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Mongols

La conclusione di un'investigazione sotto copertura ha dato un duro ai Mongols, la gang di motociclisti che, ufficialmente un'associazione ricreativa, ha invece creato un piccolo impero del crimine. Traffico di anfetamine, omicidi, prostituzione, racket, furti di moto... La banda si compone di 600 elementi, quasi tutti di origine latino-americana. All’alba di martedì gli uomini dell’ATF (Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms) hanno lanciato una massiccia operazione attraverso gli Usa che ha portato all’arresto di dozzine di bikers.

I Mongols sono nati negli anni ’70 quando un piccolo gruppo di "latini" è stato espulso dai più famosi Hell’s Angels che volevano solo bianchi. Così la gang si è sviluppata in proprio, sotto la guida di Ruben Cavazos, autore di un libro "Onora pochi, non temere nessuno", diventato poi uno dei motti dei criminali. Per poter cucire il logo dei Mongols sulla giacca di pelle, gli affiliati devono superare prove di coraggio e dimostrare obbedienza cieca. La banda di motociclisti è poi diventata famosa per dare insegne – delle ali di colore diverso – a seconda delle prestazioni sessuali durante dei festini-esami. Chi fa sesso con una donna colpita da una malattia venerea riceve l’ala verde.

L’organizzazione è da tempo in guerra con gli Hell’s e con "La Mafia", cosca di narcotrafficanti messicani mentre ha stretto alleanza con alcune gang di strada a Los Angeles ispaniche, mentre gli adepti Mongols si sarebbero macchiati spesso di aggressioni violente a gangs di neri.



Conferenza Stampa dell'ATF dopo l'operaizone di polizia

Pubblicato il 22/10/2008 alle 15.15 nella rubrica gangs of USA.

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