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Alaska: meno tasse ai petrolieri=più posti di lavoro

Il Governatore dell'Alaska, Sean Parnell, sta vagliando l'opportunità di cambiare le leggi fiscali della "Last Fronter" sul petrolio emesse durante il mandato di Sarah Palin, poiché le compagnie petrolifere a causa dell'elevata tassazione starebbero dirottando valanghe di dollari di investimenti da questo stato in altre parti del mondo. Il Governatore ha spiegato che mercoledì il governatore ha chiesto al Dipartimento Delle entrate divalutare quali ritocchi "potrebbero essere apportati al sistema fiscale che possano portare facilmente ad un aumento di posti di lavoro per gli abitanti dell'Alaska". Parnell ha spiegato di aver anche incontrato le compagnie petrolifere.

"La mia linea di fondo - ha spiegato il Governatore - è che
se c'è bisogno di una modifica delle imposte che si tradurrà in maggiori investimenti, ci lavoriamo tutti e subito. Ma le aziende dovranno giustificare le modifiche richieste alla luce degli interessi della popolazione dell'Alaska. Non intendo semplicemente aumentare in soldi nelle tasche delle società: invece, ho intenzione di creare più posti di lavoro e maggiori entrate fiscali nel lungo periodo attraverso un sistema di tassazione diverso".

I giuristi dell'Alaska di ambiente repubblicano hanno nel corso del tempo aumentato sempre più la critica del sistema tributario, noto come  Alaska's Clear and Equitable Share (ACES). La legge è stata approvata nel 2007, sull'onda dei prezzi del petrolio saliti alle stelle, sotto la spinta del predecessore di Parnell, Palin.

Che una tassazione alta, ammesso e non concesso che sia fatta per nobili intenzioni, impoverisca un territorio, è storia vecchia. La notizia sta che un politico di 'sti tempi se ne sia accorto. Inutile dire che è un politico americano della grande e libertaria north area.



Pubblicato il 10/12/2009 alle 19.1 nella rubrica Diario.

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