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true blood


Una serie che mi sta intrippando, anche se ho visto solo le prime due puntate, è True Blood. Il mio parere è viziato dall'ambientazione: un profondo sud, legato alla vita contadina e diffidente verso le istituzioni statali.

In un futuro, o nel presente, o nel passato - la tempestica non è precisata - con neri ed omosessuali che vivono ben integrati e accettati con i bianchi e gli etero, c'è un'altra minoranza che suscita sospetto nella popolazione: quella dei vampiri, chiamati spregiativamente fangs - notare l'assonanza con il termine in slang fags-. A seguito dell'invenzione da parte dei giapponesi del Tru Blood, una sorta di sangue sintetico, i vampiri sono venuti allo scoperto, e alcuni che hanno fatto outing pubblicamente rivendicano gli stessi diritti di neri, bianchi ed omosex... degli umani cosiddetti "normali", insomma.

I timori della gente molte volte sono pregiudiziali, ma non sempre. Anche fra i vampiri ci sono infatti criminali efferati, che non contribuiscono certo al peroramento della causa dell'estensione dei diritti civili anche ai non-morti. Un soggetto di un'attualità sconcertante.

E' una serie che sembra promettersi interessante, spero sia all'altezza delle premesse. L'incipit iniziale della prima puntata mi è piaciuto molto, così come la sigla, dove c'è tanto di quella Dixieland che amo. 


Pubblicato il 28/5/2009 alle 21.23 nella rubrica Diario.

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