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Iowa mon amour

Si stanno rincorrendo, da parte dei fans dei candidati perdenti, una serie di giustificazioni alla sconfitta, da cui scaturisce una mia riflessione. Oltre ai fans di Hillary, che stanno tempestando la blogosfera di "è arrivata seconda perché ha preso un delegato in più di Edwards anche se ha preso meno voti", si sta levando una vera e propria serie di apprezzamenti non proprio di buon gusto sugli abitanti dell'Iowa.

Per ridurre a zero il valore di questo voto (è ovvio che è solo una porzione, essendo solo 1 stato su 50, non ci sarebbe bisogno di minimizzarla... non c'è mica bisogno di spiegarcelo, a meno che non abbiate altri fini) ecco una serie di iperboli: si va dal "non vale perché la popolazione è quasi tutta bianca", all'incredibile "non è rappresentativo perché sono più istruiti della media degli altri americani", al "in fondo sono contadinotti la cui unica aspirazione è lo spiedino di maiale fritto alla fiera del paese".

Ricapitolando, il voto in Iowa non sarebbe un campione rappresentativo perché la popolazione è bianca ma non razzista (visto il trionfo di Obama), ed è istruita ma legata ai valori della civiltà contadina lontana anni luce dalla mentalità urbano-affaristica in stile Wall Street e dalle falsità di Hollywood. Ci state dicendo quindi che l'Iowa è l'America migliore che ci si può immaginare.

E forse Huckabee ed Obama non vinceranno le primarie dei rispettivi partiti, perché il resto dell'America non è all'altezza dell'Iowa, ed ha smarrito i valori dell'America. Altro che campione "non rappresentativo", questo è un modello da imitare.

Evviva l'Iowa, il "cuore bianco d'America"!


La squadra femminile di rugby dell'Iowa, campione del Midwest nel 2006 e di tutta l'Unione nel 2007

Pubblicato il 4/1/2008 alle 15.47 nella rubrica Diario.

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