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Ciao a Dith Pran, che fece conoscere al mondo la follia comunista

Un cancro pancreatico al quarto stadio, che l'aveva ridotto quasi a uno scheletro, si è portato a 65 anni Dith Pran, il fotografo cambogiano che fece luce con la sua coraggiosa avventura sui "campi della morte" dei khmer rossi e del macellaio comunista Pol Pot, che sterminò un terzo della popolazione cambogiana in appena cinque anni (dal 1975 al 1979) compresi vecchi, disabili e bambini. Pran si è spento in un ospedale del New Jersey, quando era ormai arrivato a pesare appena 35 chilogrammi a causa del suo male.
Senza di lui ed il suo collega nel New York Times, Sydney Schanberg, il mondo non avrebbe saputo nulla di ciò che stava succedendo in quella parte del mondo, di ciò che le assurde teorie collettiviste venute alla luce nel mondo dei sogni europei stavano causando nel mondo reale asiatico.
Negli anni successivi al 1980, Pran collaborò con il New York Times, e come presidente del The Dith Pran Holocaust Awareness Project ha cercato di ottenere giustizia per le vittime di quell'olocausto rosso. Il fotoreporter cambogiano perse tre fratelli assassinati dai khmer rossi.
La sua vicenda, la sua cattura, le torture subite ed infine la sua fuga dai campi di concentramento nazicomunisti, insieme alle sofferenze patite dalla popolazione dopo il ritiro americano dall'Indocina sono narrate nel film "Urla del silenzio" (The killing fields il titolo originale).


Pubblicato il 31/3/2008 alle 20.0 nella rubrica photography.

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