campagna elettorale. Con 47 milioni di americani attualmente privi di qualunque tipo di assistenza sanitaria, i candidati alla nomination democratica per le presidenziali del 2008 si sono uniti nel chiedere la copertura universale per tutti i cittadini.

Le loro proposte si differenziano tuttavia su dettagli più specifici. come quello del mandato individuale che ha i suoi detrattori in entrambi i partiti. Per i democratici più liberal - tra cui anche Obama - potrebbe gravare economicamente sulle famiglie a basso reddito, mentre per i repubblicani potrebbe limitare la libertà di scelta dei cittadini. Secondo la Clinton invece si tratta dell'unica soluzione per garantire la copertura a tutti. Un altro punto chiave del suo piano è il contributo federale per aiutare le persone più bisognose a pagare il premio.


Pubblicato il 18/9/2007 alle 13.11 nella rubrica Diario.

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